Il documento con la richiesta di videosorveglianza per i distributori che sarà poi presentato ai parlamentari sta continuando il suo iter di approvazione nei Comuni della Valle Olona che hanno subito appoggiato il sindaco di Gorla Minore. La proposta ha già incassato l'approvazione nei consigli comunali di Gorla Minore,Olgiate Olona, Fagnano Olona, Solbiate Olona, Marnate, a breve approderà nelle assemblee civiche di Castellanza, Cairate e Gorla Maggiore.
Nel frattempo il documento è stato inviato anche alle Amministrazioni comunali di Varese,Tradate, Busto Arsizio, Gallarate, Saronno: l'intenzione dei promotori è di coinvolgere tutto il territorio varesino su una questione molto importante come la sicurezza per chi lavora nelle stazioni di servizio a rischio furti e rapine. Questione esplosa drammaticamente con la tragica morte del benzinaio gorlese, freddato con due colpi di pistola una mattina d'inverno in un tentativo di rapina finito nel sangue. Un sacrificio, aveva subito detto il sindaco Migliarino, che non doveva essere vano, da qui l'impegno da parte del primo cittadino per ottenere quella sicurezza che per molti distributori è ancora un traguardo da raggiungere.
Il sindaco di Gorla Minore con i colleghi della Valle Olona sta intando lavorando per organizzare un incontro con i consiglieri regionali e i parlamentari varesini per trovare il sostegno indispensabile a far sì che questa proposta per la tutela dei lavoratori delle aree di servizio trovi al più presto attuazione da parte del Governo. Il messaggio lanciato dopo l'omicidio di Angelo Canavesi è chiaro: non si possono lasciare i gestori dei distributori in situazioni a rischio per questo l'installazione di sistemi di videosorveglianza i cui costi, spiega il sindaco Migliarino, devono essere a carico delle compagnie petrolifere e dello Stato, che incamerano fior di quattrini, è un intervento da realizzare al più presto per evitare altre tragedie come quella che ha toccato nel cuore Gorla Minore e tutto il varesotto. Intanto al lavoro presso il chiosco di via Monte Grappa dove è stato ucciso Canavesi, ci sono i figli del benzinaio, Emanuele e Sara e la moglie Angela. Con coraggio Emanuele e Sara hanno riaperto l'attività l'8 di marzo, sorretti dall'affetto della gente e dalla convinzione che il loro padre avrebbe voluto che continuassero. «È doloroso, ogni cosa qui ci ricorda papà, ma andiamo avanti» dicono. Arrivano i clienti, si scambiano quattro chiacchiere, poi un sorriso, come faceva papà, un sorriso che non riesce a nascondere del tutto il peso del dolore e dell'amarezza per il killer ancora a piede libero.
di Rosella Formenti
fonte: Il Giorno - Varese
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