GORLA MINORE - Varesenotizie.it "Aboliamo le commissioni sulle carte e facciamo che la benzina si possa pagare solo con quelle". Ecco la soluzione dei benzinai per evitare rapine sempre piĂą frequenti. Tanti i benzinai, gestori di distributori presenti oggi al funerale di Angelo Canavesi.
Secondo loro ci sarebbe un modo molto semplice per combattere furti e omicidi commessi da tanti balordi: fare in modo che i rifornimenti non vengano pagati in contanti.
La proposta la fĂ Vincenzo Pezzuto, gestore di un'area Agip a Cesano Boscone e vicepresidente Figis Milano, ma i colleghi presenti sono tutti d'accordo: bisogna svuotare i portafogli dei benzinai, bottino troppo ghiotto per ladri e balordi. Soldi che, tra l'altro, non sono neanche di loro proprietĂ : la percentuale sul prezzo della benzina che resta nelle loro tasche si aggira infatti attorno al 2%, il resto se lo intascano lo Stato e le compagnie petrolifere. "Iniziamo a togliere le commissioni su bancomat e carte di credito. A quel punto tutti pagherebbero la benzina con le carte e noi potremmo piangere molti colleghi in meno" spiega proprio Pezzuto.
CERTEZZA DELLA PENA
Luca Squeri, presidente nazionale Figis, la federazione dei gestori di impianti di carburante torna sulla questione della morte di Angelo Canavesi. "Non è il primo e purtroppo non sarà neanche l'ultimo. Siamo qui proprio per testimoniare come la nostra tristezza sia arrivata a un livello non più sopportabile. Non pensiamo che si possa abolire tutto il male della terra" continua Squeri "ma chiediamo un maggior contrasto contro la criminalità . Chiediamo soprattutto la giustizia della pena: questi delinquenti si troveranno, poi però bisogna fargli scontare una pena certa e giusta per il gran male che hanno fatto".
L'ODIATO BENZINAIO
Secondo Arkadi Urbinati, gestore di un distributore Agip in viale Lorenteggio a Milano, bisogna anche lavorare sulla percezione che la gente ha della sua categoria. "La gente ci considera come dei banchieri, ricchi e pieni di soldi. In realtà noi lavoriamo 365 giorni all'anno, 10/12 ore al giorno sugli impianti ed altre ore a casa. Lo facciamo con passione, ma bisognerebbe capire che i soldi che gonfiano i nostri portafogli non sono nostri. Noi paghiamo la benzina in anticipo e il nostro guadagno è di poco superiore al 2%, mentre la gente pensa che su 10 euro il mio guadagno sia di 5". Urbinati si definisce un "benzivendolo" e se la prende con i benzinai disonesti che rovinano la categoria. "I truffatori ci sono in ogni categoria, non è però che se un solo benzinaio ha taroccato la sua bilancia allora ci devono andare di mezzo tutti". Arkadi racconta un episodio che l'ha particolarmente colpito. "Stavo guardando un programma in televisione ed è emerso che il lavoro che gli Italiani vorrebbero fare di meno, in assoluto, è quello del benzinaio. Avevo davanti mio figlio di otto anni e volevo morire". Sono queste le persone che per pochi euro rischiano, tutti i giorni, la loro vita.
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