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Incidente alla raffineria sequestrato l'impianto

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Caso Saras. Via alle indagini dopo la morte dei tre operai

Proteste dei lavoratori sempre più aspre e domande senza risposte hanno scandito la giornata di ieri a Sarroch (Cagliari). Martedì alla Saras, la società che fa capo alla famiglia Moratti, sono morti tre operai della Comesa, impegnatinella manutenzione di una cisterna. Il Procuratore della Repubblica di Cagliari, Mauro Mura, sta ancora aspettando la relazione del sostituto Maria Chiara Manganiel-lo. «Il gruppo di magistrati che si occupa della vicenda deve ancora leggere il fascicolo e prendere le relative iniziative che saranno rinviate a domani (oggi per chi legge, ndr)», ha spiegato in serata Mura.
L'impianto è stato messo sotto
sequestro, come ha comunicato ieri ai delegati aziendali di Cgil, Cisl e Uil, il direttore delle risorse umane della Saras, Carlo Vinci. Gli ispettori dell'Arpas, dell'Inail e dell'Ispesl, sono infatti al lavoro per aggiungere i particolari tecnici che completeranno il quadro fornito dalle indagini e dal racconto dell'unico sopravvissuto, Gianluca Fazio, secondo il quale i tre sarebbero morti per salvarsi a vicenda.
Dalle prime informazioni che ha ricevuto, Antonio Moc-caldi, commissario straordinario dell'Ispesl, sostiene che si tratti dell'ennesimo incidente che «evidenzia la mancanza di conoscenza delle procedure di lavoro in ambienti chiusi. Dai tragici fatti emerge l'urgente ed inderogabile necessità dimettere in atto il documento di valutazione dei rischi per tutti i soggetti che a qualunque titolo operano all'interno di ambienti di lavoro e il rispetto delle procedure di sicurezza».
ASarroch, dove ha sede lo stabilimento della Saras, e a Villa San Pietro, dove vivevano le tre vittime, c'è molta rabbia, come hanno mostratole urla e i messaggi della manifestazione di ieri. In strada sono scese 2.500 persone per portare solidarietà alle famiglie delle vittime e per protestare contro la causa che ha determinato l'incidente e che saranno le indagini a chiarire. Le manifestazioni, comunque, continueranno anche nei prossimi giorni. Al termine del coordinamento di fabbrica, ieri, sono state proclamate altre due giornate di sciopero alla Saras.
«Emerga la verità sui fatti e siano accertate tutte le responsabilità», hanno chiesto Cgil, Cisl e Uil che hanno annunciato uno sciopero generale in tuttala provincia il giorno dei funerali delle tre vittime - previstiper sabato - e hanno definito congiuntamente una serie d'iniziative di natura sindacale per ricollocare la questione sicurezza come elemento prioritario. «Abbiamo richiesto a Confindustria la convocazione, con urgenza, di specifici momenti di approfondimento, con tutte le parti in causa, utili anche alla necessità di utilizzare la «strumentazione» nel campo della prevenzione e della formazione», continua la nota. Quanto alla vicenda Surro-ch, hanno chiesto un tavolo con l'associazione degli industriali e Saras. Per il 24 giugno è stato proclamato uno sciopero nazionale di otto ore in tutte le aziende della chimica e del gruppo Eni, proclamato dai sindacati del settore, Filcem-Cgil, Femca-Cisl,Uilcem-Uil.
Intanto anche ieri la lista degli incidenti sul lavoro si è allungata: tre operai, uno a Parma, uno a Pisa e uno a Benevento sono morti.

Fonte: ILSOLE24ORE

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