Ricoverato presso l'ospedale di Busto, il gestore non sarebbe in pericolo di vita; i sanitari hanno riscontrato la rottura di un osso del piede della vittima del gesto criminale.
Fonte: varesenews.it
Le urla disperate dei parenti, il lavoro frenetico dei carabinieri, il gabbiotto del distributore transennato dai nastri biancorossi: è passato poco meno di un anno dall’omicidio di Angelo Canavesi e quella terribile scena si ripete all’Ip di Olgiate Olona. Questa volta le pallottole che hanno raggiunto il benzinaio Salvatore Musarra Tubbi non sono state letali. Il sessantunenne dal tardo pomeriggio di ieri è ricoverato in ospedale a Busto in condizioni serie, con ferite alla spalla destra e al piede sinistro. Non rischia la vita; poco cambia, però, in termini di allarme sociale: la criminalità spara per una manciata di euro, apre il fuoco perché mal tollera la reazione fiera e orgogliosa di un uomo che non si piega alla violenta logica della rapina a mano armata. È una criminalità impunita e arrogante, che sparge sangue a sangue freddo. «Per noi è stata una doccia fredda, una ferita che si riapre», commenta Emanuele Canavesi, figlio del gestore Shell di Gorla Minore ucciso all’alba del 22 febbraio per 700 euro da un malvivente al quale i carabinieri stanno tutt’ora dando la caccia. «Speravamo», continua Emanuele, «che dopo l’assassinio di mio padre non si arrivasse più a sparare, speravamo che l’omicidio di un onesto lavoratore fosse servito. Invece ci sentiamo abbandonati». E precisa: «Dalle istituzioni». Perché «le forze dell’ordine e la magistratura si stanno adoperando in ogni modo con le scarse risorse di cui dispongono, ma sono i politici ad averci lasciati soli». Il giovane Canavesi - che dal padre ha ereditato una professione fatta di sacrifici e tanti rischi - ripensa alla serata organizzata per Angelo, cui erano stati invitati ministri, deputati, esponenti di livello, per ottenere un risultato: ottenere dal Governo maggiori tutele per la categoria. «Invece non si è presentato nessuno. Qua ci si riempie solo la bocca con la parola sicurezza, poi non si muove nulla. E pensare che allo Stato va il 65 per cento dell’incasso. Noi rischiamo la nostra vita ogni giorno per un misero 2 per cento e chi guadagna non fa nulla per proteggerci». Undici mesi dopo quella gelida mattina di febbraio, un’altra famiglia si tortura con l’angoscia di chi aspetta risposte. Intanto i carabinieri cercano due italiani, protetti da passamontagna, fuggiti verso l’autostrada con qualche centinaio di euro, lasciandosi alle spalle i bossoli di una calibro 40 S&W.
Fonte: La Prealpina
-
2011-01-04 15:44:04 | saturnino
anche da parte mia tanta solidarieta e auguri di una pronta guarigione ricordandoti che noi sessantenni siamo delle roccie .saturnino di parma
-
2011-01-04 12:36:20 | Mauro
Mi unisco alla solidarietà. Anche questa volta c'è mancato poco per trovarci di fronte ad un'altra tragedia. Tutte le volte si riaccende lo sdegno mediatico e i vari proclami sterili anche dei nostri, per poi ritornare nel silenzio più totale senza ever trovato un minimo di soluzione. Adesso rileggeremo i soliti proclami i soliti buoni propositi ma appena dopo il silenzio più totale. Alla prossima nella speranza che non ci scappi il morto.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
- 01/02/2011 10:00 - Maxi frode nelle pompe di benzina. E c'è l'ombra di Cosa nostra
- 31/01/2011 11:26 - Osservatorio GC: Brevi di cronaca N°2-2011
- 28/01/2011 11:33 - Sigilli alla pompa di benzina abusiva
- 18/01/2011 17:01 - Osservatorio GC: Brevi di cronaca N°1-2011
- 05/01/2011 17:18 - Olgiate, il benzinaio rapinato "Sono vivo per miracolo"
- 10/12/2010 11:07 - Osservatorio GC: Brevi di cronaca N°8
- 23/11/2010 11:12 - Benzinaio gambizzato a Telgate 4 arresti, sequestrate 2 pistole
- 18/11/2010 20:47 - Gorla Minore: il Sindaco incontra i parlamentari
- 17/11/2010 16:43 - Osservatorio GC: Brevi di cronaca N°7
- 12/11/2010 11:10 - Benzinaio mette in fuga rapinatore armato




SOLIDARIETA' PER IL NOSTRO CARO COLLEGA.........UN AUGURIO DI PRONTA GUARIGIONE.