Inchiesta del mensile AUTO di Enrico De Vita
I costi della benzina? È bravo chi li capisce perché da qualche tempo sono incomprensibili e al limite del nebuloso. Ma ora è intervenuto il Garante...
RICORDATE le prime macchinette pre-pay istallate presso le stazioni di servizio? Mettevi una banconota da 5000 lire e ti spettavano sette litri di benzina, oggi con 2 euro e mezzo non arrivi a due litri. Bei ricordi.
Lo strano, però, era che quando usavi la macchinetta, la benzina costava di più, almeno 20 lire al litro. E, se era di notte, il sovrapprezzo toccava 50 lire. "Le macchinette costano, poi di notte bisogna lasciare accese le luci della stazione e infine c'è il tariffario che
prevede un prezzo maggiore in orario notturno", si giustificavano i gestori.
Ora le cose sono cambiate. Quando è in funzione il pre-pay la benzina costa meno. A volte molto meno. In compenso hai qualche brutta sorpresa durante il giorno.
Sentite questa. Fine dell'estate, Sarzana (SP), statale della Cisa, devo fare gasolio, vedo un bel cartello con la scritta "SELF -60" proprio al centro di una stazione di rifornimento Total, fra le due pompe. C'è anche il tabellone con i prezzi, e mi sembrano decisamente interessanti. Mi va, spengo il motore, afferro la pistola e inizio a gorgogliare. Quando sono al pieno, guardo il display della pompa e mi accorgo che il prezzo non è quello segnato nel cartello: la colonnina sta erogando gasolio a 6 centesimi di più. Blocco la pistola e mi rivolgo al gestore: Ma qual'è il prezzo giusto?" - "Quello della pompa, - è la sua risposta - non vede che nel cartello dei prezzi c'è scritto «durante l'orario di chiusura»! È vero, al centro del cartello (l'unico cartello prezzi della stazione), scritto in piccolo, a mano, col pennarello, c'è la presunta spiegazione della fregatura nella quale sono caduto come un piccione. "Che scherzo è questo? - ribadisco - Non si può vendere un prodotto a un prezzo diverso da quello esposto. È una regola generale del mercato, che vale per qualunque merce. Per i carburanti, poi, si può esporre solo il prezzo effettivamente praticato in quel momento. È una legge del 1999. Così ingannate la gente, avete commesso un abuso".
"Guardi, lo dica all'ispettore della Total, è lui che ci ha obbligati a esporre quel cartello: è quel signore dentro la macchina".
A quel paese
Vi risparmio il seguito, perché non c'è. "Faccia quel che vuole e vada a quel paese" è stata la risposta dell'ispettore.
Chiamo l'Unione Petrolifera, racconto la vicenda, mi rispondono: "Hanno commesso un abuso, il distributore deve indicare solo il prezzo finale, è una legge dalla compagnia. Per il resto il prezzo dei carburanti è assolutamente trasparente, subisce controlli quotidiani, è il più indagato e osservato rispetto a tutti gli altri prodotti. Molto più del prezzo del pane e del latte".
Non ne siamo molto convinti. Ragioniamo. Intanto sono le aziende petrolifere che stampano quei cartelli, con quelle indicazioni ambigue. Poi li impongono alle stazioni di servizio.
Il primato in ordine di tempo, spetta indubbiamente all'Agip, che - nel fare la cosa giusta, cioè uno sconto - ha riempito mesi fa i suoi distributori "che partecipano all'iniziativa" con pannelli che reclamizzavano la riduzione di "10 centesimi nelle ore di chiusura sul prezzo del servito". Ovvio che le altre aziende (non tutte per la verità) siano seguite a ruota, con qualche disinvoltura e non pochi giochi di prestigio. Guardate a pagina 99 una carrellata di cartelloni ingannatori, fotografati nell'ottobre scorso. Tuttavia, da qualche settimana è scomparso il cartello dall'Agip, mentre la Esso lo ha sostituito con un pannello senza prezzi. Sapete cosa è successo? È successo che il 6 ottobre scorso, il Garante per la sorveglianza sui prezzi ha parlato al Senato. Ecco cosa ha detto.
Specchietti per le allodole
"È andata smarrita per il consumatore la percezione del prezzo, che si riduce a una congerie di sconti e di offerte sulle quali non vi è alcuna chiarezza. Quello che oggi produce maggiore disorientamento è la cartellonistica degli sconti esposta in strada. Sono indicazioni diverse e disomogenee, incomprensibili, a volte volutamente ingannevoli". Roberto Sambuco, così si chiama Mister Prezzi, ha infatti spiegato che oggi gli automobilisti decidono di andare a rifornirsi in un distributore piuttosto che in un altro perché è esposto un cartello che promette sconti. Ma nel cartello non è chiaro se e quando lo sconto verrà effettivamente praticato e, soprattutto, non è chiara la base da cui si parte. "Alcuni - spiega Sambuco - scrivono che lo sconto si deve calcolare rispetto al prezzo del ministero, ma il ministero non dà alcun prezzo". E comunque sia, anche se lo desse, non potrebbe essere pubblico. Dunque, "non vi è alcuna chiarezza e spesso questi sconti diventano specchietti per le allodole, anche perché sono spesso valevoli solo per orari e periodi limitati".
Papale, papale. Era molto tempo che non sentivamo parole così chiare. Ma la confusione, chiamiamola così per benevolenza, non è solo di gestori e compagnie. Spesso ci sguazzano anche Comuni, Regioni, sindacati. Alla Q8 avevano deciso di incrementare i distributori totalmente automatici, con prezzi competitivi e senza personale. Ma in alcuni Comuni sono stati vietati per ragioni... misteriose. E pensare che i distributori del tipo Q8Easy garantiscono il rifornimento self-service pre-pay, 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, e prezzi costantemente inferiori a quelli praticati su impianti non automatizzati, con differenziale da 3,5 fino a 7 centesimi meno dei prezzi consigliati per la modalità "servito".
Tuttavia, anche l'aggiunta di colonnine self-service, pre-pay, con prezzi scontati, ha incontrato ostacoli: infatti, ne è stato vietato dai sindacati - a quanto ci risulta - il funzionamento durante gli orari di normale apertura. 0 meglio, quando è presente il gestore, gli sconti vanno a farsi benedire. Ovviamente, col risultato di mantenere i prezzi alti.
Il popolo dei bollini
Se, con lo specchietto degli sconti, le compagnie cercano di rubarsi l'un l'altra il cliente di passaggio, c'è anche il rovescio della medaglia, vale a dire una tecnica sopraffina per mantenere attaccato il cliente fedele. Sono i concorsi a premio, i punti fedeltà, le card elettroniche che attirano con cataloghi sfolgoranti di gadget e che impegnano tutto l'anno alla ricerca della stazione col marchio cui si è giurata fedeltà per tutto l'anno. Secondo la Esso il 25% degli automobilisti fa la raccolta punti, secondo la ERG il 30%, mentre secondo la Q8 la percentuale sale al 50%. Per la Figisc (federazione gestori impianti stradali), invece, il popolo dei bollini è in diminuzione, perché "la particolare attenzione rivolta ai prezzi dei carburanti da un decennio a questa parte ha indotto nel consumatore un maggiore interesse per il prezzo finale piuttosto che per i regalini e, di conseguenza, un minore appeal di queste iniziative promozionali". Ma poiché le promozioni costano (ai gestori viene chiesto un contributo che varia in funzione della grandezza dell'impianto, e comunque si aggira su 1-1,2 centesimi al litro), non tutte le stazioni di rifornimento aderiscono al "giro". Onde la frase fatidica, che sentiamo alla radio, che promette il regalo, lo sconto, la card "ma solo presso i gestori che aderiscono all'iniziativa". Piccolo particolare: nessuno ti dice quali sono questi gestori, né ti indica ove trovare l'elenco.
Quanti gestori aderiscono in media? Secondo Esso e Q8 sono oltre il 90%, secondo la Erg si fermano all'85%. Una volta le promozioni si facevano raccogliendo bollini, e i premi si ritiravano senza dover corrispondere alcun contributo economico. Poi qualche pasticcio, per non dire di peggio, ha fatto intervenire il Garante, ha introdotto il contributo in denaro e resa necessaria l'adozione delle card elettroniche. Per esempio, i bollini (dei quali il gestore ne riceveva un numero proporzionale ai litri di carburante acquistati) non sempre venivano richiesti dagli automobilisti e allora erano "intercettati" dai gestori o dai loro dipendenti che facevano incetta dei premi più richiesti. A volte, sono stati i premi stessi a suscitare perplessità per il loro valore reale, rispetto al prezzo esposto nei cataloghi (obbligatorio per legge, ma di fatto evaso con la trovata del contributo parziale in euro). Per ovviare ai bollini intercettati e ai premi made-in-china, oggi sono universalmente adottate card elettroniche, a prova di furbo. Alcune compagnie hanno un computer che gestisce le card ed è perfino in grado di vedere se Tizio (per esempio, un gestore) fa più pieni di benzina, nello stesso giorno, rimanendo fermo nella stessa stazione.
Ma quanto costano queste iniziative alle compagnie? In media, da 1,5 a 2,5 centesimi al litro. Come dire che se si eliminassero i bollini, i carburanti potrebbero ribassare di colpo della somma di quanto investono gestori e compagnie: da 2,5 a 4,2 centesimi al litro. Bel colpo! Ma è una speranza senza né capo né coda: sentite cosa ci hanno risposto dalla Q8: "Anche se le promozioni venissero cancellate questo non recherebbe alcun beneficio al consumatore in termini di prezzo perché le promozioni sono un investimento che si configura come costo d'impresa non trasferito al consumatore".
Peccato, perché i gestori ci starebbero anche, ecco cosa dice la loro federazione:
"Teniamo conto che il mercato di oggi non è quello di ieri: ci sono fenomeni esasperati di concorrenza che puntano all'aggressività del prezzo e un maggior numero di impianti, con nuovi punti vendita, "pompe bianche" e impianti nei supermercati, che mettono a dura prova le stazioni tradizionali. Tutto questo non si contrasta con promozioni o regali, che al Gestore non portano assolutamente nulla in più. Noi vedremmo solo con favore l'eliminazione delle promozioni, ma non pensiamo che il prezzo dei carburanti possa scendere in misura significativa".
Ricordiamo che la legge 496 del 1999, articolo 2, comma 5, diceva testualmente: "Il consumatore, che abbia conseguito il diritto all'omaggio, a decorrere da I 30 giugno 2000, può optare per il ritiro dell'omaggio o per la riduzione del prezzo da pagare per la fornitura del carburante in misura pari al costo diretto unitario dell'omaggio" E allora? Allora non resta che liberalizzare ancora di più il mercato, togliendo a Regioni, Comuni, Compagnie e sindacati il potere di veto, ampliando gli orari, estendendo il self service, favorendo il pre-pay. E chiedendo agli automobilisti di premiare le compagnie più attente e corrette, magari rinunciando alle promozioni. Solo se i clienti snobberanno i regalini, il mercato diventerà più trasparente. Le compagnie, non rinunceranno mai perché sono convinte di veder crollare le loro quote di mercato. E nessuna avrebbe il coraggio dì essere la prima a farne a meno.
UNA CARRELLATA di cartelli prezzi fotografati nell'ottobre scorso, presso le stazioni di servizio. Per legge devono riportare solo il prezzo vero, applicato in quel momento. Invece ce n'è di tutti i colori. Dallo sconto, che non viene praticato subito ma solo nell'orario di chiusura (scritto in piccolo, illeggibile, come nella foto 1), al prezzo di riferimento per quello sconto, che è sempre misterioso (vedi foto 2). Quanti automobilisti, infatti, sono a conoscenza del prezzo depositato giornalmente al Ministero da quella compagnia? Per finire con i Veri e propri trabocchetti. • La foto 3 indica uno sconto sul self (in lontananza si vede il "meno 60"), e riporta anChe i prezzi che dovrebbero essere quelli effettivi, visto che il cartello è piazzato sulla pompa. Ma non è così.
Guardate, infine, le due foto 4 e 5, riprese nello Stesso istante presso la Stessa stazione. La prima reca in grande la scritta "Self" e promette lo sconto I \ di 3 centesimi. Ma se aliar- I ghiamo la visione alla foto I 5 vediamo che i prezzi so- I no gli stessi e che si tratta I di un "servito". Domanda: I Jsu cosa si calcolano gli I I sconti di 3 centesimi?



Fonte: mensile AUTO dicembre
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