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Poco storico, molto sperimentale

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Per gentile concessione Di Staffetta Quotidiana

GCA

Ci sono persone, tra cui molti politici, che pensano che “il tempo perduto è guadagnato”. Forse sono le stesse che definiscono storico un accordo raggiunto dopo due anni di trattative quanto mai aspre, tra stop and go, tentativi di mediazione anche ministeriali, moral suasion e quant'altro, e che rischia di aprirne altri due o tre di confronto ancora più aspro. Quello firmato martedì per regolare i rapporti tra l'azienda leader e i gestori Agip è infatti un accordo poco storico ma molto, molto sperimentale. Basta leggere e spulciare con pazienza le 14 pagine (allegato compreso) del verbale d'accordo e i giudizi che ne hanno dato a caldo i diretti protagonisti.
Storico e innovativo sarebbe un accordo che trattasse i gestori non più da “benzinai” ma da “liberi imprenditori”, che si aprisse con una premessa in cui fossero fissati i reciproci ambiti di responsabilità nel contribuire, ognuno nel rispetto dei propri ruoli, allo sviluppo e alla razionalizzazione della rete, su come superarne le criticità, che non sono solo congiunturali, su come confrontarsi con usi e costumi degli utenti della strada (automobilisti e autotrasportatori) in rapida evoluzione, su tipologie di impianti che pur con tutta la buona volontà non sono più all'altezza dei tempi, sul peso che non oil e fai da te assumeranno nell'economia della gestione rispetto all'oil, su modi nuovi di riconoscere e integrare, al di là dello sconto pro-litro, l'apporto individuale del gestore, sul ruolo del prezzo e del servizio in un gioco della concorrenza che diventa ogni giorno più aspro.

E invece l'unica “forte” innovazione è l'introduzione nei contratti, che dal 1°gennaio dovrebbero sostituire tutti quelli in essere, di una “clausola di recesso” che verrà applicata sperimentalmente a partire dal 2012 con un tetto iniziale del 5% sul totale delle gestioni. In cambio del congelamento delle “associazioni in partecipazione”, di cui viene riaffermato il carattere di sperimentazione e formazione, a un livello non superiore a quello attuale (circa 200 gestioni). Le altre innovazioni (possibile patto di partenariato, dilazione di un giorno per i pagamenti delle forniture, copertura sanitaria, copertura assicurativa contro furti, rapine e atti di violenza e vandalismo, diritto di prelazione nell'acquisto dell'impianto gestito purché non faccia parte di “pacchetti”, nuovo piano strategico sulle attività non oil, equiparazione dei contributi al fondo Cipreg tra rete propria e rete convenzionata) sono solo indicate a titolo di pro-memoria con l'intesa di aprire un confronto entro il prossimo dicembre.

La “clausola”, che ha sollevato fiere contrapposizioni tra i gestori, parte dall'assunto che, se i gestori non rispettano gli obiettivi concordati con l'azienda quanto all'erogato e alla qualità del servizio e non si mettono in riga, è giusto che il contratto possa essere risolto anticipatamente. A garantire il gestore che nei suoi riguardi non saranno commessi abusi da parte dell'azienda, l'accordo dedica un sacco di pagine a spiegare le metodologie di predisposizione del piano base annuale che dovrà precisare i suddetti obiettivi (allegato A) e a fissare le scadenze delle verifiche periodiche con le associazioni dei gestori e con i singoli gestori, nonché di una verifica in sede di ministero dello Sviluppo Economico (sic!) alla scadenza del primo triennio di applicazione dell'accordo, cioè nel 2013. Un vero e proprio ingorgo di date, tenuto conto che entro e non oltre il giugno 2012 l'accordo appena firmato dovrebbe essere rinegoziato.

Ora la parola passa ai gestori che dovranno apprezzare sulla propria pelle un accordo indubbiamente complesso e pieno di trabocchetti, che dà ragione a chi parla di uno strumento difficile da gestire, che obbligherà le organizzazioni dei gestori a stare col fucile in mano in una sorta di vigilanza armata. Dove i costi (i nuovi vincoli dei nuovi contratti) dovranno essere soppesati con i benefici (una tantum per il periodo pregresso, incremento dello sconto di base a far data dal 1° gennaio scorso, durata di 6 più 6 anni dei nuovi contratti). Il conto alla rovescia è già partito. Si tratta di decidere se ratificare o no l'accordo, se rinnovare o no il contratto, se firmare o no il piano di base annuale e, più in generale, come impostare il rapporto con l'azienda. Decisioni che toccano anche il rapporto di fiducia tra gestori e organizzazioni di categoria, in questi mesi messo duramente alla prova. Ci sono tutte le premesse (e le prove) di una campagna elettorale quanto mai vivace. Che sarà seguita con grande interesse e/o preoccupazione anche dalle altre compagnie e dai loro gestori. Al di là dei toni trionfalistici della conferenza stampa di mercoledì, i giochi sono quanto mai aperti.

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Commenti (10)
  • gestore FIGISC  - giorni fa

    giorni fa ho fatto questa richiesta che rinnovo:
    sono un gestore iscritto Figisc E CI RIMANGO!!! anche perchè ho i libri
    contabili in Concommercio e il servizio che mi danno va bene.
    però ho un tre
    questiti che intendo rivolgere al Sig Giampiero che mi pare conosca bene il
    nuovo accordo.
    Io onestamente non condivido molto la scela fatta dai miei
    responsabili Figisc anche se tutto sommato , presuntuosamente credo di stare
    dentro ai parametri qualitativi non so quelli quantitativi anche se per ora sono
    abbastanza allineato e con la Compagnia non ho problemi.
    Il primo quesito è
    questo supponiamo che per principio io non voglia cambiare il mio contratto ma
    mantenere quello che ho che scade tra due anni, primo quesito posso o devo
    cambiarlo? secondo quesito a scadenza del mio contratto avrò la possibilità di
    avere un rinnovo o sarò obbligato ad accettare questo nuovo? terzo e ultimo
    quesito: avrò dirito al pregresso anche se non cambio il contratto?

    grazie
    mille se vorrà cortesemete lei o qualsiasi altro sindacalista rispondere
    Tom

    CHIEDERE è LECITO, RISPONDERE è CORTESIA si vede che in FIGISC la cortesia non esiste

    lo chiedere a staffetta petrolifera

  • Gestore shell

    Caro gestore Figisc e soprattutto collega, scusa l'intrusione, mi permetto di risponderti anche se non sono un sindacalista. Non intendo rispondere ai tuoi quesiti , lo lascio fare a chi meglio informato di me, ma un consiglio me lo permetto ! Visto che nonostante tutto hai deciso di rimanere in Figisc, avrai i tuoi motivi a rimanere, (anche se stento a capirli visto che anche tu dici che nonostante tutto il resto, anche la cortesia non e' di casa loro ), e........quindi bazzicherai nei loro uffici, una cosa la potresti fare.........prendi una pistola caricata a salve e spara nel culo a tutti questi signori !!

  • gestore agip

    "Ora la parola passa ai gestori che dovranno apprezzare sulla propria pelle un accordo indubbiamente complesso e pieno di trabocchetti, che dà ragione a chi parla di uno strumento difficile da gestire, che obbligherà le organizzazioni dei gestori a stare col fucile in mano in una sorta di vigilanza armata. Dove i costi (i nuovi vincoli dei nuovi contratti) dovranno essere soppesati con i benefici (una tantum per il periodo pregresso, incremento dello sconto di base a far data dal 1° gennaio scorso, durata di 6 più 6 anni dei nuovi contratti). " Bello che i Gestori dovranno apprezzare sulla propria pelle questo accordo.....
    Che schifo

  • Giampiero  - x gestore Figisc

    Le chiedo scusa sul fatto di non averLe risposto, al momento però la inviterei a leggersi l'ultimo Figisc-Anisa Newsn. 32/2009 del 03/08/2009.

  • gestore Figisc  - grazie

    grazie Giampiero, ora leggo, quando lo ricevo, poi le dico

  • Moreno Parin  - per Giampiero

    Ci sta scritto anche questo:
    come vi è noto, la conclusione della lunga ed aspra vertenza con ENI ha avuto il
    suo epilogo con la sottoscrizione di un accordo complesso ed ancora da definire in
    alcuni suoi aspetti (incentivazioni, clausole contrattuali definitive, indennizzi, ecc.),
    che, tuttavia, per quanto sofferto nei suoi contenuti innovativi, conferma la centralità
    nel sistema distributivo della figura del Gestore e la valorizzazione del ruolo delle Or-
    ganizzazioni di categoria.

    Ceme vedi la clausola di recesso è ben definita mentre l'indennizzo e da definire, tradotto: quando avrò in mano 4200 contratti con la clausola di recesso col cavolo che ti do l'indennizzo indicato nell'accordo. O tu pensi che l'Eni sia diventata brava tutto d'un colpo?

  • Giampiero  - x Moreno.

    Caro Moreno, questo bailamme mi pare non sia avvenuto neanche quando la 32/98 di fatto abbia ridotto di 3 anni la durata del contratto di comodato; o quando la stessa introduceva un criterio di razionalizzazione del nostro settore con la chiusura di almeno 7000 impianti (padri di famiglia comunque senza futuro). Vorrei capire se con gli attuali contratti esistano concetti di lavoro a tempo indeterminato, oppure norme civilistiche che indichino in 6 anni la durata del rapporto oltre il quale l'azienda può non rinnovarlo.
    Ma veramente pensi che l'azienda sleghi i suoi segugi per mandare a casa i gestori?, o a parer loro sia meglio aspettare la naturale scadenza. Sei persona troppo attenta ed acuta per dar pregio alla prima domanda facendo scivolare la seconda. Spero si possa concordare che solo con la tutela giuridica del del gestore possiamo evitare i dubbi, le perplessità condivisibili e quelli che alcuni chiamano "ricatti" da parte delle aziende. Ma questo potrà essere un progetto che tutti insieme dovremo portare avanti.

  • Moreno Parin  - Per Giampiero

    La 32/98 derivava, per quanto di competenza dei gestori, dall'accordo del luglio 1997, qualcosa di buono c'era in quell'accordo, poi, come sempre, le compagnie se ne sono altamente fregate dei punti a favore dei gestori, vedi diritto di prelazione, guarda caso identico a quello contenuto nell'accordo Eni, come sempre i sindacati hanno lasciato fare e adesso siamo quì a piangere. La chiusura di un impianto comportava un "risarcimento" per il gestore espulso dal settore. Non credo proprio che l'azienda slegherà i suoi segugi per mandare a casa i gestori, questo accordo non è fatto per mandare a casa il gestore ma per condizionarlo ancora più di quello che già adesso è. In ogni caso ho in mano la prova provata che l'Eni ha già violato l'accordo appena sottoscritto, e non una cosina di poco conto ma una vilazione sostanziale del punto più controverso dell'accordo, violazione a sfavore del gestore, ovviamente.

  • Luigi  - per Moreno

    Scusa collega a cosa ti riferisci quando dici che eni ha già violato l'accordo?

  • Moreno Parin  - Per Luigi

    Esattamente quello che ho detto: Eni ha già violato l'Accordo! E di brutto anche. Quello scritto e firmato ovviamente, non quello verbale su multicard, iperself, tempi per la firma di accettazione dei gestori, ecc. ecc. Io mi baso solamente su quanto sottoscritto. E non chiedermi in che consiste la violazione che è compito di chi lo ha firmato farlo rispettare al 100%. Sta andando tutto come ampiamente previsto e più che prevedibile.

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