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SALERNO Truffa con la benzina self service

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- lacittadisalerno.it - 25 novembre 2008 -Controlli della Gdf: scoperti numerosi casi di tariffe alla pompa più alte rispetto a quelle esposte nei cartell. iOperazione della Guardia di finanza in alcuni distributori di carburanti del centro urbano, in particolare lungo via Mazzini e via Baratta: secondo quanto verificato dalle Fiamme gialle, durante gli orari di chiusura, quando entra in funzione il sistema self service, i gestori esponevano cartelloni indicanti un prezzo ma poi alle colonnine l’erogazione avveniva a prezzi maggiori. Complessivamente sono scattate multe per 10mila euro.

I militari della tenenza di Battipaglia, agli ordini del tenente Dario Ridolfo, dopo una accurata indagine hanno scoperto il trucco utilizzato dai gestori delle stazioni di rifornimento del centro cittadino: durante il giorno rispettavano il prezzo esposto sui cartelloni pubblicitari; quando andava in funzione il servizio self service, il prezzo alle singole colonnine aumentava. Così gli ignari avventori venivano truffati e spesso non si accorgevano di pagare di più. In alcuni casi sono state appurate differenze anche di 20 centesimi per litro.
I militari hanno setacciato tutti i distributori di benzina che utilizzano, nelle ore di chiusura, il servizio self service. Il controllo è stato soprattutto di natura economica ed era mirato alla verifica dei prezzi di vendita del carburante sia quando i distributori sono aperti e il carburante viene erogato dagli addetti al servizio sia sia nelle ore di chiusura - di notte, nei giorni festivi o durante lo spacco di pranzo - quando va in funzione il servizio self service. I finanzieri hanno confrontato i prezzi esposti al pubblico e il prezzo unitario indicato sul display della colonnina, effettivamente applicato. Da questi controlli è emerso che diversi gestori nelle ore di chiusura erano soliti applicare prezzi più elevati rispetto a quanto indicato sui cartelloni.
Ai gestori dei distributori controllati, sono state comminate sanzioni amministrative per circa 10.000 euro: l’accusa è di violazione della legge che regola il codice al consumo e della disciplina dei prezzi.
di Annalisa Spera

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