Dal 2008 chiusi 150 distributori in provincia di Milano: i prezzi strozzano i gestori
Vista con gli occhi di chi nel corso degli ultimi cinque anni ha dovuto fare i conti con l'incremento del 28% della benzina e del 25% del gasolio la cosa potrà anche sembrare incredibile. Eppure, tra le categorie commerciali in maggiore difficoltà a Milano e in Lombardia (ma anche nel resto d'Italia) c'è quella dei benzinai.


I più colpiti in Area C, ma la serrata è destinata a estendersi a tutte le zone. Confcommercio: "Le compagnie ci soffocano". Consumi ridotti del 60%, chiusi 25 impianti in due anni.
Controlli a sorpresa da parte degli uomini del comando provinciale di Palermo a 67 impianti della città: 35 quelli multati per un totale di 87.000 euro. Tra i 67 impianti, 22 sono stati segnalati agli uffici competenti per irregolarità nella esposizione delle tabelle previste da decreti assessoriali della Regione Sicilia a garanzia della corretta informazione dell'utenza in merito al giorno di chiusura infrasettimanale, all'orario giornaliero di apertura e di chiusura, all'elenco degli impianti abilitati al servizio notturno e festivo.
Le pompe bianche in città esistono da tempo. Così come il Conad a Baggiovara che propone tariffe low-cost e vede file interminabili di automobilisti. Ma l'arrivo di un concorrente come Coop sconquassa ulteriormente il mercato dei carburanti modenesi, già di per sé traballante per i gestori dei distributori logo.
Relitti in strada, alcuni recintati da nastro adesivo e cartelli in bella vista, altri diventati discariche a tutti gli effetti, altri ancora stazioni di ferraglia abbandonate. La maggior parte hanno chiuso i battenti negli ultimi cinque mesi. La crisi si abbatte implacabile sulle pompe di benzina della Capitale. Distributori inutilizzati, chiusi definitivamente o in stand by in attesa del giro di boa, diventati monumenti al degrado, bersagli preferiti di writers e incivili di turno.
Intervista apparsa sul quotidiano Il Resto del carlino al Gestore di Energia fluida in via Ravegnana, dopo che la stazione di servizio ha abbandonato i colori tradizionali delle compagnie pretolifere per diventare Pompa Bianca.
Settore in bilico Assemblea dai toni drammatici a palazzo Vidoni. Sotto accusa anche la burocrazia. "Siamo al lumicino. Ci sono Gestori che spengono i self service: non incassano abbastanza per pagare la correrne elettrica che consumano le macchine, a fronte di un erogato che è in caduta libera. Ci sono altri Gestori che non riescono proprio più a tenere aperto non solo i self ma l'intera pompa, e le compagnie non riescono a trovare qualcuno che subentri a chi ha lasciato perché non ce la faceva più".







