Secondo De Vita ''il nostro limite, o virtu', resta la dimensione della rete e la tipologia di servizio che essa offre. Oggi si stimano circa 25.000 impianti, piu' o meno come nel 1998. L'erogato, visto l'andamento dei consumi nello stesso periodo di tempo, ne ha naturalmente risentito ed oggi per vendere la stessa quantita' di carburanti che in Germania si vende con un impianto, in Italia ne servono due con tutti i maggiori costi associati''.
Per recuperare gli extracosti, secondo De Vita la ricetta è alle colonnine di rifornimento che continuano a penalizzare i cittadini italiani: una nuova spinta al self service e alle stazioni di servizio polifunzionali sull'onda del nuovo "piano" che i petrolieri, con i gestori e le associazioni dei consumatóri, stanno negoziando con il Governo. E poi una grande operazione di informazione verso La cittadinanza. Sull'opportunità, appunto, di favorire il self service, che vede gli italiani tra i più riottosi al mondo.
La prossima settimana, ha annunciato, l'UP presentera' un nuovo studio di Nomisma Energia ''che conferma quello che abbiamo sempre sostenuto e cioe' che per ridurre il nostro divario con l'Europa occorrono interventi strutturali come riduzione punti vendita, maggiore diffusione self service e non oil''.
Sui prezzi De Vita ha confermato ''la correttezza e trasparenza delle aziende, il cui comportamento non e' diverso da quello degli altri paesi europei, anzi spesso piu' virtuoso''. Le analisi da parte di ''organi assolutamente super partes come la Banca d'Italia e il Dipartimento del Tesoro'', ha proseguito, ''hanno confermato le nostre conclusioni: nessuna doppia velocita' ed aderenza agli andamenti dei mercati internazionali''.
Sulla razionalizzazione della rete carburanti avanzata dal presidente dell'UP ha risposto l'amministratore delegato di Erg, Alessandro Garrone, a margine dell'assemblea annuale dichiarando "la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti e' necessaria ma bisogna farla senza esagerare''. E ha poi aggiunto ''dobbiamo razionalizzare bene il settore della distribuzione italiano - ha detto - ma stando attenti a non esagerare'' per evitare, ha spiegato, che un'eccessiva distanza degli impianti comprometta i risparmi sul costo dei carburanti.
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il Sig. De Vita dovrebbe spiegarmi perchè continua a parlare di rete troppo estesa se qui vicino al mio impianto che esiste assieme ad altri 2,(un altro tamoil e uno shell) da 40 anni ,negli ultimi anni sono fioriti impianti nuovi come margherite a primavera , non ultimo un ennesimo tamoil sulla nuova uscita della variante .
VIAREGGIO -PISA. Dimenticavo il mio impianto è sulla SS.AURELIA KM.345+080
NEL TRATTO CHIUSO AL TRAFFICO PESANTE CAUSA ALLUVIONE DI NATALE 2009.
Se la rete estesa è l problema, perche' continuate ad aprire impianti nuovi?