I PROBLEMI DEL SETTORE INTRECCIATI ALLE "MANOVRE" MINISTERIALI
MR. PREZZI, IL BONUS E I MURI.
Ci risiamo! Il nuovo Mr. Prezzi, al secolo Roberto Sambuco, non resiste alla tentazione e si candida, buon ultimo, a passare alla storia per essere il vero ed unico responsabile dell'abbattimento dei prezzi dei carburanti in Italia.
Ieri, di fronte ai Senatori della Commissione Industria, Mr. Prezzi torna ad attaccare i petrolieri (ma, a dire il vero, con molta piú cautela di qualche settimana fa') ed i loro margini industriali e si indigna per la giungla delle pubblicitá dei cosiddetti sconti, che ormai fanno bella mostra di sé ovunque, senza alcuna regola.Certo, su quest'ultimo argomento, se la dovrá vedere direttamente con l'Antitrust che ha modificato le sue precedenti impostazioni sulla pubblicitá ingannevole, immolate sull'altare pagano dell'Iperself Agip. Il resto é una semplice conseguenza, cosicché -a meno di "leggi ad personam", sempre possibili in questo Paese- non sará semplice mettere giustamente fine al caos, senza torcere neanche un capello ad Eni e a Scaroni.
Ad ogni modo, Mr. Prezzi ha la sua ricetta che, francamente, non brilla per originalitá: sostanzialmente orari liberi (chi glielo dice che Governo e Parlamento sono giá intervenuti giusto un anno fa') e potenziamento dei self service pre-pay, anzi, meglio, direttamente impianti ghost senza gestore. Tacciamo, per caritá di patria, sulle nuove beffarde promesse sulle attivitá non oil: si tratta, in ordine di tempo, della 35° volta che provano a rivenderci lo stesso tappeto.
E la punizione per i petrolieri cattivi che guadagnano troppo? Persa nei meandri delle elucubrazioni.
Qualcuno -malignamente- fa' presente che la ricetta di Mr. Prezzi assomiglia molto da vicino alla sintesi di quel guazzabuglio di "ingredienti" che, in ordine rigorosamente sparso, le compagnie petrolifere hanno caldeggiato nel corso delle audizioni fatte recentemente al Ministero.
In realtá, fatta eccezione per i concetti "flessibilitá contrattuale" e "clausola di recesso", che qualcuno considera giá incassati e che non ha alcun interesse a "socializzare" per conservare il vantaggio competitivo acquisito, sembra proprio la lista della spesa che i funzionari dell'Eni presentano al Governo almeno da ottobre del 2006.
Al solito, c'é da chiedersi quando avremo il piacere di assistere ad una reazione d'orgoglio del resto dell'industria, tutta (o quasi) relegata al ruolo di comprimaria.
Considerare tutto questo l'ennesima rappresentazione di uno spettacolo giá visto e, quindi, innocuo, sarebbe un errore.
Per il settore, innanzitutto, spinto nuovamente sulla strada della mera destrutturazione (per non dire sfascio), da chi, al contrario, avrebbe il compito istituzionale di promuovere un progetto politico lungimirante e di prospettiva per un comparto industriale strategico.
E per i Gestori, la cui capacitá di interlocuzione con le Istituzioni in generale ed il Ministero in particolare appare innegabilmente minata dalla prova di forza -prima annunciata e poi puntualmente realizzata- di Eni e dalla conseguente rottura del fronte sindacale.Il "bonus fiscale", in questo contesto, rischia di essere -nelle intenzioni che nei corridoi ministeriali si rincorrono- non giá un "atto dovuto" nei confronti della categoria, ma un elemento di scambio per introdurre una nuova manovra ai danni dei Gestori e dei cittadini ingannati, da presentare strumentalmente, sul piano della comunicazione, come "liberalizzatrice, modernizzante ed innovativa".
Ce n'é a sufficienza per organizzare una risposta decisa della categoria. Di tutta la categoria.
Onestamente non ci appassiona la ricerca del "costruttore di muri" da altri evocati, ma crediamo di poter dire che la Fegica abbia dato ampia dimostrazione, nei fatti, del valore che ha sempre inteso affidare alla ricerca della mediazione e dell'unitá sindacale.
Non possiamo, perció, che ben accogliere gli auspici letti, volendo riconoscere in questo l'annuncio del ritiro di un tentativo di conventio ad excludendum, che, per quanto non temuto, non potrebbe certo aiutare il giá difficile tentativo di ricucitura a cominciare dalle "cose concrete".
La Fegica, che non chiede a nessuno ma a cui nessuno puó chiedere di rinunciare alle proprie battaglie fatte in nome dell'interesse della categoria, é pronta a fare la sua parte.
Pubblichiamo, di seguito, il testo della comunicazione inviata al Ministro Scajola ed altri.
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On.le Claudio Scajola
On.le Stefano Saglia
e, p.c. Dott. Luigi Mastrobuono
Dott. Claudio Nardone
Ing. Guido Bortoni
Roma, 07.10.09
Dott. Roberto Sambuco
Ing. Gilberto Dialuce
Ministero sviluppo economico
Oggetto: Distribuzione carburanti. Richiesta incontro urgente.
Egregio Signor Ministro, egregio Signor Sottosegretario,
la scrivente Federazione non puó che lamentare, giá in premessa, il suo profondo rammarico per il pressoché totale silenzio con il quale codesto Ministero continua a rispondere alle numerose e ripetute sollecitazioni in ordine alla ripresa dell'iniziativa politica ragionata, indispensabile ad un settore come quello del petrolio e della distribuzione carburanti, se -come la scrivente ritiene che sia- é interesse del Paese e dell'intera collettivitá evitare il suo certo collasso.
Non si tratta, in questo caso, tanto di "metter mano" ad "aiuti ed incentivi" per favorire la ripresa di un settore industriale pure strategico, coinvolto come ogni altro dalle conseguenze della crisi internazionale.
Appare, al contrario, ai nostri occhi (che abbiamo motivo di ritenere non essere isolati), necessario intervenire per evitare che venga portato a compimento un lungo processo di disfacimento del settore -a cominciare dalle ragioni stesse della sua esistenza, dal depauperamento delle sue risorse produttive ed economiche, dal declino degli insediamenti industriali- causato certamente dalla sua manifesta incapacitá di autoriformarsi, ma anche dall'indeterminatezza e dalla drammatica assenza, almeno decennale, di un progetto complessivo che la Politica non ha trovato il tempo e le ragioni per redigere.Una Politica latitante se non per rispondere -e, a volte, utilizzare strumentalmente- le cicliche e stucchevoli polemiche sul prezzo dei carburanti.
In tutto questo, le speranze condivise che erano state affidate alla stesura del Protocollo d'Intesa del 20 giugno 2008 -sottoscritto nell'ambito di una concertazione complessiva che ha consentito il varo dell'intervento legislativo dell'agosto 2008 e la conseguente chiusura della Procedura d'Infrazione avviata dalla Commissione Europea- sono state inspiegabilmente deluse da codesta Amministrazione.
Speranze, va sottolineato, che non scaturivano solamente dalla previsione di interventi meramente "corporativi", per quanto dovuti ed assolutamente ragionevoli: il valore del contenuto del citato protocollo risiede proprio nella sua visione di "sistema" e nell'intento intrinseco volto ad interve-nire, per la prima volta e finalmente, in aspetti sostanziali ed indispensabili per completare il processo di liberalizzazione ed ammodernamento della rete, favorendo il recupero delle capacitá concorrenziali dei Gestori -tuttora conculcate- a concreto beneficio dei consumatori e del Paese.
Proprio in considerazione della valenza politica dei sud-detti contenuti, é da ritenere che Ella, Signor Ministro, abbia voluto allora controfirmare personalmente un tale documento.
Invece, non ha mai visto la luce neanche il cosiddetto Tavolo del Petrolio o delle Regole, che, infine, aveva persino ricevuto un significativo "via libera" dell'Antitrust, alla presenza di autorevoli esponenti ministeriali, proprio in occasione del recente Congresso Nazionale della scrivente.
A fronte di questo, si deve registrare una ripresa dell'attivitá ministeriale che, nella persona del Garante per la sorveglianza dei prezzi, avvia diverse tornate di "consultazioni" con le compagnie petrolifere, escludendo i rappresentanti dei Gestori che non solo sono operatori fondamentali della filiera, ma, nella loro qualitá di titolari di imprese autonome, sono -come dovrebbe essere a ciascuno noto- gli unici titolati dalle norme nazionali e comunitarie a poter fissare i prezzi al dettaglio dei carburanti. Una sottovalutazione del ruolo dei Gestori e delle loro Organizzazioni di categoria -oltreché del quadro normativo di riferimento- che non poteva che alimentare quella serie di considerazioni formalizzate dal medesimo Garante nel corso della recente Audizione al Senato, che riportano le lancette dei ragionamenti a prima dell'avvio di questa legislatura e del Suo insediamento. Ragionamenti che, ad eccezione della pubblicitá dei cosiddetti "sconti" (sui cui, peró, Mister Prezzi appare in rotta di collisione direttamente con tutti i piú recenti pronunciamenti dell'Antitrust, dall'introduzione dell'Iperself Agip in avanti), vedono la scrivente Federazione nettamente e motivatamente contraria e pronta ad attivare ogni possibile iniziativa sindacale e politica di contrasto, ove il Ministero dovesse confermarne i contenuti. Proprio per poter approfondire tali temi e nell'auspicio, invece, che si possa riannodare il filo del discorso avviato con la firma del Protocollo d'Intesa, la scrivente Federazione chiede che Ella, Signor Ministro, ed il Sottosegretario Saglia possano urgentemente convocare le Organizzazioni di categoria dei Gestori.Cordialitá vivissime.
F.to Roberto Di Vincenzo
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