Niente rifornimenti e sciopero della fame per manifestare contro "la drammatica situazione della categoria a seguito del decreto governativo che di fatto ha determinato un’ulteriore massiccia fuga di automobilisti verso il più economico pieno oltre confine".,
E' la protesta dei Gestori di carburante di Gorizia e Trieste, iniziata da qualche giorno da prima con il mancato rifornimento dei propri impianti che senza carburante rimangono comunque aperti e poi con uno sciopero della fame al momento simbolico.
Dalla giornata di ieri i Gestori stazionano davanti alla sede della Prefettura in Piazza Vittoria a Gorizia, accampandosi con una tenda per denunciare la drammatica situazione della categoria a seguito del decreto governativo che di fatto ha determinato un’ulteriore massiccia fuga di automobilisti verso il più economico pieno oltre confine.
L'aumento delle accise sui carburanti previsto dalla legge 214/2011 ha avuto come prima conseguenza la riduzione sino al 70% delle vendite di benzina e gasolio negli impianti di confine della regione Fvg, pari ad una minore vendita stimata in 210-230 milioni di litri.
L’incremento delle accise sui carburanti intervenuto a livello nazionale nel corso dell’esercizio finanziario 2011 ha portato il divario dei prezzi di oltre 30 centesimi al litro per la benzina ed oltre 40 centesimi al litro per il gasolio ed ha determinato un pendolarismo del pieno con il conseguente calo di erogazione che non interessa esclusivamente i carburanti ma c'è chi approfitta dell’occasione (circa 10 mila persone al giorno) per acquistare sigarette e altri prodotti (anche alimentari, come la carne), con grave danno per più settori del commercio italiano.
La proposta dei rappresentanti dei gestori è di ottenere dal Governo Monti una revisione dell'entità delle compartecipazioni al gettito d'accisa sulle benzine e sul gasolio che competono alla Regione, ovvero che dal primo marzo prossimo ad essa vada una quota pari a 0,075 euro per ogni litro erogato in Friuli Venezia Giulia.
Ciò dovrebbe farle incamerare circa 51 milioni di euro aggiuntivi, da utilizzare per aumentare gli sconti ai cittadini e contrastare così il divario di prezzi con la Slovenia e l’Austria. Un’altra proposta riguarda la rete distributiva regionale, che si distingue per una quasi totale assenza di impianti metano, cosa che non consente il diffondersi di questo carburante a basso impatto ambientale e a basso costo. La richiesta è di modificare nuovamente la legge regionale affinché si imponga ai nuovi impianti l'erogazione del metano insieme a quella dell'energia elettrica.
Ci auguriamo che la situazione possa risolversi nel minor tempo possibile cosi da far rientrare la protesta dei colleghi i quali hanno già dichiarato proteste ancora più clamorose qual'ora la situazione non dovesse tornare alla normalità permettondo a tutti di proseguire la propria attività con prezzi in linea con quelli degli impianti oltre confine .
Per seguire da vicino la situazione e portare anche un solo gesto di solidarietà, i colleghi hanno aperto un'apposita pagina facebook chiamata non a caso gruppo di Gestori esauriti. Non lasciamoli soli !
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