Il Gruppo Gestori Impianti di carburante aderenti ad Ascom, attraverso una lettera, hanno chiesto a tutti i Sindaci dei Comuni della provincia, di sostenere – con una delibera di consiglio - una proposta parlamentare mirata ad aumentare la sicurezza nelle stazioni di servizio.
Una misura suggerita dal tragico episodio di Gorla Minore, dove i rapinatori qualche mese fa, hanno ucciso un benzinaio. Ugualmente deve far riflettere la rapina al titolare del punto Agip di Castelleone che il 30 settembre scorso si è visto puntare una pistola al volto da malviventi che, dopo essersi impossessati dell’incasso della giornata (poco meno di mille euro) si sono dileguati. Stesso copione è andato in scena all’impianto Tamoil di Spino d’Adda.
“Le nostre stazioni di servizio – spiega il presidente Graziano Bossi – rischiano di diventare veri e propri bancomat per malintenzionati e criminali. Gli addetti rischiano così la vita. Di fronte ad una situazione che, ogni giorno, si fa più pesante non possiamo che lanciare un appello perché si sostengano azioni concrete mirate alla tutela del personale addetto. E’ la risposta ad un problema sociale, quello della sicurezza, che non può essere delegato ai soli gestori, ma che deve vedere coinvolte anche le compagnie petrolifere e le stesse istituzioni”.
Il documento che la Figisc chiede di sottoscrivere, e che è stato inviato a tutti i sindaci, vuole “rendere obbligatorio sul territorio nazionale l’installazione di impianti di video sorveglianza sugli impianti di distribuzione carburanti a tutela dei gestori, dei dipendenti e dei clienti”. “Le spese per realizzare il progetto – puntualizza Bossi - devono essere a carico delle Compagnie Petrolifere, ma anche di Stato e Regioni”.
Inoltre si chiede di creare (sul modello realizzato per i tassisti milanesi, anche in questo caso dopo un atto di violenza finito in tragedia), il collegamento capillare e sistematico con le Forze dell’Ordine.
“Il progetto, spinto forse dall’emozione per la morte del collega di Gorla Minore – continua il presidente Figisc – vuole sensibilizzare gli amministratori locali perché si facciano portavoce di una istanza che ha ragioni ben fondate. Tanto più che il documento è già stato approvato da alcuni sindaci, anche in provincia di Milano, dunque non troppo distante da Cremona. Ma solo da una mobilitazione diffusa può nascere quella attenzione al problema che neppure la morte di un collega, qualche mese fa, ha saputo alimentare. O perlomeno non ha portato a risultati concreti ed evidenti”.
Lo stesso sindaco del Comune di Gorla intende creare una rete con gli altri primi cittadini, essere riferimento per presentare alle Camere la petizione a favore dei benzinai. Ma, per dar forza alla sua richiesta, chiede la solidarietà degli altri amministratori.
Poi Bossi puntualizza le ragioni che legittimano i benzinai a chiedere a compagnie ma anche alle Istituzioni di farsi carico dei costi. “Gli oneri derivanti da questa scelta – spiega - dovrebbero essere a carico di chi gestisce il 98% delle entrate derivanti dalla vendita dei carburanti. Non certo degli operatori che, ormai, lavorano con margini davvero ridotti e già devono subire la concorrenza, non sempre leale, di impianti fantasma”. “La Costituzione – conclude il presidente Figisc – stabilisce che l’Italia è fondata sul lavoro. E' il lavoro è necessario per vivere. Ma occorre evitare di morire per lavorare”.
Fonte: welfarecremona.it
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