Per i Gestori Veneti, già piegati dalla incontrastabile concorrenza delle pompe bianche, è stata un'ulteriore occasione di confronto. Da tempo, infatti, la realtà del territorio veneto è fonte di problemi ai quali - a quanto emerso dall'assemblea - si aggiunge quest'ulteriore tassello che infligge quel colpo sempre più mortale sulla categoria di questo significativo pezzo d'Italia. L'accordo Eni, che ricordiamo essere stato sottoscritto dopo lunga trattativa e ripetuti incontri, dalle associazioni sindacali FAIB e FIGISC, contiene le famigerate clausole di recesso legate al raggiungimento degli obbiettivi qualitativi e quantitativi. In virtù di tali clausole, l'Eni, potrà risolvere anticipatamente i contratti di comodato qualora determinati parametri di qualità (cura della stazione di servizio e del personale, offerte prodotti speciali e pulizia dei bagni, ecc) e di quantità (raggiungimento degli obbiettivi quantitativi imposti da Eni sull'andamento dell'anno precedente) non venissero raggiunti.
In sintesi, Eni potrà "cacciare" i propri Gestori che non si atterranno ai criteri della cosiddetta "eccellenza".
"Ci troviamo di fronte ad un ricatto" ha spiegato in una lunga relazione Moreno Parin coordinatore per il Veneto del Gisc - "perchè la compagnia fissa degli obiettivi senza però dotare i gestori degli strumenti per raggiungerli"
Il riferimento è in special modo diretto alle pompe bianche "queste clausole possono ben dirsi ricattatorie perchè i Gestori saranno costretti ad accettare campagne promozionali o altre operazioni commerciali sul prezzo, a fronte delle quali però i loro margini di guadagno (oggi la media è di 4 cent al lt., n.d.r.) non potranno far altro che diminuire.
Questo è un contratto che ci fa tornare indietro di 30 anni, e pertanto noi invitiamo i Gestori ad accettare solamente le briciole economiche di questo accordo vergognoso, ma di non firmare così come saranno presentati i nuovi contratti di comodato che l'Eni farà sottoscrivere a breve ai gestori, come sindacato ci impegniamo a sfruttare a favore del Gestore l’obbligo di sottoscrivere un nuovo contratto di comodato e fornitura". Nella lunga relazione con la quale Parin ha redatto e istruito la platea dei Gestori presenti, ha chiarito tutte le possibili conseguenze che avrà nella vita dei Gestori questo accordo, specialmente rapportato ad un territorio come quello del Veneto già intaccato dallo squilibrio del mercato provocato dalle pompe bianche e per ultimo dall'apertura dell'impianto Iperoil di Castelfranco Veneto. Proprio quest'ultimo è il protagonista di quella che Parin chiama "la terza fase" evolutiva del mercato della distribuzione carburanti in Veneto, poichè riesce a mettere in crisi le stesse pompe bianche che prima dell'avvento del colosso, la facevano da padrone.
Parin ha spiegato inoltre punto per punto i termini dell'accordo, ricordando come sarà diifficile garantire per i Gestori del Veneto il rispetto dei vari paramentri quantitativi vista la difficoltà già da tempo persistente nella zona .
Parin ha inoltre ricordato come l'impegno a garantire un'assicurazione per i Gestori Agip, era già presente nell'accordo del luglio 1997 senza che i Gestori ne abbiano mai avuto un riscontro, lo stesso vale per la prelazione in caso di cessione dell’impianto, anche questa nell’accordo del ‘97.
Un altro importante argomento molto dibattuto durante l'assemblea, ha riguardato la mancata quantificazione della remunerazione del Gestore in caso di recesso per il mancato raggiungimento degli obbiettivi quali/quantitativi, infatti la stessa dovrà essere definita entro giugno 2010 ovvero dopo che l’Eni avrà già fatto sottoscrive i nuovi contratti ai gestori,evidenziato negativamente anche il paragrafo riguardante i termini d'obbligo in caso di rilascio dell'impianto con la perdita del 70 % dell'importo indicato e le sanzioni in caso di ritardo nella consegna dell'impianto stesso.
Di seguito riportiamo uno stralcio dell'intervento all'assemblea di Moreno Parin, tralasciando intenzionalmente, per motivi di riserbo, la lunga relazione sugli argomenti di tipo normativo dibattuti sia dallo stesso Parin sia dalla consulenza dell'Avvocato presente alla riunione.
Ci teniamo a sottolineare come uno degli interventi più attesi, a ragione, sia stato quello di Enos Righi (Presidente di Figisc Mantova), che strappa a tutta la platea risate amare, illustrando i contenuti di un piccolo libretto, rispolverato dallo scaffale dei ricordi, dal titolo "Vademecum del Gestore", anno 1955, nel quale vengono riportati i comportamenti che il Gestore già allora era tenuto a svolgere. Un salto nel passato che ha dato la netta impressione di come, di questo accordo, l'unica cosa realmente innovativa sia sembrato essere la clausola di recesso.
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