Per gentile concessione di Quotidiano Energia
Sindacato spaccato, gestore imprenditore. Ma quali saranno gli effetti operativi? Per ora una sola certezza ...
di Antonello Minciaroni
Roma, 30 luglio - Eni (e non più Agip) ha firmato un accordo con due delle tre associazioni dei gestori. E questa è già una novità la cui valenza, sindacalmente, non potrà non avere conseguenze. "È insopportabile per il consumatore italiano dover pagare i carburanti più che negli altri Paesi europei" ha poi affermato Paolo Scaroni nel corso della conferenza stampa. Considerazione senza dubbio positiva ma che ovviamente andrà verificata col tempo.
Quali però gli effetti sugli operatori? L'accordo, che per ora riguarda i gestori del market leader, troverà una analoga accoglienza da parte delle altre compagnie? Non tutte (tranne Esso) hanno una rete con caratteristiche strutturali simili a quella dell'Eni. Ed anche all'interno di quella del cane a sei zampe non per tutti i gestori ci saranno le stesse ricadute: quelli di impianti importanti (con alti erogati, self e servizi non oil) subiranno una pressione dell'azienda molto forte per traguardare i risultati ma, d'altro lato, anche significativi supporti per migliorare le proprie performance. E avranno tutto l'interesse a confermarsi o diventare veri "imprenditori". Al contrario, quelli più piccoli, senza Iperself o con difficoltà nello sviluppare il non oil saranno a serio rischio di marginalizzazione.
Le compagnie minori e/o che hanno mediamente punti vendita meno performanti e/o con un numero di convenzionamenti percentualmente elevato, troveranno maggiore difficoltà nell'applicazione di un analogo accordo. Il risultato finale del processo cominciato ieri potrebbe (potrà) essere la tanto agognata razionalizzazione.
Quanto alla clausola di recesso, che Eni ha fortemente voluto, e che è "sostanzialmente" il vero punto su cui si è verificata la rottura sindacale potendo essere esercitata "a prescindere da fatti e comportamenti addebitabili direttamente al gestore", questa sarà probabilmente difficile da far digerire.
La recente intervista del d.g. Refining & Marketing di Eni al Sole 24 ore {"non accettiamo diktat dai gestori") e l'impatto relativamente modesto rispetto al passato registrato sull'opinione pubblica dalla recente agitazione, possono aver convinto i firmatari che dopo 18 mesi di trattativa era giunto il momento di chiudere. E tuttavia, a nostro avviso, sono troppe le variabili ancora in gioco, per poter dire chi vincerà definitivamente la partita. Stando ai fatti, per ora, comunque, certo Eni non ha perso. E forse neppure il consumatore.
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2009-07-31 16:46:49 | Nicola ex faib - Sono tutte frottole
Come può essere un vantaggio per il consumatore avere un gestore sul lastrico.
Se avremo il famoso non oil, quanto pagheremo di affitti e royalties.
Se dovremo tenere aperti 24 ore su 24 come pagheremo il personale.
E poi il prezzo finale chi lo decide? sicuramente non il gestore.
Sono veramente disgustato.
Domani mi iscriverò alla Fegica, quanto meno so da quale parte stanno.
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2009-07-31 23:32:50 | Gestore shell
Puoi esserne certo al 200 %, ti garantisco , per quel poco che frequento che sono molto vicini ai gestori e molto umani. E........soprattutto............non tradiscono ! Saluti
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2010-06-07 11:27:40 | Giovanni - fregatevene delle compagnie
Secondo me noi gestori dovremmo stabilire il margine e non le compagnie. siamo noi sulle strade e non negli uffici climatizzati di questi dirigenti. perciò i sindacati che non fanno un accidente dovrebbero coordinarci affinche almeno il margine raddoppi.
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se secondo l'autorevole Quotidiano Energia l'Eni non ha perso e forse neppure il consumatore( ce ne sarebbe da dire su questo) allora hanno perso i gestori!
-OVVIO-