E la consistenza dei cani di Quartu
di Brunella
Molti di voi avranno già avuto la possibilità di vedere alla TV il nuovo spot di Eni. "Quello della sabbia", per intenderci. La famosa artista israeliana autrice del sensazionale video che circolava in rete fino a qualche tempo fa, ha riscosso talmente tanto successo che di questa arte ha fatto il proprio mestiere. Riportiamo testualmente dal sito dell'eni alcune considerazioni sul nuovo spot: "Performer e video artist, Ylana ha interpretato per eni tre temi fondamentali per l'azienda: l'internazionalità intesa come l'energia che si genera dallo scambio culturale, la ricerca, tema portante sul cui fronte l'azienda è impegnata costantemente e il rispetto indispensabile elemento alla base di ogni rapporto che eni sviluppa." Leggendo queste poche righe, ma così ricche di argomentazione, balza subito all'occhio che l'unica coerenza esistente è proprio quella che sta nelle parole scritte su un elemento come la sabbia:
nessuna consistenza. Le parole scritte sulla sabbia, infatti, svaniscono troppo in fretta senza dare il tempo ai fatti di legittimare ciò che esse rappresentano.
Per quanto riguarda il rispetto, ognuno di noi avrà la propria concezione, certo, ma a questo proposito ci chiediamo cosa penserebbero del valore del succitato concetto eletto come uno dei tre capisaldi dei valori eni, i cani di Quartu S.Elena. (Sappiamo già cosa ne pensa il Gestore....Il Gestore sa che gli uomini che lavorano per eni obbediscono quando questa chiama... anche i cani obbediscono al loro padrone, ma per devozione, non per codardia.) Sicuramente ricorderete tutti a quale situazione facciamo riferimento, perché anche noi di GC ce ne siamo occupati. Dobbiamo quindi chiederci se nel concetto di rispetto, eni intende anche l'atto di allontanare coercitivamente i cani mantenuti dal personale in un'area adiacente al distributore, con la motivazione di pregiudicare l'immagine e il decoro della stazione di servizio. Come emerge dal video che qui sotto vi riportiamo, le bestiole sono trattate più che dignitosamente e non sono mai state oggetto di lamentele da parte dei clienti e degli abitanti del posto che anzi sono solidali col Gestore.
Non scomodiamo la mitologia per definire questa vicenda come l'ennesimo atto di forza di Davide contro Golia. E' solo un'espressione, decisamente più bassa della media, della fantasia che spesso hanno le compagnie nel trovare espedienti per "cacciare" il Gestore, che guarda caso, a Quartu, ha il contratto in scadenza. Cosa si prospetta all'orizzonte? Un agip rete,una produttiva "razionalizzazione" o la collocazione di qualche "figlio di Bossi" locale?
Nel video, il giornalista si pone un emblematico interrogativo: come può un'azienda che ha come proprio simbolo un cane, interdire proprio la presenza dei cani su un impianto? Anacronistico quanto basta per includere nell'argomentazione anche i tre capisaldi che rappresentano i valori dell'azienda riportati a inizio articolo.
Continuiamo a leggere il sito eni a proposito dello spot e leggiamo "Un trattamento innovativo che parla di tematiche importanti attraverso un linguaggio onirico che accompagna lo spettatore in un viaggio ideale nei valori eni" Si, di eni, di shell, di exxon...ovvero di tutte le multinazionali petrolifere che hanno tra i loro obiettivi primari quello di garantire l'utile all'azionista. Leggi scaroni. "ho 300.000 azionisti affamati di dividendo"
In conclusione, forse il nostro articolo non basterà a sostenere la causa dei colleghi di Quartu ma la denuncia è un atto sempre dovuto e necessario, specialmente per una causa di abuso. Per quanto riguarda eni, crediamo che il danno d'immagine più grande se lo stia procurando da sé, con buona pace della scheda del cliente misterioso alla quale forse da domani aggiungeranno una nuova casella: PRESENZA CANE A QUATTRO ZAMPE...
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