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Venti furti al distributore. Ora lavoro col cuore in gola

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Parla il benzinaio bersaglio abituale dei delinquenti. Dramma morale prima che di soldi. "Ho l'incubo incappucciati"
Arezzo, 25 agosto 2011 - Sguardo smarrito, che punta il vuoto, mano sulla nuca, maglietta sudata.  "Che debbo dire, che sono contento? No, dico che sono esasperato e che andare al lavoro la mattina con il cuore in gola per la paura di aver subito un furto è parecchio difficile, non siamo tranquilli".

Michele Pecora (nella foto), il proprietario
del distributore di benzina di Montevarchi lungo la strada regionale 69 che due notti fa ha subito l’ennesimo scasso agli apparecchi cambiamonete che ha fruttato ai ladri circa trentamila euro spicciolo più spicciolo meno, il giorno dopo è a dir poco a terra. "Siamo stanchi di lavorare per subire queste ingiustizie", ci dice con la voce rotta dalla calura.

Ma quante volte è successo
negli anni? “Quante? In ventisei anni di attività, anche se non le ho contate, vi posso assicurare che è accaduto minimo quindici, venti volte, forse di più. Con certezza so soltanto che l’ultima volta è accaduto all’altro distributore di cui sono proprietario a Montevarchi, l’Agip in via Marconi, circa un mese fa. Qualcuno ha scassato le macchine durante la notte e si è portato via i soldi. E la stessa dinamica di questa volta: arrivano incappucciati con attrezzi alla mano, in pochi minuti rompono gli apparecchi e portano via tutto scappando".

Quindi pare ovvio che
non si senta sicuro per la sua attività? "No, non mi sento sicuro e lo voglio denunciare a chiare lettere. Si sentono fare tanti discorsi, paesi tranquilli, città serene, non è così purtroppo, chi pensa e dice tutto questo forse vive al di fuori di questi ambienti".

Ma è una questione soprattutto
notturna o questi furti possono avvenire anche il giorno? "Sono furti che avvengono anche di giorno e pochi ci tutelano, sono davvero amareggiato".  Non si tratta allora solo di smarrimento per aver visto sparire in un soffio 30mila euro. "E’ una questione morale, non economica. Certo, sapere che ti hanno sottratto tanti soldi frutto di lavoro e sacrifici in un attimo sotto il naso è frustrante e dispiace, ma io ne faccio una questione morale.

Cioè? "Purtroppo andare
avanti in queste condizioni è deprimente, non siamo liberi neppure di lavorare. Forse è più libero chi ruba, rispetto a chi lavora".  Come pensa sia possibile per voi ottenere maggiori tutele? "Non lo so cosa bisogna fare. Non lo so. Prendere provvedimenti seri è difficilissimo. Le forze dell’ordine fanno il loro sacrosanto lavoro, la maggior parte delle volte riescono pure ad acciuffare questi mascalzoni e poi però questi qua dopo tre giorni ce li ritroviamo in giro e magari ci ridono pure in faccia. Io non sono vecchio, ho 60 anni, però non posso incoraggiare i giovani a fare questo genere di lavoro. Dove girano soldi come in questo settore, dei quali per la maggior parte è proprietario lo Stato o le compagnie petrolifere c’è rischio, inutile dirlo. Vi ricordate quel benzinaio ucciso un mese fa a Roma? E’ dura, è davvero dura".

Ora cosa farà? "Cercheremo
di guardare avanti, cosa dobbiamo fare? Sperando che grazie alle telecamere a circuito chiuso le forze dell’ordine acciuffino quella gente, non foss’altro che per un briciolo di senso di giustizia per la gente onesta che lavora". E che lavora rischiando, e spesso, neppure poco.

Fonte: La Nazione di Arezzo

Commenti (3)
  • Anonimo

    Scusate, ma dopo aver subito 20 furti, voi lascereste 30000 euro nelle macchinette?

  • Anonimo

    io vengo a svutarlo ogni 3/4 ore la domenica quando sto chiuso e incasso piu o meno 6000 euro bhoooooooo

  • Anonimo

    A me il self non mi assicurano contro il furto, e se dovessi farlo mi converrebbe farmelo rubare per quanto costerebbe la polizza

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