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Z Energy riporta il servizio in Nuova Zelanda

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Una delle più considerevoli operazioni di rebranding della Nuova Zelanda, si annuncia come  particolarmente innovativa. La Z energy, questo il nome della compagnia che il prossimo anno prenderà il posto delle stazioni di servizio a marchio Shell, prevede infatti il ritorno al concetto di "servito". Ci saranno infatti addetti al controllo e all'assistenza del cliente, modalità che pare funzionare dopo la sperimentazione in una serie di impianti pilota.

Mentre un tempo era la norma, oggi trovare personale addetto al rifornimento  o al controllo della pressione degli pneumatici è cosa sempre più rara, un pò in tutto il mondo.

I miglioramenti sul sistema di rifornimento hanno ottenuto un positivo riscontro e dal canto suo, il settore non può che giustificare la pressochè scomparsa del servizio dovuta agli esigui margini concessi.

Secondo l'amministratore delegato di Z-energy, Mike Bennetts, il punto è che il settore pare abbia perso di vista ciò che l'automobilista desidera:"Il settore si è concentrato troppo sulla riduzione dei costi, diventando così miope. Quando arrivi al punto di essere troppo efficiente, non hai più possibilità di andare oltre e allora potresti essere costretto a tornare sui tuoi passi, ridando ai consumatori ciò che essi vogliono. Io penso che il giusto punto d'incontro sia una cuspide tra questi due fattori."

Tra le 10 e le 17, uno staff di operatori presidieranno il piazzale per offrire aiuto ai clienti nel rifornimento, puliranno il parabrezza o effettueranno il controllo della pressione degli pneumatici. Agli automobilisti che non riuscissero ad usufruire del servizio, verrà offerta una tazza di caffè o punti extra sulla loro carta fedeltà.

Bennetts smentisce il fatto che alcuni operatori avrebbero tentato, mediante il controllo dell'olio, di vendere prodotti in offerta. Tuttavia, non nega la possibilità e la speranza di instaurare un rapporto di fedeltà. "Una ricerca dice che se il cliente ha un'esperienza positiva in un determinato luogo e con determinate persone, le possibilità che il cliente voglia non solo tornare, ma contribuire al guadagno del personale aumentano. Il settore ha troppo spesso e troppo facilmente ripiegato sul fattore casuale della località, dal momento che i prezzi sono più o meno tutti uguali."

Altri, sostiene Bennetts, stanno seguendo le nostre stesse orme e ce lo confermano le risposte dei clienti ai nostri questionari, che indicano chiaramente una sorta di risposta anche da parte dei cosiddetti "rivali" di Z energy. 

L'iniziativa non sarà economica. Lavorando 7 ore al giorno, all'incirca su 200 impianti, con retribuzioni pur al minimo sindacale, il servizio costerebbe alle compagnie più di 18.000 $ al giorno. Proprio questo costo è all'origine della scomparsa della figura dell'addetto al rifornimento, hanno detto le principali compagnie.

Ian Stronach, portavoce della Motor Trade Association - che conta circa 800 proprietari di stazioni di servizio indipendenti tra i suoi membri - sostiene che il "servizio sul piazzale" sarebbe prerogativa di una ristretta minoranza. "Il principale responsabile dell'assenza di personale sul piazzale è da individuarsi unicamente nell'inadeguatezza del margine. Molti di loro "soffrono" nello stare dietro ad una cassa, ma non possono permettersi l'aiuto di una persona a tempo pieno." 

Aggiunge Stronach che alcune compagnie hanno formato i propri addetti al piazzale per svolgere un ruolo commerciale attivo, ovvero con l'insegnamento delle giuste domande e delle giuste risposte, mirate ad indurre il cliente all'acquisto di prodotti a più alto margine. 

Stronach infine si dice scettico sulla reale possibilità che i competitors adottino la linea di Z-energy. "L'automobilista acquista carburante primo in base al luogo dove si trova, secondo per il prezzo e terzo per il servizio."

Commenti (4)
  • mario da parma

    quanto sopra dimostra che chi à scelto di fare il servizio viene premiato dal mercato anche se in over.

  • Anonimo

    8)
    Vero Mario,

    purtroppo molti gestori (troppi) si sono fatti abbindolare dalle compagnie e hanno creduto al teorema:
    +sconto
    -servizio
    =+ricavi --------------------- :? che una stronzata!

    Fare il proprio lavoro, farlo nel migliore dei modi e, di conseguenza, portare a casa "la pagnotta" - questo "dovrebbe essere".

    Il problema è che è in atto una campagna contro i gestori.

    La maggior parte degli italiani è della convinzione che siamo lerci, ladri e inutili.

    La maggior parte degli italiani crede di poter risparmiare evitando i 4 centesimi (lordi) che i gestori guadagnano rischiando la vita.

    Nella mia zona sono l'unico che non pratica il -10 (Agip, Esso, Total-Erg, Tamoil - L'UNICO! Eppure vendo, meno rispetto al passato, ma, grazie al "Servito", vendo!

    Se 10 centesimi li guadagnassi io potrei incrementare la forza lavoro e, probabilmente riuscirei a sorridere a bocca aperta e................ :upset non a denti stretti!

  • Gigi

    anonimo sono io (Gigi)

  • mario da parma

    io non ho mai voluto saperne di sconti ,anzi sono in over,i primi a lamentarsi sono i colleghi allocchi che fanno gli sconti buon per loro se chiuderanno,io continuo con la stazione con servizio

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