NAPOLI - Benzina taroccata, rubata, tasse evase, a tirare le fila il potente clan Sarno nella periferia est di Napoli. Sono complessivamente 57 le ordinanze di custodia (13 in carcere e 44 agli arresti domiciliari) per i reati di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di oli minerali, falso e ricettazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti. A un indagato è contestato il reato di associazione mafiosa. Nell’ambito dell’indagine sono stati sequestrati otto distributori stradali nella zona di Napoli che sono risultati acquirenti del gasolio adulterato venduto «sotto banco».
I particolari dell’operazione denominata «Dirty Oil» sono stati illustrati dal procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore, dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo, coordinatore della Dda, e dai vertici della Guardia di finanza di Napoli. Tra i sistemi di frode accertati anche l’impiego di «olio farmaceutico» che veniva miscelato con il gasolio che determinava l’immissione in commercio di carburante di pessima qualità che provoca danni ai motori delle autovetture.
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