
Negli utlimi giorni abbiamo assistito alla vicenda legata all'avvio del concorso dell'Eni YOU & Eni ( ex YOU & AGIP). Sono da subito circolate voci, avvallate dalla predisposizione del documento di adesione, che indicavano il pagamento di una quota/punto da parte dei Gestori aderenti alla nuova campagna promozionale. Una richiesta senza precedenti per la quale
la promo è stata sempre, per i gestori Agip, gratuita in virtu di alcuni fattori tra cui un
margine dei Gestori Agip inferiore a quello dei colleghi delle altre compagnie.
Si è da subito fatta sentire la Fegica, denunciando con due edizioni di Controdistribuzione la volontà di Eni di richiedere un contributo. Anche Faib e Figisc hanno subito precisato che se l'azienda avesse confermato le voci circolanti si sarebbe arrivati alla rottura di quell'accordo tanto discusso e tanto criticato siglato il 28 luglio da solo due delle tre organizzazioni di categoria e di cui tanto già abbiamo discusso.
Tra le motivazioni per giustificare l'onere a carico dei Gestori, è circolata con più insistenza quella per la quale l'azienda avrebbe registrato su circa 120 impianti ( il 2,79% su 4300) un carico punti maggiore dei litri venduti. Una motivazione alquanto discutibile visto che per sopprimere tali comportamenti la stessa azienda dispone già dal 2005 di una procedura per monitorare e contrastare tali comportamenti. Inoltre tali comportamenti, qualora fossero veritieri nella misura comunicata dall'azienda, sono soprattutto frutto dell'inadeguatezza dei sistemi informatici di una parte di impianti non dotata di terminali cosidetti "Asserviti". Infatti questo comportamento è impraticabile dai Gestori di quelle stazioni di servizio dotate di FTPOS gestionale asservito, dove in base all'importo effettuato il gestore è costretto a compiere l'operazione di accredito dei punti sulla card in un tempo prestabilito, pena la perdita della possibilità di accredito. Oltre all'impossibilità di caricare punti in mancanza di una erogazione effettiva. Insomma, se davvero fosse rimasto tutto come nelle intenzioni dell'azienda, ci sarebbe stata una beffa dal valore doppio per tutti quei colleghi al contrario rispettosi e privi di quel privilegio che troppe volte è sfociato in un'altra delle tante diseguaglianze all'interno della stessa azienda.
Detto ciò, ci fa riflettere la posizione di Faib e Figisc capaci di minacciare la rottura di un accordo,  come se mantenerlo in vita sia già più un vantaggio per l'aziende che per gli stessi Gestori. Impressione che finora abbiamo avuto in troppe occasioni. Accordo, oltre che discusso e discutibile, non rispettato ancora appieno dalla stessa azienda.
Insomma, a guardare bene, nonostante la retromarcia dell'Eni ed i comunicati di stampo trionfalistico, abbiamo l'impressione che la vicenda non sia completamente chiusa e che dei rapporti tra Eni e Gestori  saremo costretti ancora a parlare a lungo. Noi speriamo di no, ma visto i precedenti ci contiamo poco.
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