La benzina sfiora 1,4 euro al litro I consumatori: "È speculazione".Su i listini di Agip, Q8, Shell e Tamoil I petrolieri: in linea con il mercato.
Il prezzo della benzina cresce fino a sfiorare 1,4 euro per litro e così rivede il livello di ottobre 2008, quando la crisi economica internazionale cominciava appena a entrare nella sua fase più acuta deprimendo anche i consumi dei carburanti e (di conseguenza) i loro listini. Adesso la crisi non è per niente finita ma i prezzi di benzina e gasolio sono tornati come prima. Questo andamento fa gridare alla speculazione le associazioni dei consumatori, mentre le compagnie petrolifere dicono che le nuove quotazioni sono proporzionate al prezzo del barile di greggio e a quello dei listini internazionali dei prodotti raffinati.
Ieri hanno aumentato i prezzi «consigliati» quattro compagnie: Agip, Q8, Shell e Tamoil. Come capita da un po' di tempo a questa parte, la Shell ha fatto segnare il massimo a 1,397 euro al litro, ad appena tre millesimi di euro dalla soglia di 1,4. Le associazioni dei consumatori calcolano che oggi il pieno di «verde» di una grossa auto costa in media 70 euro, contro i circa 58 di un anno fa. In rialzo è anche il gasolio, che nei distributori Shell ha raggiunto quota 1,234 euro al litro.
Adusbef e Federconsuma-tori puntano il dito sulla speculazione e parlano di variazioni «del tutto ingiustificate dei prezzi», da cui deriverebbero, tra costi diretti e indiretti, 171 euro Tanno in più per famiglia. Secondo i calcoli delle due associazioni, considerando la quotazione del petrolio che al momento oscilla sugli 80 dollari al barile, e inoltre il cambio euro/dollaro e lo scarto fra il
prezzo industriale dei carburanti Italia e quello nel resto d'Europa, il prezzo della benzina per ogni litro potrebbe essere tagliato «di 9 o 10 centesimi al litro». Adusbef e Federcon-sumatori chiedono al governo di «bloccare le speculazioni, istituire una commissione di controllo sulla doppia velocità dei prezzi e avviare la completa liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti». Alle accuse risponde l'Unione petrolifera (che federa le compagnie), spiegando che gli aumenti «sono conseguenza del deciso apprezzamento, non solo del petrolio, ma anche e soprattutto delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati rilevati quotidianamente dal Platts». In particolare, aggiunge l'Up, «a far data dalla fine di febbraio la benzina a livello internazionale si è apprezzata di 2,3 centesimi euro al litro contro gli 1,7 del prezzo interno al netto delle tasse». Secondo TUp «i numeri che smentiscono qualsiasi ipotesi di doppia velocità ».
Fonte: La stampa
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