Savignano: cinque banditi armati, tra cui una donna, alla stazione di servizio. Il bottino supera i 15mila euro: 10mila euro tra contanti e Gratta e Vinci nell'autogrill e altri 5.200 al distributore di benzina
Sono arrivati sul posto da una strada secondaria, tagliando la rete di recinzione e poi entrando nell'autogrill con le pistole spianate, come accertato anche dalle immagini registrate dalle telecamere.
Sotto minaccia delle armi si sono fatti consegnare l'incasso del registratore di cassa, circa 2mila euro, e altri 8mila euro di Gratta e Vinci. Non contenti hanno rapinato anche il distributore di benzina, facendosi consegnare quanto realizzato in giornata: 5.200 euro. Dalla voce pare che i rapinatori fossero italiani con un spiccato accento meridionale.
I cinque banditi poi se ne sono andati in auto, uscendo rapidamente dall'autostrada e facendo perdere le tracce. Sul luogo della rapina si è portata la polstrada di Cesena, che sta svolgendo le indagini.
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Stazione di servizio, sparato ispettore petrolifero
POZZUOLI – E’ napoletano l’uomo ferito ieri nella stazione della Tamoil di Monterusciello. Si chiama Domenico Marino, ispettore di una compagnia petrolifera, 38enne.
Ora è ricoverato nell'ospedale "Cardarelli" di Napoli per ferite subite ad entrambe le gambe e alla natica destra. Le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione.
In ospedale è arrivato accompagnato da un suo collega di Quarto, che si trovava con lui nei pressi del distributore di carburante della Tamoil in via Parini, teatro dell’attentato, in una localita' compresa tra Monterusciello e Licola Reginelle.
La pompa era chiusa per un cambio di gestione e l’ispettore si trovava sul posto per un collaudo della struttura, che doveva riaprire fra alcuni giorni, gestita da un nuovo titolare.
Sulla vicenda indagano i carabinieri di Pozzuoli: l'ipotesi maggiormente seguita e' quella di una tentata rapina, ma non si escluderebbero altre motivazioni. Secondo la ricostruzione fatta dai militari, il fatto e' accaduto verso le 12:30, sullo spiazzo del distributore che insiste sul tratto finale di Monterusciello.
Marino era all'interno dell'area quando e' arrivata una moto grossa di cilindrata con due persone a bordo, una delle quali, a poca distanza dall'uomo, ha estratto una pistola, esplodendo sei colpi, tre dei quali hanno raggiunto
l'uomo.
Sul posto, nel successivo sopralluogo, i carabinieri hanno trovato e sequestrato sei bossoli calibro 7,65 semiautomatica.
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Rapinano una stazione di servizio schiantandosi con il fuoristrada contro la cassa automatica
E' stato più il danno provocato e non il bottino prelevato dai malviventi, che hanno utilizzato uno strano modo per rapinare la stazione di servizio dell’Esso che si trova lungo la strada provinciale che collega ponte Tre Archi a Tortorici. Grazie alle immagini effettuate da una videocamera di sorveglianza i Carabinieri hanno potuto ricostruire la dinamica del colpo. Intorno alle tre della notte scorsa, quattro malviventi si sono presentati a bordo di un fuoristrada che hanno schiantato a tutta velocità contro la colonnina per i pagamenti automatici e l’hanno letteralmente sradicata dal terreno. Poi l’hanno caricata a bordo del fuoristrada e si sono dati alla fuga. Ma all'interno della cassa automatica c'erano solo 800 euro, perché nel pomeriggio il proprietario l'aveva svuotata. I carabinieri di Tortorici hanno già acquisito le immagini a circuito chiuso dell’impianto alla ricerca di indizi che possano ricondurre agli autori del colpo.
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Ladri inseguiti dal benzinaio
VIGONZA. In 3 derubano il benzinaio di Pionca e si danno alla fuga. Ma vengono intercettati e bloccati a Ponte di Brenta dai carabinieri, che recuperano la refurtiva e li denunciano. E’ andata male a 3 operai rumeni che arrotondavano le loro finanze con furtarelli. Ieri alle 15, su un furgone, si sono fermati al distributore di Pionca. Nell’ufficio c’era la moglie del gestore, appena fuori dalla porta era appoggiato il borsone del marito con l’abbigliamento sportivo che usa negli allenamenti di calcio e gadget del marchio. Uno dei 3 è entrato nell’ufficio cercando di trafugare qualcosa, l’altro ha afferrato il borsone. La donna è rimasta interdetta e impaurita, i 3 allora si sono allontanati in direzione Villanova. Nel frattempo, la donna ha avuto la prontezza di chiamare al cellulare il marito e dargli indicazioni precise. L’uomo, che rientrava in auto, si è trovato il furgone di fronte e ha cercato di fermarlo. Per tutta risposta i tre ladri hanno invertito la marcia nel parcheggio della chiesa e sono scappati verso Peraga. A quel punto al gestore non è rimasto che avvisare il 112. Le pattuglie dell’Arma sono partite all’istante e hanno intercettato i 3 in fuga nei pressi di Ponte di Brenta. Il furgone è stato «chiuso» da 2 pattuglie, a bordo però erano solo in due. Il terzo se l’era squagliata durante il tragitto. I 2 ladri sono stati portati in caserma per essere foto-segnalati. Le indagini dei carabinieri conducevano all’identificazione anche del terzo complice, con attività lavorativa nel ramo edile. Il borsone è stato restituito al proprietario.
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Gasolio truccato a Napoli est rinvio a giudizio per la banda
Rosaria Capacchione
Gasolio adulterato; allungato con oli minerali destinati alle industrie farmaceutiche. Una frode da decine di milioni di euro finiti nelle casse di una banda di grossisti di carburanti collegati al clan Sarno. Sono 77 le persone indagate nel procedimento della Dda di Napoli. Per 53 di esse ieri pomeriggio il gip di Napoli, Maria Vittoria Foschini, accogliendo la richiesta del pm antimafia Catello Maresca, ha ordinato il rinvio a giudizio, fissando la prima udienza per il 24 novembre, dinanzi alla sesta sezione penale, collegio C. Dei rimanti imputati, Giovanni Iorio (cognato di Vincenzo Sarno), accusato di associazione camorristica, e Mario Cozzolino, assieme a una decina di altri coindagati, hanno scelto il processo con il rito abbreviato. L'udienza è fissata per il 2 dicembre. Altre otto posizioni sono state stralciate per difetto notifica (l'udienza è stata rinviata alla fine del mese in corso). Per altre due persone il gip ha ritrasmesso gli atti alla Procura. Nei confronti dei rinviati a giudizio, il giudice ha escluso l'aggravante del metodo mafioso, ritenendo comunque sussistente il quadro generale dell'inchiesta, coordinata dalla Guardia di Finanza di Napoli.
Numerose le persone (o gii en -ti giuridici) indicate quali parti offese nel procedimento: il ministero dell' Economia, 1 ' agenzia delle Entrate di Napoli; la Kuwait Petroleum spa di Napoli; la Feder-consumatori; l'Adoc; e inoltre Gaetano Marino, Vincenzo Del-
la Ragione e Vera Mauro.
Tra i testimoni indicati dalla Procura, e le cui dichiarazioni erano state già acquisite durante la fase cautelare, i collaboratori di giustizia Nunzio Boccia, Giuseppe Sarno, Salvatore Sarno e Davide Montefusco.
Secondo l'ipotesi dell'accusa, dettaglianti e grossisti di carburante che operano in prevalenza nella zona orientale di Napoli avrebbero commercializzato milioni di litri di olio lubrificate, farmaceutico eoidraulico e carburante (gasolio), acquistato nella Repubblica Slovacca, in Romania e in Albania, sottraendolo all'accertamento dell'imposta di fabbricazione. Ma non solo. Avrebbero anche effettuato illecite operazioni di miscelazioni del gasolio con altre sostanze, non sottoposte ad accisa o soggette a minorejmposta e che, stando alle perizie, avrebbe provocato danni ai motori e all'ambiente.
Il gasolio o l'olio destinato cartolarmente a società italiane o estere, veniva «illecitamente destinato perlopiù all'autotrazione attraverso una articolata predisposizione di mezzi, persone e cose consistita nel formarsi preventivamente una provvista di prodotto da cedere successivamente in contrabbando a nero. La provvista, così illecitamente ottenuta, veniva successivamente commercializzata e ceduta ad operatori economici compiacenti, quali società di autotrasporto, distributori stradali di carburanti ed altre in corso di identificazione, che lucravano ingenti profitti per effetto del prezzo decisamente vantaggioso».
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LUCCA - Due uomini, un calabrese e un siciliano, sono stati arrestati dalla Polizia stradale. Sono ritenuti responsabili di almeno sette furti messi a segno alle stazioni di servizio delle autostrade toscane e sulla superstrada Firenze - Pisa - Livorno.
Presi gli autori dei furti alle stazioni di servizio
Si erano specializzati nei furti ai danni delle stazioni di servizio sulle autostrade della Toscana. Alla fine pero i due, un calabrese e un siciliano, sono stati individuati e arrestati dalla Polizia Stradale di Viareggio e Lucca. Nelle immagini riprese dalla telecamera di sicurezza, il colpo messo a segno lo scorso anno nella stazione di servizio Versilia Ovest, sulla A12. Mentre uno dei due fa il palo, l'altro, dopo aver aspettato di avere campo libero, ruba la chiave della cassaforte dove sono contenuti gli incassi, la apre e intasca il contenuto, circa 20mila euro. Poi se ne va indisturbato. Con le stesse modalita' nel luglio scorso, era stato messo a segno un colpo simile, stavolta alla stazione Versilia Est. Grazie alla prontezza e all'intuito di un agente della Stradale di Viareggio, che dal filmato ha riconosciuto uno dei malviventi, e alle successive indagini delle Polstrada di Lucca e della Versilia, i responsabili sono stati individuati. In carcere sono finiti Alfredo Pappalardo, 44 anni, di Cosenza, e Lucio Furnari, 46 anni, di Catania. Secondo la Polstrada sono responsabili di almeno sette furti messi a segno negli ultimi tempi nei punti di sosta autostradali toscani e sulla superstrada Firenze - Pisa - Livorno, tutti con un bottino tra i 20 e i 40 mila euro.
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