La storia che oggi vi raccontiamo è quella di Pasquale Minuto un insegnante di educazione fisica pugliese che, come ognuno di noi, cerca un giorno la maniera di migliorare la sua vita. Abbandona quindi il mestiere precario per antonomasia, ovvero quello di insegnante, per tentare di percorrere quella strada di tipo imprenditoriale, che possa dare diverse soddisfazioni e diversi guadagni e che al tempo stesso, gli consenta di avere una percezione di maggior stabilità professionale. Si presenta allora l'opportunità di gestire un distributore di carburante Agip, con la formula contrattuale dell'associazione in partecipazione. Un contratto che a prima vista sembra contenere quegli aspetti economicamente stimolanti, e per di più suggellati da un marchio "di Stato" come Eni, che possono indubbiamente allettare l'aspettativa imprenditoriale di chiunque.
Sulle metodologie di "vendita" del suddetto contratto da parte delle compagnie, abbiamo già detto e scritto con quanta abilità dialettica, costata ore e ore di sacrificio ai corsi di formattazione cervelli, sappiano alienare il loro prodotto, assolutamente consapevoli ma altrettanto noncuranti del fatto che dall'altra parte vi sono persone che non sempre hanno altre arternative.
Pasquale non sa, però, che ha sì firmato il contratto con la più grande società petrolifera italiana, ma la tipologia contrattuale in contesto è stata recentemente citata in un'ordinanza giudiziara dal Tribunale di Milano con questa definizione "Ad identica soluzione si giungerebbe qualora si considerasse vigente tra le parti il contratto di associazione in partecipazione prodotto da parte ricorrente Sub documjento 2). Invero questo tribunale ha già ritenuto nullo tale schema contrattuale per contrasto con le disposizioni di cui..."Â
Dopo poco meno di un anno di attività , e ad una prima rendicontazione di costi e ricavi, emerge che Il margine pro litro non è ADEGUATO a sostenere i costi dell'esercizio nè a consentire alla gestione di Pasquale un ricavo congruo rispetto alle più comuni logiche commerciali e tantomeno alle laute aspettative congetturate in fase iniziale. Un vero e proprio rendiconto fallimentare al quale si aggiunge, inevitabile, l'obbligo di garantire i regolari stipendi ai collaboratori che fino a quel momento hanno supportato la gestione dell'impianto.
A questo punto e come da logica, Pasquale chiede all'Agip di rivedere il rendiconto economico cercando di agire sui margini e sulle spese in capo all'associato, ma quest'ultima (come da altrettanta logica) al contrario si irrigidisce sulle proprie posizioni al punto da intimare la richiesta della restituzione del punto vendita.
Restituzione d'impianto alla quale Pasquale decide di non sottostare ma non solo; il giorno della presunta riconsegna invita le televisioni e la stampa locali per testimoniare con la giusta combinazione del caso, l'importanza dell'evento cercando di coinvolgere al contempo i rappresentanti Agip che invece si defilano, malgrado l'invito a rilasciare qualunque dichiarazione.
A seguito quindi della mancata presa in consegna dell'impianto da parte dell'Agip, la stessa procede con la sospensione dei rifornimenti, mettendo definitivamente in crisi Pasquale Minuto che a quel punto si ritrova a dover affrontare una situazione per lui inimmaginabile solo un anno prima. Capita che a volte, nella vita, non sempre ci sia il tempo per fare scelte cosiddette ragionate, quanto piuttosto dettate dalla necessità nonchè dalla disperazione. Ecco perchè Pasquale intraprende in quel momento una strada drastica, rischiosa ma al tempo stesso coraggiosa come acquistare il carburante sul mercato libero. Solo così può continuare la sua attività , sostenere i costi e il pagamento degli stipendi ai collaboratori.
La clientela viene avvisata che il prodotto venduto non è quello commercializzato dall'azienda di cui è esposto il marchio, ed il differenziale che emerge tra prezzo si acquisto e prezzo consigliato di vendita viene quasi interamente versato all'azienda. Ci teniamo a precisiare che questa è una iniziativa clamorosa, legata a condizioni specifiche difficilmente ripetibili e che pertanto vi preghiamo vivamente di non imitare.
Ora Pasquale Minuto, a distanza di 15 giorni, è ancora sull'impianto e svolge (finalmente!) quell'attività di Gestore per cui aveva lasciato il precedente lavoro credendo in una svolta di vita. Adesso lo fa esercitando quella attività da vero imprenditore che, malgrado sia un termine abusato dalle compagnie durante la compravendita di capitale umano, finora era rimasto un puro concetto di carta e non di fatto.
Noi lo abbiamo incontrato in occasione della riunione degli Aassociati in Partecipazione svoltasi il 07 ottobre a Brescia e lo abbiamo intervistato. Con l'occasione, ci ha chiesto di divulgare l'indirizzo di un altro sito di informazione che riporta l'intervista-video fatta nel giorno della mancata riconsegna. Noi vi invitiamo a farlo e a lasciare un commento di solidarietà e sensibilità alla delicata vicenda.
Adobe Flash Player not installed or older than 7.0.14!
Ma come non imitare ragazzi. Per favore ragazzi. Ma cos'altro ci vuole per darvi una scossa e farvi capire che bisogna lottare. Questo poverino ha dovuto fare tutto da solo e nell'anonimato ( e non mi venite a dire che aveva un delgato sindacale di supporto perchè sono sicuro che il peggio lo ha passato da solo) ede ora che ha vinto non vi fa scattare neanche un pò di orgoglio di appartenenza ad una categoria che non molla mai.
La precisazione fatta è d'obbligo. La legge al momento non permette di rifornirsi nel libero mercato. Il collega, inoltre, ha un contratto in associazione, dove anche il registro UTF è intestato all'associante. La doverosa precisazione nella speranza di evitare martiri inutili. Il collega ha anche l'assistenza di una delle tre sigle sindacali nazionali citate nell'intervista video.
vorrei solo una cosa: che preciso preciso ci avviassimo davvero verso una mobilitazione generale. non è possibile che ci sono tanti focolai di contestazioni sparsi lungo tutta la penisola e non si riesca a trovare una strategia unica o che comunque metta in atto forme di protesta condivise da tutti per il bene di tutti.
io credo che ormai siamo gli unici a non voler guerreggiare, perchè per chi non se ne fosse accorto ci stanno scaricando addosso più fuoco di quanto ne abbiamo respinto in tanti anni.
almeno ditelo chiaramente si salvi chi può ed ognuno pensi a se stesso. se così non fosse organizziamoci a livello nazionale.
di motivi ce ne sono tanti: castelfranco che prima o poi toccherà a tutti, aico (shell), iperself (agip),.... e chi più ne ha ne metta.
ammiro i colleghi "davide".
anche se non capisco come mai sia potuto accadere che anche UN SOLO impianto fosse dato in associazione in partecipazione senza che a priori fosse fermato il tutto.
daltronde la legge parla chiaro!.
..o forse, capisco ma non voglio crederci...
Pasquale, le mie condizioni sono identiche alle tue (dopo il diploma ho seguito lo stesso percorso di studi).
Per accontentare il retista (associante) devo sottostare ad un orario di lavoro massacrante, senza chiusure e senza ferie (neanche per malattia).
Per fortuna gestisco anche un piccolo bar che, nel tempo, sono riuscito a far funzionare.
L'azione che hai intrapreso è molto pericolosa, non riesco a capire come gestirai i carichi e gli scarichi dei carburanti e sopratutto non riesco a capire come gestirai contabilmente le fatture relative ai DAS.
Ho paura che dovrai subire azioni legali da parte del colosso Agip.
Spero con tutto il cuore che la legge, per una volta, sia dalla parte del più debole.
Ti sei esposto in maniera estrema, una soluzione positiva della vicenda avrebbe risvolti positivi anche per tutti noi pseudo-gestori.
Pubblicità è progresso? E' scattata l'ora X delle campagne promozionali IPERSELF ed ESSOSELFPIU', ovvero le speciali modalità di rifornimento che tramite gli accettatori...
Chi lotta può perdere chi non lotta ha già perso Succede che tra un insulto ed una minaccia ( ancora, l'ennesima), tra una pressione e l'altra, tra frasi come "la società non sarà contenta, ti...
Love boat in casa eni Mare profumo di mare....sento che sto lasciandomi andare....è colpa del mare del cielo e del mare sento che sto lasciandomi andare...questo sole che...
Riforma carburanti, ecco le principali novità Staffetta Quotidiana - Nessun vincolo al self service pre pay durante le ore di apertura e agli impianti completamente automatizzati (“ghostâ€);...
Se crisi c'è di GCA Staffetta Quotidiana - Il governo e chi per lui (Berlusconi, Tremonti, Sacconi e Saglia) farebbero bene a non prendere sotto gamba e...
La Gisc al colloquio con Saglia Si è svolto nei giorni scorsi un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra la Gisc, il sindacato dei Gestori delle province del Veneto ...