Panorama.it -In Italia il contrabbando di gasolio e benzina è aumentato del 47 per cento rispetto al 2006. In una sola settimana, in Toscana, la Guardia di finanza ha sequestrato 28 mila litri di gasolio ad uso agevolato e recuperato quasi 20 mila euro evasi per il mancato versamento nelle casse dell’Erario, dell’accisa e dell’Iva. Ad essere finiti nel mirino delle fiamme gialle le imbarcazioni da diporto e gli impianti di riscaldamento.
Il reparto aeronavale della Guardia di finanza ha ritrovato nei serbatoi di una lussuosa nave ormeggiata nel porto di Livorno, oltre cento litri di olio lubrificante e ventiduemila litri di gasolio a uso marittimo.
Una tipologia di carburante che gode di una tassazione agevolata e che non può essere utilizzato nelle imbarcazioni da diporto obbligate a bunkerare quello nazionale per il quale è prevista una tassazione maggiore. Non solo. Le ingenti provviste di bordo, tra i quali i carbolubrificanti, per le navi commerciali italiane sono considerate in esportazione definitiva e beneficiano di un’esenzione d’imposta, mentre sono soggette al pagamento dell’accisa e dell’iva per quelle da diporto. Il proprietario, un armatore italiano, è stato denunciato per contrabbando dalla Procura della Repubblica di Livorno.
In aumento anche i casi di consumo fraudolento di gasolio “agevolato” utilizzato per il riscaldamento. In provincia di Arezzo le fiamme gialle hanno scoperto nei serbatoi delle caldaie di alcune abitazioni 5 mila litri di gasolio agricolo.
“L’utilizzo di prodotti esenti o agevolati come il gasolio agricolo e quello per la pesca per finalità diverse come il riscaldamento o l’autotrasporto è da considerasi tra le tipologie di frode più frequenti ai danni dello Stato” spiega il maggiore Stefano Ciotti, Ufficio Tutela Finanza Pubblica della Guardia di Finanza- assieme alla destinazione fittizia dei prodotti petroliferi e alla miscelazione non autorizzata di oli minerali e prodotti esenti provenienti da industrie petrolchimiche”.
I tributi evasi, per il mancato pagamento dell’Iva e dell’accisa sugli oli minerali nel 2007 sono aumentati del 180 per cento rispetto al 2006 con oltre 65 milioni di euro e del 78 per cento rispetto all’ultimo triennio 2005/07. I prodotti energetici, oggetto di contrabbando, lo scorso anno sono stati 84 milioni di chilogrammi(+47%) rispetto ai 57 milioni del 2006 e ai 26milioni del 2005. ” Nel 2007 grazie al pagamento dell’accisa su prodotti energetici, sull’energia elettrica, le bevande alcoliche, tabacchi lavorati” precisa il maggiore Ciotti “sono stati versati nelle casse dello Stato 38 miliardi di euro di cui 25,8 solo dai prodotti energetici”. document.write('');document.write('');
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