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In Francia la scomparsa delle stazioni di servizio tradizionali

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total_chiusaUno studio condotto da Carlotta de Lorgeril e Jean-Nicolas Barral della società specializzata Sia Conseil, certifica la lenta scomparsa delle tradizionali stazioni di servizio Francesi.

La scomparsa delle stazioni di servizio tradizionali è iniziata! La dichiarazione è dura, ma cosi come succede da trent'anni, la rete dei carburanti in Francia continua ad avere questa evoluzione: la questione interessa le principali compagnie petrolifere che da tempo lasciano il posto a supermercati e ipermercati, che in Francia ormai rappresentano oltre il 40% delle stazioni di servizio.

Le nuove tecnologie, un settore olio volatile, risparmio energetico, nuove normative ambientali, nuovi modelli di consumo (ecologia, economia) ...sono tutti fattori che non promuovono la sopravvivenza delle stazioni tradizionali.

Nel settore della distribuzione, rappresentato solo dal 2,5% sui redditi medi delle compagnie petrolifere, la redditività dipende principalmente dal volume delle vendite. Risultato: in 20 anni, quasi il 50% dei punti vendita sono stati chiusi in Francia e questa tendenza sembra continuare anche nel 2011, anche per l'inasprimento dei nuovi standard ambientali imposti dallo Stato.


 

Fonte: Union Francaise des Industries Pètrolières

L'ultra-competitività, i prezzi scontati esercitati dai supermercati hanno permesso a Leclerc e Carrefour, per esempio, di vincere la battaglia delle vendite. Per rispondere a questa emorragia di erogato e rivitalizzare la vendita dei carburanti per guadagnare terreno su ipermercati e supermercati che offrono oggi il 60% della fornitura del totale le compagnie petrolifere stanno adattando una nuova strategia legata agli impianti cosidetti "low cost" a selfizzazione sfrenata più comunemente denominati imianti "ghost" ovvero stazioni di rifornimento con personale fantasma, inesistente. Nessun servizio offerto, nessun personale fisicamente presente, con pagamenti da effetturarsi esclusivamente tramite carte di credito o carte Flotte aziendali.

Il gigante petrolifero Exxon Mobil, meglio conosciuto con il nome Esso in Francia, ha trasformato quasi la metà delle sue stazioni di servizio in Esso Express.Una linea di Stazioni di servizio completamente automatizzate che consentendo di offrire prezzi più bassi e permettere cosi alla compagnia di contrastare la vendita di carburante nei supermercati. Ultimamente l'offerta nelle stazioni Esso Express è stata arricchita,  nel corso degli ultimi anni, da una partnership con il Gruppo Casino che ha istituito un sistema di distributori automatici per l'offerta di più di 300 articloi di prima necessità.

Anche Total, il gigante del petrolio Francese,  sembra cambiare il suo posizionamento delle stazioni di servizio cosidette premium,  trasformando una parte della propria rete, in stazioni "low cost". Il gruppo ha testato dal mese di aprile 2010 una nuova offerta fatta su 45 impianti. L'offerta potrebbe essere efficace alla fine del 2011, permettendo  al gigante petrolifero, secondo le analisi effettuate dalla struttura Marketing, di praticare prezzi vicini a quelli praticati dagli ipermercati, in modo cosi da triplicare il numero dei suoi clienti. Dopo questo pimo test, secondo alcune indiscrezioni riportate dal settimanale “Challenges”, Total sarebbe intenzionata a trasformare altre 4.500 punti vendita in stazioni di servizio a basso costo e completamente automatizzate, in partiocolare quelle con insegne Total, Elf e Elan , iniziando dalle 300 oggi a marchio Elf e già trasformate in “discount”.

Intanto i principali attori petrolifere straniere hanno già iniziato a uscire dal mercato francese, proprio come Shell e BP che hanno venduto gran parte delle loro stazioni di servizio a nuovi operatori stranieri o agli stessi operatori francesi.

Un ulteriore fattore che ha portato alla crisi del mercato della distribuzione carburanti Francese è il forte surplus di benzina prodotto dalle raffinerie, la cui esportazione (soprattutto negli Usa) incontra crescenti difficoltà. Con questa nuova strategia di vendite tale surplus sarà riversato sul mercato interno a prezzi cosidetti stracciati, con l’obiettivo di accrescere l'attuale quota di mercato.

Ma non tutti sono in favore a questanuova fase della distribuzione carburanti francese,  ad esempio il delegato generale della Fédération française des combustibles, che raggruppa gli operatori indipendenti, ha avvertito che “ribassando il prezzo dei carburanti, Total aggraverà ulteriormente le condizioni del settore”.

Una situazione che ha visto sparire negli ultimi 30 anni il 70% degli impianti passati dai 41.500 del 1980 a meno di 13.000 nel 2010.

 

Commenti (4)
  • Anonimo

    In Italia mi sembra di avere letto tempo indietro che siamo invece in controtendenza.
    Da una parte si vuole la diminuzione degli impianti e dall'altra una ricerca di costruire nuovi impianti da spartirsi l'erogato con gli altri esistenti.
    Forse c'è qualcosa che mi sfugge.

  • Stevanin Alberto  - Sono previsti, eccome.

    Sono previsti, eccome.
    I nuovi impianti realizzati negli ultimi anni, eccetto qualche caso edificato in economia e perciò probabilmente con poca tecnologia sopra e sotto piano stradale, sono dotati di infrastrutture sottosuolo per cablare le tecnologie necessarie ai Ghost o low cost, che dir si voglia.
    Non sono in controtendenza o in contraddizione: appena le leggi regionali saranno inficiate come vorrebbe il nuovo piano carburanti DeVita-Cursi, gli impianti vecchi fino a 15 anni orsono, saranno posti fuori mercato dai costi gestionali concorrenziati dai low cost.
    Già in parecchi siti montani gli utenti usano le taniche di riserva di carburante poichè i distributori normali sono ormai parecchio lontani e quelli low cost non hanno interesse ai siti poco appetibili, sapendo che se un domani vorrai carburante, se lo dovranno venire a cercare in pianura ove sono agglomerati urbani più intaressanti.
    Tutto qua.
    Per tirare a campà ancora qualche anno bisognerebbe avere "Libera La Benzina" già operativa per l'anno prossimo.

  • gattamelata  - chiedi e ti sara' dato

    Cari colleghi prendete il telefono in mano chiamate in provincia Ufficio Carburanti e chiedete se potete fare un distributore carburanti e se esiste ancora il numero chiuso poi vedrete perche siamo destinati a trovare un'altro lavoro.

  • Anonimo

    e il bello è che in questi ultimi anni che ci aspettano, invece di cercare di guadagnare il più possibile, la maggior parte dei gestori rinuncia a gran parte del proprio margine aderendo a sconti assurdi e lavorando gratis.

    il massimo sono quelli che servono i clienti quando si fermano sulle pompe fai da te.

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