LA POLEMICA. Anche a Brescia il settore della distribuzione di carburante mostra tutte le sue difficoltàBenzinai in difficoltà
La Shell resta senza gestori. Gli impianti di S.Polo, via Orzinuovi e via Triumplina senza gestore
La petizione: Intanto, prende il via la petizione per un nuovo disegno di leggeBrescia - Il sistema della distribuzione del carburante, dopo le difficoltà sofferte negli ultimi mesi a causa dell'aumento del prezzo del greggio, comincia a mostrare le prime crepe evidenti. Emblematico è il caso di alcuni distributori Shell della città, che hanno cominciato a chiudere uno dopo l'altro: dopo la pompa di benzina di via San Polo, nelle ultime settimane sono rimaste senza gestore anche quelle di via Triumplina e via Orzinuovi.
LA RAGIONE STA nel tipo di contratto: con questo tipo di accordo il gestore diventa un associato in compartecipazione con Shell, ma si ritrova a guadagnare la metà rispetto ai colleghi legati ad altre compagnie. «Lasituazione era prevedibile, e per certi versi quasi auspicabile in una fase di crisi mai vissuta in passato - afferma Fabio Baitelli, vicedirettore di Corriesercenti Brescia -. Il contratto operato da Shell era una novità e alcuni gestori, incuriositi, hanno voluto sperimentarlo, ma penalizza in modo ancora maggiore una categoria che ha già difficoltà».
Molti impianti Shell rimangono così senza gestore, ma la compagnia petrolifera sembra non cambiare idea e continua a proporre lo stesso tipo di forma contrattuale nonostante il rifiuto sia generalizzato. Questa problematica si aggiunge alle altre che affliggono una categoria che si trova con le mani legate, obbligata a sottostare alle decisioni delle grandi compagnie petrolifere.
E come se non bastasse, tra pochi giorni il prezzo del carburante dovrebbe andare incontro ad un nuovo aumento, a causa della decisione del governo di aumentare le accise per finanziare il Fondo per lo spettacolo, misura che il presidente dell'Uiga, Pierluigi Bo-nora, commenta così: «Avrei preferito pagare un euro di più per andare al cinema. Ma quello che più colpisce è l'immobilismo delle case automobilistiche: fatto salvo Eugenio Razelli, che parlava a nome della filiera italiana dell'automobile, dalle case estere non c'è stata nessuna reazione. Senza i 67 miliardi di entrate fiscali che l'auto assicura ogni anno sarebbero dolori».
IL SETTORE CERCA QUINDI di risollevarsi e di cambiare alcune storture del mercato che penalizzano i propri operatori: Fiab-Confesercenti e Fegica-Cisl hanno infatti ideato un disegno di legge per rimodernare il sistema di distribuzione italiano dei carburanti. I punti delle proposta, che mira tra le altre cose a rendere i gestori degli impianti liberi nello scegliere dove acquistare la benzina, slegandoli dall'obbligatorietà di rifornirsi da un unico fornitore e a separare nettamente la filiera produttiva da quella distributiva, verranno illustrati ai gestori bresciani stasera, nell'auditorium di Confesercenti di via Salgari.
«Libera la benzina», nome scelto per definire il disegno di legge, sarà sostenuto da una raccolta di firme, che mira a raccogliere 500 mila adesioni entro la fine di maggio: «Il mercato ha le sue logiche ed è condizionato da fattori esterni, come la guerra in Libia -commenta Baitelli - perciò alcuni aumenti sono inevitabili. Ma ora non c'è una vera concorrenza, e i gestori sono vincolati alle loro società: se il legame venisse sciolto, il mercato sarebbe più libero, ed i prezzi dei carburanti potrebbero abbassarsi sensibilmente».
Fiab e Fegica puntano a rimodernare il sistema: gestori liberi di acquistare dove preferiscono
I punti chiave della proposta saranno illustrati agli operatori questa sera in via Salgari
Fonte: Bresciaoggi
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che amarezza...quando finira questo scempio? Quanti di noi ancora dovranno finire massacrati prima che qualche organo/persona pseudocompetente si decida a sturarsi mani, occhi e orecchie e si metta una mano sulla coscenza . Mi sto rassegnando