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Anche la distribuzione della benzina nella nuova "lenzuolata" di Bersani

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ROMA - Pier Luigi Bersani è convinto che si possa creare maggiore concorrenza anche nel mercato dei carburanti, tuttora dominato dall'oligopolio delle otto mega-società che producono benzine, le distribuiscono e le vendono al dettaglio. La sua proposta, che sarà oggi uno dei pezzi più forti del pacchetto di «liberalizzazioni» con il quale intende sfidare Giulio Tremonti e il governo, ha due fuochi: la riduzione del vincolo di esclusiva dei titolari delle pompe di benzina e l'istituzione di una società pubblica, «Acquirente unico spa» (sul modello sperimentato nel settore dell'elettricità), con il compito di acquistare all'ingrosso i carburanti ai prezzi più convenienti sul mercato interno e internazionale. Nello  studio elaborato dal Pd la maggiore concorrenza potrebbe ridurre di circa 4 centesimi il prezzo al litro di benzina e gasolio su almeno il 50% delle erogazioni, assicurando alla collettività un risparmio intorno ai 2 miliardi di euro in tre anni.



Il leader, del Pd è deciso a incalzare Tremonti. Anche perché ritiene che, a dispetto degli annunci sulla «l

ibertà d'impresa» (con propositi di modifiche costituzionali), il governo abbia fin qui agito per affossare le «lenzuolate» di liberalizzazioni promosse dallo stesso Bersani. Il piano che oggi il segretario Pd presenterà riprende appunto alcune proposte della terza lenzuolata, quella che nel 200 8 fu bloccata dalla fine anticipata della legislatura. La proposta sul mercato dei carburanti, però, è una novità.


In realtà non si può dire che si tratti di una liberalizzazione vera e propria. L'oligopolio dei produttori di benzina resta una corazzata mondiale. Tuttavia la proposta di Bersani punta a introdurre una dinamica concorrenziale nei prezzi, lavorando tra le maglie del meccanismo distributivo. Attualmente i singoli distributori sono legati da vincoli di esclusiva con le compagnie petrolifere (devono acquistare benzina e gasolio per il 90% dalla società di cui espongono il marchio). La proposta Pd è di ridurre il vincolo al 50-60%. Naturalmente la riduzione della dipendenza sarebbe mutile se non si scalfisse il «cartello» nell'offerta commerciale.

Ed è proprio in questo quadro che si colloca l'idea di Acquirente unico spa: una società pubblica con il compito di acquistare carburanti al miglior prezzo, di affittare i depositi di stoccaggio, di attivare un proprio servizio di vendita alle pompe di benzina. Così il singolo esercente, a fonte di prezzi più bassi, può comprare benzina e gasolio anche da un distributore esterno rispetto alla «sua» compagnia. E probabilmente la stessa compagnia, in presenza di un competitore nella distribuzione, sarà indotta a limare i suoi prezzi. Il mercato italiano, come è noto, presenta diverse strozzature, compresa la rete ancora troppo dispersiva dei distributori. Ma, secondo il Pd, il fattore che determina il maggiore innalzamento del prezzo è proprio il cartello tra le grande compagnia che ingloba di fatto il comparto della distribuzione: e alla fine il prezzo della benzina alla pompa è oggi in Italia di almeno 4-5 centesimi superiore alla media Ue.


Il Pd tradurrà il suo pacchetto di liberalizzazioni in emendamenti alla manovra economica del governo. Essendo una società pubblica, il Pd proporrà che Acquirente unico spa resti in vita per cinque anni, come soluzione straordinaria e transitoria, in attesa di ulteriori interventi per ampliare il mercato .

Fonte: Il Mesaggero

Commenti (3)
  • alberto stevanin  - Bersani: comincia tardi, ma sempre meno che mai...

    Il Mister Bersani "scopre" adesso il mondo della distribuzione carburanti !
    Potrei apparire sarcastico, confesso, lo sono.
    Egli è figlio di benzinai e da ex ministro tuttofaredelleliberalizzazioni adesso inventa il 50 su 50 e il Deposito Libero nei depositi delle major petrolifere.
    Punto 1) se non vado errato con la memoria, la proposta di 50 su 50 venne primariamente avanzata un pò di tempo fà da un certo Moreno Parin e ci rimediò un pugno in faccia - figurato - principalmente dai sindacati che lo crocifissero con un "non si comanda in casa di altri (delle compagnie).
    Punto 2) il Deposito Libero è una derivazione dall'Antitrust che "costrinse" le major petrolifere ad "ospitare" depositi liberi, specialmente in fondo alla Sicilia.
    Ovvero il più lontano possibile !
    Dunque, bando alle recriminazioni di principiazione delle idee - il Veneto ne avrebbe da vendere, scusate l'ardire -
    Bersani avanti tutta !!
    Se dimostrerà di crederci fino in fondo e non si perderà lungo il viale - alla Saglia, per intenderci... - proporrei ai colleghi di rifletterci sopra, con la propria testa, e di farsi sentire su questo sito web.
    Anzi, se l'amministratore di redazione avrà mai l'occasione di leggermi, proporrei un link specifico, tal quale fosse un referendum.
    Se ci siete battete un colpo, ma che dico, battete forte quanto basta, e oltre.
    Grazie.

  • essosa  - bersani

    le due volte che ha messo il naso nella distribuzione carburanti ha solo fatto puttanate e/o favorito la gdo

    che Dio ce ne scampi da una terza volta

  • Domenico  - UN PAESE SVENDUTO AI RUSSI

    Ma ci rendiamo conto che la combriccola che ci governa, complici gli apparati
    storici dell'opposizione, con la favola delle privatizzazioni sta svendendo il
    paese ai Russi a cominciare dal comparto energetico? Io non vedo una presa di
    coscienza dei cittadini sul rischio che stiamo correndo...i russi non sono tanto
    lontani dal loro passato...i loro metodi, sia pur imbellettati da un pò di
    trucco liberista, che sulla loro faccia sà già di stantio, hanno ancora un
    forte sapore di sovietico..fanno dell'inciucio il loro cavallo di battaglia per
    colonizzare l'europa ed il mediterraneo intero...un pezzo alla volta, un pezzo
    alla volta stanno fagocitando l'intero settore energetico del nostro
    continente....e cosa credete che possa accadere una volta che ci terranno per le
    palle sul piano energetico?.....si mangeranno tutto il resto di quello che
    rimane della nostra economia e saranno in grado di influenzare la politica
    europea e le sue leggi dei prossimi 50 anni imponendo i loro
    orientamenti....troppe cose strane accadono in quel paese, sempre miseramente
    occultate e represse con metodi che non hanno nulla da invidiare alla dittatura
    stalinista...nel loro paese è cambiato solo l'atteggiamento di facciata, ma
    nella sostanza siamo ancora in pieno soviet.....vogliamo davvero finire nelle
    mani di questa gente?

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