GestoriCarburanti

 

Non è il marketing la soluzione

E-mail Stampa

La storia. Il benzinaio di Milano che non gradisce la liberalizzazione di servizi e prodotti

MILANO - Hai voglia a dire: che bello, c'è la liberalizzazione. E poi tutti quei sottili distinguo tra prodotti oli e non oil, tra metano, snacks e cioccolatini, pupazzi di peluche e quotidiani. Ce la si può fare, a tenere tutto insieme, ma non sempre è una passeggiata.
Ivano Casolo, benzinaio di lungo corso, dichiara di non prendere per oro colato quella parte del rinnovo contrattuale di categoria che enfatizza la possibilità di vendere prodotti che non siano il puro e semplice carburante.
Senza mollare per un solo istante la cassa del suo distributore in via Novara 286 di fronte all'hotel Brun a Milano, linea di accesso e scorrimento veloce alla città, commenta: «Ma che liberalizzazione e liberalizzazione. Tabacchi, patatine, prodotti antighiaccio e attrezzature divario tipo complicano la gestione, bisogna essere preparati. Ma non avete visto in che condizioni versa la rete di distributori di benzina italiana?».
Certo, poi, se si va all'estero a far benzina di notte ci si può trovare anche gente che compra perfino una bottiglia di latte.
«Ma io non ce lo vedo uno qui in Italia, con tutta la flessibilità del mondo, che va a comprare il latte di notte in una pompa di benzina - aggiunge Casolo - lo sappiamo  che all'estero l' 80-85 dei prodotti in vendita è non oil. Qui, da noi, la proporzione è rovesciata. Lì la benzina è il prodotto-civetta che spinge il cliente a fermarsi nella piazzola e a spendere, qui se dovessi rimanere appeso alle vendite delle catene per la neve che peraltro ho sempre avuto potrei anche chiudere. In Italia abbiamo una situazione in certi casi tragica, con i chioschi sul marciapiede. Solo i nuovi impianti vengono ricostruiti ad arte, per permettere di impiantare queste attività collaterali. Cosa si pretende?».
Eppure, Casolo, la sua stazione non è messa poi così male, gli facciamo notare.
«Non è delle stazioni più vecchie, certamente, perché è stata rifatta un po' di anni fa. Però - ci dice dopo aver chiuso il conto a un cliente che ha appena pagato il pieno con il Bancomat - forse non ci si rende nemmeno conto di tutta la burocrazia e dei costi della gestione ad esempio di uno dei 400 Agip cafè. Bisogna davvero essere motivati, tra personale e altre cose, può diventare davvero un serio problema. Qui a mio fianco c'è anche un bar, ma è gestito da un'altra persona. Per quanto mi riguarda tutta questa componente è estranea alla mia attività che resta quella di rifornire i clienti di carburante».


Rita Fatiguso
Il Sole24 ore 08/08/2009

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Commenti (32)
  • Moreno Parin  - scusa...

    ma Casolo non è uno di quelli che ha firmato l'altamente innovativo accordo Eni?

  • Freschello

    Sembrerà strano ma poi a ben vedere tanto strano non lo è.Ivan casolo esponente della figisc-confcommercio minimizza il non-oil in questo articolo.Sembrerebbe una posizione di comodo, dettata dalla federazione di cui fa parte dove gli interessi di tabaccai giornalai e altri sono quelli di non liberalizzare agli impainti carburanti generi che vorrebbero l'esclusiva.Raccontare che gli agipcafè non convengono per i costi di gestione da un firmatario che non si è preoccupato di limare quei costi in fase di accordo fa pensare che qualcosa non torna.Vogliamo prima la libertà imprenditoriale con una nuova figura del gestore per poi spiegare che alla fine lo stesso è costretto a vivere di soli carburanti per i piu svariati motivi che non vengono presi veramente in considerazione.Ma quando si guarda al resto dell'europa salta fuori che il non-oil è essenziale per una rete distributiva migliore ma questo per chi vuole vendere benzina al contrario se i gestori vogliono vendere prodotti per l'automobilista le lobby si oppongono.Casolo da che parte sta?

  • Angelo  - E la parte

    Da che parte stare??? Quando sei politicamente " appeso" al volere del principe come il presidentissimo ora assessore, quando fai parte di una confederazione che deve prima evitare di disturbare gli interessi di chi all'interno "conta" come ad esempio Fedrdistribuzione ( nota federazione GDO) e se sempre per la tua capacità di stare nel gioco detieni in gestione insieme alla tua famiglia un buon numero di impianti Eni ..... MA DA CHE PARTE VUOI CHE STIANO ..... da quella dei gestori????? ma questo lo possono raccontare agli stolti .

  • Fabiana Casolo

    Scusami, caro Angelo... Quale buon numero di impianti Eni? Non vorrei disilluderti, ma quando abbiamo chiesto un impianto per me, ho fatto il corso gestori come tutti, ho fatto l'incontro dallo psicologo come tutti, per poi prendere un impianto Ip, perchè Eni ha fatto orecchie da mercante. Anzi sono convinta che se mio padre fosse un "ruffiano" della società (come dite voi), uno di quelli che cura solo il suo orticello, invece che un "sassolino nella scarpa" per Eni, probabilmente l'impianto l'avrei avuto. Probabilmente farei la cassiera in un impianto AGIP da milioni di litri, invece che stare nel piazzale tutto il giorno su un impianto che sfiora il milione di litri... Sono fiera del mio lavoro, l’ho scelto (lavoravo come ragioniera in centro a Milano!), e lo faccio tutti i giorni, ma smettetela di dire che chiamarsi “Casolo” aiuta…
    La capacità dei colleghi di infierire contro mio padre mi lascia sempre di stucco... Anche in un'intervista dove dice semplicemente che in Italia non siamo pronti ad affrontare quello che è avvenuto in Europa, che diciamocelo lo si sente quasi quanto "non ci sono più le mezze stagioni", non vi sta bene...
    E fa bene lui e quelli come lui ad andare avanti perchè benché ne diciate, vi assicuro che è dalla parte dei Gestori, dalla Vostra parte. E fate male voi che al posto di polemizzare immobili come immagino fate, (e mi scuso anticipatamente se non è così!!!) non fate nulla per cambiare ciò che non vi sta bene, solo qualche urlo silenzioso su questo forum...

  • Gigi

    Scusa ma l'impianto da un milione di litri come l'hai avuto?
    Fare la cassiera in impianto da "milioni di litri" cosa vuol dire?

    Non ti lamentare dammi retta, da quello che scrivi mi sembra che "paparino" l'impianto te l'ha presentato su di un vassoio.

    Se un milione di litri non ti basta non sprecare il fiato e lavora di più.

    Io per avere un impianto sono stato costretto a firmare un contratto che tu non ti sogni neanche negli incubi peggiori: orario molto più ampio del tuo, niente ferie (mai) e nessuna possibilità di chiusura per malattia - pena risoluzione del contratto.

    Se i gestori sono arrabbiati lasciali sfogare, per quello che patiscono mi sembra il minimo. Ti saluto.

  • un collega stufo  - in effetti...

    in effetti non capisco l'assioma fra : gestire un impianto da un milione di litri e fare la cassiera su un impianto di diversi milioni

  • Moreno Parin  - per Fabiana Casolo

    Suo padre è uno dei massimi responsabili del comitato di colore Agip della Figisc, questo onere/onore comporta un po di tutto e in questo tutto ci sono le critiche, più o meno pesanti, più o meno lecite, ma fanno parte della famosa bicicletta che visto che l'hai voluta adesso pedala. Personalmente ne ho prese di critiche e offese ma so che fanno parte del gioco. Pensi che lo scorso 12 luglio hanno persino organizzato, la Figisc Nazionale, una riunione regionale dei gestori Veneti per parlar male del sottoscritto, scritto nell'invito, e naturalmente si sono ben guardati dall'invitarmi, diversamente noi alla riunione del prossimo 20 settembre abbiamo invitato anche i presidenti delle province venete ancora aderenti alla Figisc, possono venire a dire la loro senza alcun preconcetto. sei non si presentano perdono una bella occasione per esprimere pubblicamente il loro pensiero. Suo padre è uno dei firmatari della lettera ai Gestori Agip delle province di Padova, Treviso, Venezia e Verona, è pubblicata in questo sito, e io, ma non solo io, non ne facciamo un problema, anzi.

  • freschello

    Ciao Fabiana mi fa piacere il tuo intervento, riguardo al mio pensiero ho solamente espresso delle mie perplessità sull'articolo.Non è sa adesso che figisc non mi convince dal presidentissimo indaffarato a fare politica e gestire impianti agip importanti a gran numero e non sono iscritto figisc ( me ne guardo bene) fatta questa premessa devo dire che molte volte ho apprezzato interventi di Casolo ma il suo abbassare la china in un momento delicato come questo mi ha deluso profondamente perchè ho sempre sperato che fosse una spina nel fianco dentro figisc a difesa dei gestori e non degli interessi confcommercio o del solito re dei viaggi. Fabiana apprezzo il tuo essere Gestore e non mi permetterei mai di pensare a raccomandazioni ma permettimi di esprimere disappunto, Tu stessa che dici di essere una delle migliaia di gestioni sotto il milione dovresti sapere benissimo che proprio il non-oil potrebbe portare a questi impianti qualcosa da mettere in mezzo a due fette di pane che si guadagnano i carburanti, raccontare di gestioni dirette o associazioni su impianti dove il milione di litri lo vedi con il binocolo non è appetibile per le compagnie lo sappiamo benissimo quindi qua si difende solo una piccola parte di gestori, di impianti mentre gli altri e sono migliaia e ci metterei anche il tuo devono arrancare e non puo dirmi che un non-oil non aiuterebbe.
    D'altronde lo dice Ivano stesso che la rete è vecchia obsoleta e da rifare quindi che paura facevano 200 o 300 gestioni dirette?? valgono quanto 200 recessi che ricordate bene saranno forma di ricatto da ora in avanti, non crediate di gestire le controversie con eni come avete abbassato le braghe alla firma le abbasserete sempre in ogni conflittualità il gestore è avvertito.

  • Giampiero  - x Fabiana

    Cara Fabiana, lascia perdere.
    Tuo padre, e di seguito gli altri firmatari, sono ormai condannati agli inferi e solo il tono pacato e sereno della dirigenza Fegica potrà salvarli. Il sindacato rinascerà nuovo, più forte di prima, così come l'Araba Fenice, grazie a chi ormai si eretto a paladino della giustizia. Un forte abraccio a Ivano.

  • Angelo  - cara fabiana

    Conviene sempre leggere più volte...
    Capisco che lei come figlia possa aver frainteso principe e presidentissimo nella figura di suo padre, ma ahimè sono costretto a darle un dispiacere il mio era riferito al presidente squeri. Io, che ovviamente non sono lei che per natura ha una posizione differente, penso più alla figura di suo padre come chi ama farsela raccontare ed ora anche lei ce ne ha dato una splendida dimostrazione. Ovviamente la compagnia non le manca vero giampiero. Contenti voi

  • Francesco Denise

    Dopo aver letto tutti questi interventi penso sia doveroso fare un chiarimento, l'amico e collega Ivano Casolo nell'intervista rilasciata al Sole 24 ore ha detto solo " LE ATTTIVITA' NON OIL SUI PUNTI VENDITA AD OGGI NON HANNO RISOLTO I PROBLEMI ECONOMICI DEI GESTORI ANZI IN ALCUNI CASI LI HANNO PEGGIORATI" punto.
    Da qui è nata una polemica che mi viene difficile da interpretare "OBBIETTIVA" ma solo personale lasciando intendere una certa "rabbia" o una certa "frustazione" . A mio modesto avviso le critiche e le polemiche vanno fatte e li ritengo anche costruttive ma se riguardano solo ed eslusivamente il nostro lavoro e la nostra categoria, quando vanno a toccare il lato personale e privato di qualsiasi individuo non sono critiche ma insulti. Spero e penso che non interessi a nessuno, ma faccianmo solo ridere chi legge.
    Giustamente come ha detto Moreno Casolo ha la bicicletta e "deve pedalare" vero, ma confrontiamoci solo su quello che fa Casolo per la categoria, non sui punti vendita che gestisce la famiglia del Presidente FIGISC che non inetressa a nessuno o meglio non dovrebbe interessare nessuno, (preciso questo non è stato detto da Parin)
    Poi sarebbe molto opportuno e corretto firmare quello che si scrive .
    Saluti a tutti
    Franco Denise

  • Ivano Casolo

    Caro Angelo, mi sembrano doverose alcune precisazioni. Intanto mi piacerebbe sapere quale Angelo perchè credo che solo in Italia dovremmo essere in diversi milioni (anch'io mi chiamo Ivano Luigi Angelo). Mia figlia e tanti amici si firmano con nome e COGNOME. Probabilmente sono stati educati diversamente. Probabilmente hanno più coraggio, onestà e dignità di altri. Detto questo, mi spiace doverti precisare che non ho bisogno assolutamente di "farmela raccontare", anzi tutt'altro, e chi mi conosce molto meglio di te lo sa perfettamente. A differenza di te e tanti altri specializzati ormai nel polemizzare (a prescindere) e, molte volte, ad offendendere (a prescindere), sono da tanti anni impegnato sindacalmente, per mia volontà e non perchè me la "raccontano", e credo di aver dato sempre il mio modesto contributo a favore della Categoria e sopratutto a favore di tutti quei Colleghi che hanno sempre avuto fiducia nella Federazione che orgogliosamente rappresento. E l'ho sempre fatto con molta onestà sindacale (a prescindere). E sai perchè: per le migliaia e migliaia di Colleghi che hanno una concezione del Sindacato diversa dalla tua. Non mi preoccupa affatto la critica perchè se non è vera la ignoro, se è ingiusta evito di irritartarmi, se è ignorante sorrido, se è giustificata imparo da essa. Le tue mi fanno sorridere.
    Ivano Casolo

  • Moreno Parin  - Per Ivano Casolo

    Il Tuo modo di vedere la critica sarebbe ammirabile se la Tua lettera ai Gestori Veneti non terminasse in questo modo: "scegli se essere parte di questo o se preferisci farTi trascinare dalle scelte di chi, per ragioni assai più individuali che collettive, ha preferito isolarsi in una splendida, quanto sterile, solitudine."

  • Ivano Casolo  - Per Moreno Parin

    Hai letto tutta la lettera del Comitato di Colore Nazionale Eni (e non la "mia";) ed hai capito solo le ultime due righe o hai letto solo le ultime due righe?

  • Moreno Parin  - Per Ivano Casolo

    Fai una domanda ed una affermazione che offendono la Tua intelligenza? oppure fai finta di non capire? é chiaro che ho letto tutta la lettera e ne ho ben compreso tutto il contenuto, almeno penso, ho citato le ultime due righe perchè secondo me sono perfettamente attinenti il Tuo modo di vedere le critiche, il resto del contenuto rientra nell'argomento che sarà trattato domenica prossima a Mestre: L'accordo Eni, accordo letto, riletto e straletto, perchè quello che conta in questo accordo è solamente ciò che sta scritto: Punto per punto, virgola per virgola, non quello che non sta scritto. Quanto all'aver definita "Tua" la lettera del Comitato Nazionale di Colore è una logica conseguenza della Tua posizione nella Figisc e nel Comitato stesso, e comunque siccome non la smentisci e non ne prendi le distanze quella è anche una Tua lettera.

  • angelo

    Continui pure a sorridere ma occorre lasciare che il giudizio siano altri a darcelo altrimenti se a raccontarcela siamo noi stessi difficilmente risultiamo credibili. Lo faccio presente visto che lei si da meriti in nome di una onestà di cui parla solo lei ed i suoi amici. Quale credibilità si può pretendere venendo alla discussione in nome e per conto degli altri rappresentando gli altri ma entrando nella discussione solo ed esclusivamente perchè si ha il bisogno e la sfacciata presunzione di difendere se stessi. In altre occasioni lei risulta non pervenuto. Vorrei inoltre rassicurarla, con il VANTAGGIO, che per voi sa di vanto e di facile copertura ( politioco sindacale aziendale) che avete concesso all'azienda saremo sempre più costretti a scrivere con l'anonimato o come si fa al trove non scrivere. Rida signor ivano rida pure fin che può.

  • Ivano Casolo  - per Angelo e Moreno Parin

    Egr. Sig. Angelo, mi scusi se insisto, non è mia abitudine, ma probabilmente non ha letto, o meglio, non ha capito il mio intervento. Mi spiace.

    Caro Moreno, mi sembra pleonastico ogni ulteriore commento ai tuoi interventi.

    Ivano Casolo

  • Moreno Parin  - per Ivano Casolo

    Caro Ivano e se io ti dicessi che era pleonastica la lettera anche da te inviata ai Gestori Agip del Veneto con i soliti "graziosi" commenti nei confronti del sottoscritto? Non bastavano i vari Figisc News che avete fatto sull'accordo Eni? Notiziari che ho avuto la premura di inviare volta per volta ai colleghi gestori, non solo Agip, della mia provincia, come pure ho inviato quelli della Fegica e della Faib. Anche la "tua" lettera farà la stessa fine. Spero che quella che vi abbiamo inviato oggi sia di Vostro gradimento, in fin dei conti Vi abbiamo pure ringraziato! Che sia pleonastica???

  • Ge.Di.Car.Veneto  - ab solution's

    Ve lo ricordate il famoso film comico dal titolo "Frankestin Junior" ?
    C'è un tale gobbetto che per riparare una disattenzione sceglie un altro vasettino con scritto "AB - norme" e da questa svista ne deriva un casino.
    Ad evitare questo casino vi chiedo di vedere la nota sulle fotografie pubblicata sull'altro blog relativo alla famosa "lettera".
    Che siano le ultime volontà ?
    Mah !
    Ge.Di.Car.Veneto

  • ANONIMO  - Elogio dell'anonimato

    E, così, lei sarebbe un sindacalista.
    Uno tra quelli che ha assistito sorridendo (le capita spesso, è evidente) bellamente allo scempio.
    Di quell'accordo -è chiaro- è proprio lei che non deve averci capito granché, visto che ritiene che se ne possa parlare come se niente fosse successo, come se fosse tutto -più o meno- come prima. Anzi, meglio di prima.
    Le opinioni (persino diverse) potrebbero essere presentate serenamente, anche con un pizzico di distacco. Come ad un circolo intellettuale di lettura settimanale. Secondo lei.
    Si sorprende -il sindacalista- delle emozioni che genera sentirsi presi in giro, venduti al più forte, ancora più soli di fronte a quello che già tutti i giorni pretende di avere la tua vita nelle sue mani.
    Prende cappello -il sindacalista- prende “buona nota” di quelle che, al contrario, considera offese, insulti.
    Pretende di dividere, tra quel che gli dicono, ciò che è vero da ciò che non lo è. Inconsapevole (nella migliore delle ipotesi) e senza memoria di ciò che, invece, ha fatto. Del danno che rischia di essere generato a carico di migliaia di persone che neanche riescono ad avere pienamente la misura dell’impatto che tutto questo avrà sul loro lavoro, sulla loro vita, sulla loro famiglia, sul loro futuro.
    Quelle stesse persone che, intanto, in larghissima misura, hanno per l’ennesima volta dovuto subire l’umiliazione di dover cedere alle minacce, ai ricatti di quelli che si presentano sugli impianti a chiedere (stavolta forti della firma del sindacalista orgoglioso) timbri e impegni “in bianco” in cambio dei soldi attesi da anni.
    Non una parola. Non un alt! Non “questa volta” e “non in mio nome”.
    Lui si offende. O al più sorride.
    Al che assegna patenti di correttezza e buona educazione in cambio (c’è sempre un ricatto di mezzo) del cognome. Ma forse meglio sarebbe il numero del pv: si farebbe prima ed è più certo.
    In questo clima l’anonimato non è solo “legittima difesa”. In queste circostanze rappresenta un valore vero e proprio. Che va sostenuto. Come -i non più giovanissimi lo ricorderanno- “darsi alla macchia”. O come, per altri versi, la segretezza del voto. “Garantire l’anonimato” (non il disimpegno), anche attraverso il suo utilizzo diffuso da parte di quanti potrebbero pure risparmiarselo, è necessario per impedire nuove e ripetute ritorsioni. Soprattutto ai danni di quelli che, più di altri, rappresentano un facile bersaglio.
    Da questo punto di vista, queste considerazioni verranno buone, prima o poi e con ogni probabilità, anche per il nostro sindacalista (che lo sappia o meno; se ne avrà, per allora, memoria oppure no).
    Volendo evitare di scomodare la storia, è sufficiente l’esperienza per sapere che, di solito, non è sufficiente “correre in soccorso dei vincitori” per scampare, una volta per tutte, alle “ire dei prepotenti”. I vincitori, che gareggiano solo se è garantita loro in partenza la vittoria, ed i prepotenti non sono, per natura, nemmeno riconoscenti. Riconoscono solo se stessi. E sono persino molto volubili (qualcuno direbbe pragmatici, altri ancora moderni) nell’individuare amici e nemici.
    Il nostro sindacalista non disperi: se e quando servirà, troverà sempre qualcuno -se non si offende- disposto a non ricordarsi come si chiama, pur di garantirgli l’anonimato.

  • Gigi

    Oltre a condividere pienamente questo intervento (garantire l'anonimato), vorrei sottolineare l'importanza del confronto tra chi esprime idee diverse.

    Non conosco il sindacalista in oggetto ma, dalla reazione che ha manifestato, non è difficile scoprire il suo "profilo".

    La mancanza di accettazione di critiche non si coniuga con il ruolo di sindacalista.

    Saluti.

  • ajace  - come i cecchini

    Mi sembrano interessanti le argomentazioni sull'anonimato come arma di difesa.
    Certo, perchè chiunque non si dichiara d'accordo con il pensiero dominante, prima o poi deve aspettarsi delle ritorsioni.
    dall'altra parte della barricata c'è chi ha già imbracciato il fucile del cecchino ed aspetta che il resistente faccia capolino per colpirlo. Ma senza mostrare la faccia perchè non ne avrebbe ilo coraggio. Meglio nascosti, meglio da lontano, meglio attraverso il potere del più forte.
    Ho conosciuto Ivano tanti anni fa e, devo essere sincero, anche se sono sempre stato iscritto alla faib, mi sembrava una persona riflessiva e ponderata. Oggi devo ammettere di essermi sbagliato. chissà forse è successo qualcosa che ha consigliato a Ivano di essere più in linea con il suo presidentissimo.
    Vorrei ricordare ad Ivano che il rischio in questi casi è fare la fine del mitologico Icaro che inebriato ma con le ali di cera volò troppo vicino al sole fino a che la cera si sciolse e lui finì in mare.
    Quanto al darsi alla "macchia" mi dispiace caro anonimo sarebbe un errore abbandonare proprio nel momento in cui tante persone di buona volontà che hanno bisogno di risposte e di speranze si sentissero abbandonati.
    E a giampiero voglio dire che la sua difesa d'ufficio mi sembra scarsa e carica di una ironia di quarta categoria.
    Non sono della fegica (ma sto pensando di aderire) ma mi sembra che la fegica non stia proponendosi come l'araba febnice ma solo comne una struttura di dire, come ha fatto a milano la verità. e se la verità fa paura forse sarebbe meglio smettere anche di scrivere (dopo aver smesso di pensare).
    perchè se le verità della fegica vengono scambiate per insulti non si fa un pubbico confronto tra fegica faib e figisc per far capire a tutti i gestori quali sono i punti del disaccordo?
    Spero che il mio invito venga raccolto ma se così non sarà come farà Ivano a dire che si è sempre battuto (disinteressatamente) per categoria se non lavorerà anche lui a realizzare la minima regola democratica?
    Se si farà il confronto io sarò seduto in prima fila a cercare di capire.
    un ultima cosa. mi dispiace che sia dovuta scendere in campo la figlia di Ivano per difendere il padre dagli attacchi. come ricorda la sacra bibbia le colpe dei padri non possono ricadere sui figli ed io sono sicuro che la figlia di Ivano nella diofesa ha obbedito più all'affetto che alla ragione.
    Perchè coinvolgere i figli?
    Sprero che ci sia la possibilità di chiarire anche queste cose nel corso del confronto che mi sono permesso di chiedere. anche per mettere fine a queste risse verbali che non aiutano a capire.

  • Giampiero  - per chi pensa ("Yo siempre tengo razon")

    Leggo gli ultimi interventi con molto interesse, anzi può sembrar strano ma ne condivido il tono pacato e corretto con cui gli autori hanno inteso esprimersi. Non penso che l’amico Ivano abbia bisogno di un avvocato per potersi difendere penso abbia le giuste capacità per poterlo fare da solo., al contrario ho cercato di dare un consiglio alla figlia Fabiana con pizzico di satira che evidentemente come tale non è stata compresa. Mi pare che in molti passi la segreta convinzione che “chi non la pensa come me si sbaglia”, in virtù della molta intelligenza degli stessi e della poca che hanno gli altri. Semplicemente perché si è sempre loro ad essere nel giusto e che quanti sempre hanno torto solo gli altri. Cartesio diceva : ( “ Il buon senso è la cosa del mondo meglio distribuita: poiché ognuno pensa di esserne così fornito che quegli stessi che sono più difficili a contentare in ogni altra cosa, non hanno punto abitudine di desiderane di più che non ne abbiano. Nel che non è verosimile che tutti s’ingannino; ma piuttosto ciò testimonia che la facoltà di ben giudicare e di distinguere il vero dal falso, la quale è propriamente ciò che vien chiamato buon senso o ragione, è per natura uguale in tutti gli uomini; e anche che la diversità delle nostre opinioni non deriva dal fatto che gli uni siano più ragionevoli degli altri, ma soltanto dal fatto che noi conduciamo i nostri pensieri per diverse strade, e non consideriamo le stesse cose”).

  • Gc  - Filosofi, no grazie!

    Io l'ho sempre pensato. Le ns. associazioni vantano troppi dirigenti filosofi e pochi dirigenti commercialisti. Qualche commercialista in più non guasterebbe.

  • un collega stufo  - re: Filosofi, no grazie!
    Gc ha scritto:
    Io l'ho sempre pensato. Le ns. associazioni vantano troppi dirigenti filosofi e pochi dirigenti commercialisti. Qualche commercialista in più non guasterebbe.


    PAROLE SANTE !!!

  • un collega stufo  - aggiungo al mio intervento precedente

    ...basterebbe anche, che fossero dei GESTORI da piazzale con 10 ore di servizio 6 giorni la settimana 50 settimane all'anno!!!

  • Ivano Casolo  - per il sig. anonimo

    Egregio sig. anonimo, sono un gestore con la terza media che per passione e volontariato cerco di portare, come le dicevo, il mio modesto contributo nell’associazione di categoria quale appartengo. Mi spiace veramente per lei che i miei genitori non abbiano avuto le possibilità economiche per farmi studiare quindi mi perdoni gli eventuali errori di ortografia e l’ignoranza che non mi ha permesso di capire il nesso del suo “polpettone” filosofico. Mi capita spesso, è vero, di sorridere. In alternativa alla frustrazione ed alla ricerca di popolarità nei vari forum, sorrido. Sorrido anche perché probabilmente lo “scempio” che lei afferma è stato proprio evitato con la firma su quell’accordo. Ma non voglio convincerla perché come sempre saranno i gestori a decidere e giudicare e le posso garantire che in molti, quelli veri, quelli che campano di benzina e non di “filosofia”, lo hanno già fatto. E mi creda posso confermarle con certezza matematica che il 99% dei gestori Agip (gli impianti Agip sono circa 4400, faccia lei i conti) non la pensa proprio come lei. E sinceramente a me e a chi ha sottoscritto quell’accordo interessa il loro parere perché e con molti di loro che mi confronto quotidianamente e dalle loro critiche ho sempre imparato qualcosa. Le sue critiche, a prescindere, e quelle di qualche altro "filosofo" isolato le ignoro, non mi fanno irritare affatto, anzi, mi fanno sorridere.
    Tanto le dovevo
    Ivano Casolo

  • Moreno Parin  - Per Ivano Caolo

    Caro Ivano anche io ho solamente la terza media, e non me ne vergogno e non ne faccio una colpa a nessuno, dei vari discorsi filosofici non mi interessa granchè, comunque rispetto l'altrui pensiero, però per ovvi motivi di luogo di nascità ho ben imparato la filosofia contadina, e questa mi insegna a non farmi prendere in giro da chi spaccia uno sporco ricatto per approvazione di un accordo: Lo sporco ricatto dell'Eni, con il Vostro, e anche Tuo, avvallo è quello di chiedere al gestore la firma su un pezzo di carta per poter erogare l'una tantum, pezzo di carta dove il gestore dichiara di accettare l'accordo, pezzo di carta e formalità assolutamente non previsto nell'accordo, almeno in quello scritto. Se poi Tu vuoi spacciare un ricatto per approvazione è affar Tuo ma non pretendere che gli altri stiano zitti. Rimani puredell'idea che avete fatto qualcosa di buono per i Gestori Agip ma non spacciare i ricatti per approvazione, questo proprio no. Se lo fai sei complice del ricatto Eni.

  • franco  - grande

    spero che la gisc si allarghi sul territorio italiano e ben venga anche qui al centro,troverete molti gestori pronti ad aderire. ciao un saluto a Moreno

  • ....altro filosofo isolato....

    Il signor sindacalista, credo voglia sfruttare al meglio il beneficio d'inventario (il 99 % di adesioni??).

    Il grado d'istruzione non quantifica la capacità intellettiva, quindi perchè menzionarlo?

    Le critiche (specie se pacate come quest'ultime) non dovrebbero essere ignorate, tantomeno far sorridere (risum abbunda in oram stultorum).

    Le critiche dovrebbero far riflettere.

    Cerchi di ricordare il ruolo che la investe.

    Saluti.

  • Gc  - 99% d'accordo?

    Caspita, quell'1% di disaccordo deve essere tutto dalle mie parti, perchè qui tutti pensano che si siano svenduti diritti in cambio di ..niente e ancora nessuno ci ha spiegato perchè non fu firmato l'accordo fatto nel luglio 2008 che era economicamente migliore di questa elemosina. Il rischio era della discesa diretta delle compagnie al gestore? Perchè, così cambia molto? A me pare proprio di no.

  • Dario

    Sono orgogliosamente figlio di un BENZINAIO. Figlio di quelli che, a quei tempi,
    e quando andava bene facevano 15 /18 ore al giorno su di un chiosco ad erogare
    benzina. Dove nella migliore delle ipotesi non esistevano diritti ma tuttalpiù
    la fortuna di avere dei doveri. Non esisteva il diritto ad un orario , diritto
    alle ferie. Tutto era in capo alle decisioni del padrone dell'impianto o della
    compagnia petrolifera, quest'ultima nella migliore delle ipotesi e per i più
    fortunati. Niente pagamenti dei carburanti dilazionati a 4/5 giorni, niente
    accantonamento di fine gestione, niente contrattazione collettiva, nessun
    bonus fiscale, ecc. Certo mio padre ed i suoi colleghi non avevano nemmeno la 5
    elementare e nonostante i tempi loro riuscirono a conquistare ciò che oggi
    all'apperenza uomini con la terza media e omuncoli con la laurea in giurisprudenza hanno
    dilapidato in un sol attimo. Lo avessero saputo allora quei gestori oggi forse
    avrebbero indirizzato ad altro i propri figli.

Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.

Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.

Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti: