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Figisc Anisa News 53/2009

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figisc2901OGGI LA DISFIDA TRA CONSUMATORI ED UNIONE PETROLIFERA: OCCASIONE PER FARE CHIAREZZA O CONTINUARE A FARE DISINFORMAZIONE?

Oggi si tiene al Ministero dello sviluppo economico l'annunciato incontro-scon­tro tra il CNCU (il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) e l'Unione Pe­trolifera, incentrato sulla vexata quae­stio dei prezzi dei carburanti. Poiché sull'argomento abbiamo avuto molto spesso occasione di pronunciarci (non ultimo in occasione dell'audizione presso la Commissione Controllo Prezzi del Senato dello scorso 2 dicembre), volentieri avremmo preferito esimerci dal ritornarvi sopra, limitandoci a fare da spettatori ad un match che si pre­annuncia combattuto. Tuttavia, si deve mettere in conto che il dibattito sui prezzi molto spesso intorbidato da pregiudizi e, peggio, da strumentalizzazioni che, nel "fare le pulci" al sistema distributivo promet­tendo orizzonti "alternativi", mirano i-nequivocabilmente a gettare bacinella, bambino ed acqua sporca nella stessa discarica, ivi inclusa, cioò direttamen­te od indirettamente, la categoria dei Gestori. Di qui la necessit... di tornarci sopra.

Si vedrà poi se la "disfida" sarà un'occa­sione per fare chiarezza sui meccanismi dei prezzi (e per "chiarezza" intendiamo la rimozione di tanti elementi pregiu­diziali, demagogici e decisamente infon­dati che usualmente vengono agitati sui prezzi, senza, peraltro, che alcuno si dia la briga di confutarli), o se si persevererà nel dialogo tra sordi, continuando a lucrare sulla rendita di posizione del "gioco delle parti", che serve solo a giu­stificare ruoli, più che a tutelare real­mente gli interessi rappresentati ovvero a contribuire a superare i limiti del siste­ma, prestandosi, peraltro, in coscienza o no, a fare il gioco di nuovi e più con­sistenti potentati.

lotta

Ci riferiamo, ovviamente, ad una serie di argomentazioni ricorrenti, che ci limitia­mo, per ordine di complessità crescente, a citare per memoria (tra le cose da cancellare, beninteso).

Come, ad esempio, l'argomento del­l'influenza del cambio tra euro e dol­laro sul prezzo finale, quando chiaro che le variazioni del cambio non pos­sono essere trasferite su "tutto" il prezzo finale, ma solo su quella com­ponente del prezzo che viene transata in valuta statunitense, e che vale, circa - a seconda del prodotto - dal 25 al 30 % (dato medio 2009) del totale, non essendo certo influenzabili dal cambio le imposte che gravano sui carburanti (mediamente il 62 % per la benzina ed il 55 % per il gasolio nel 2009), ovvero i costi ed i margini del sistema distributivo nazionale (che incidono dal 13 al 15 % mediamente sul prezzo finale).

Oppure, ad esempio, l'argomento del­l'incidenza sul prezzo finale delle quo­tazioni del prezzo del greggio, quando noto che il prezzo alla pompa viene, invece, determinato dalla quotazione del prodotto finito", non della materia prima non lavorata per gli usi specifici dell'autotrazione, prezzo che ha le sue specifiche variabili e stagionalità, an­corché abbia un'alta correlazione con il prezzo dei greggi più idonei a questi usi.

soldifigisc

Ovvero, sempre ad esempio, l'argomento delle "asimmetrie" (detto anche della "doppia velocità") dei prezzi, teoria secondo la quale i prezzi nazionali non recepiscono le variazioni del mer­cato internazionale con tempestività se non quando esse sono in incremento, diluendo, invece, l'effetto nel tempo nel caso di quotazioni in calo; sul quale basti osservare che, qualora si andas­sero a vedere i risultati, nel medio pe­riodo tra prezzi "reali" e quel prezzo "giusto" che avrebbe dovuto riverberare esattamente le variazioni del mercato internazionale, si noterebbe che le dif­ferenze sono apprezzabili dal quarto de­cimale di euro, ossia non sono apprez-zabili, visto che si paga ancora in cen­tesimi di euro e non gi... in decimillesimi. (Ricordando, beninteso, che tra la chiu­sura del listino dei prodotti "finiti" in­terviene un lasso di tempo di ulteriori due giorni per saggiarne le relative va­riazioni sul prezzo alla pompa, tre per le festività infrasettimanali e quattro per i fine settimana, in cui il mercato chiuso).

Pure, questo delle "asimmetrie", anche se scientificamente infondato e mera­mente propagandistico, un ricorrente cavallo di battaglia, che trova, per di più, autorevoli udienze in ambito parla­mentare.

E ancora, esemplificando ulteriormente, l'argomento dello " stacco" con l'Europa del prezzo industriale italiano (volgarizzabile anche con lo slogan "in Italia la benzina si paga di più che in Europa"): un argomento che ha un valore preven­tivamente condizionato dalle diversità dei metodi di rilevazione del prezzo usati dai diversi Membri della Comunità, ma anzitutto perché vi si confrontano realt... distributive radicalmente ed oggettiva­mente diverse da Paese a Paese. Anche in questo caso, ove si abbia la pazienza di analizzare non superficial­mente la questione, si vedr... che tale "stacco" (la cui media nel 2009 pesa per 0,036 euro/litro per la benzina e 0,035 per il gasolio) significa - espresso non giù su "tutto" il prezzo industriale (che include circa un 75 % di costo del pro­dotto "finito"), bensˆ sui costi e mar­gini del solo sistema distributivo - che il sistema distributivo italiano (atten­zione, quindi, quella parte del prezzo che vale non più del 13-15 % del totale), con un numero di impianti più che doppio di quello della media degli altri Paesi utilizzati per fare il con­fronto sullo "stacco", costa circa un 30 % (sempre attenzione ! quella parte del prezzo che vale non più del 13-15 % del totale) in più rispetto alla media dei Paesi di area monetaria euro, ma con un livello di presidio territoriale (ovvero, servizio diffuso al consuma­tore) pari al 250 % di tali Paesi (un impianto ogni 13 kmq, contro un im­pianto ogni 32 kmq nei predetti Paesi). Un dato eclatante, se si pensa che il rapporto servizio aggiuntivo/prezzo aggiuntivo pari a 5/1 ! Senza neppure considerare ci che ha detto pochi giorni or sono il Presidente dell'Authority del mercato, Antonio Catricalà "Oggi in Italia i cittadini pag­ano la benzina all'iperself come gli altri cittadini europei, e quei 5-6 centesimi in pi che pagano sono dati dal fatto che preferiscono il servito" (anche se non sono 5/6, ma solo 3,5 eurocent, e senza andare per forza all'iperself).

O, infine - e qui la strategia del con­certo tra la GDO ed i suoi numerosi co-rifi si fa più trasparente -, l'argo­mento della "terra promessa" dei prez­zi nella grande distribuzione, dove stillerà latte e miele per il consumatore (beninteso, "se solo la lasciassero fa­re...."), laddove si glissa clamorosa­mente sul fatto che, oggi e non doma­ni, sotto casa e senza cercare l'iper­mercato qualche decina di chilometri più in là, ci sono MIGLIAIA di impianti della rete tradizionale (moltissimi di più di tutti quelli che la grande distri­buzione potrebbe allocare nei suoi 500 centri commerciali) che offrono sconti non solo ordinariamente nella modalità "fai da te" rispetto al servito (e più di metà degli italiani si fa servire!), ma da 6 a 10 eurocent/litro con il self service piuttosto che durante il week end o altro ancora.


E se un tanto riguarda una parte del ring, dall'altra l'industria petrolifera spieghi, con il massimo della chiarezza consentita in questi tempi in cui la "tra­sparenza" dei prezzi dei carburanti sembra un peccato mortale, quel che ha omesso di spiegare finora, consentendo ad altri, da un lato, di agitare ed esa­sperare ogni sorta di sospetti (utili, in­vero, a scardinare il sistema e renderlo appetibile e "spartibile" per altri, ancor più forti, monopoli), dall'altro, di con­tribuire essa stessa ad accentuare le criticità del sistema, tra forti tentazioni di "dismissione", distorsioni del mercato, acquiescenza agli attacchi "istituzionali" e facili alibi per scaricare le contrad­dizioni sull'ultimo anello della filiera. E, infine, c'‚ da augurarsi che la "poli­tica" in questo contesto gi... difficile, non vi metta, come già abbondantemente accaduto, sull'onda dei prezzi, proprio la pezza sbagliata.

Si susseguono, da qualche tempo, le ipotesi di "sterilizzazione" dei prezzi per periodi fissi di tempo.

Sin dai primi di novembre Adiconsum a-veva proposto senza mezzi termini di "stabilire criteri affinché le variazioni dei carburanti non avvengano più ogni gior-no, ma ogni tre mesi, come per il set-tore del gas e dell'elettricità". Circa un mese dopo, il Sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico, On. le Stefano Saglia, riprendeva il concetto, sia pure in scala ridotta, par­lando di "variazioni settimanali dei prezzi dei carburanti".

Ora, nuovamente Adiconsum, nella persona del suo Presidente, Paolo Landi, insiste sulla proposta, portando l'originario limite di tre mesi ad un solo mese: invoca, cio, misure "di tra­sparenza per impedire i consueti feno­meni speculativi. I prezzi dei carbu­ranti devono variare una volta al me­se. Solo così quello dei carburanti po­trà essere un mercato concorrenziale".

 

Tre gli argomenti centrali focalizzati da Adiconsum:

no ai consueti aumenti per l'esodo di

Natale;

la variazione giornaliera consente

fenomeni speculativi alla pompa sui

tempi di adeguamento; la variazione periodica permette al

consumatore di conoscere la pompa

più conveniente dove fare il pieno.

Sul primo argomento, basti dire che palesemente FALSO, come si evince dalle seguenti due tabelle:

BENZINA - euro/litro

 

Anno 15-dic 31-dic Segno

2000

1,093

1,060

giù

2001

1,004

0,998

giù

2002

1,058

1,082

su

2003

1,047

1,046

=

2004

1,131

1,130

=

2005

1,239

1,232

giù

2006

1,234

1,234

=

2007

1,376

1,376

=

2008

1,137

1,107

giù

 

GASOLIO - euro/litro

 

Anno 15-dic 31-dic Segno

2000

0,969

0,937

giù

2001

0,850

0,849

giù

2002

0,879

0,908

su

2003

0,882

0,884

=

2004

1,033

1,034

=

2005

1,141

1,135

giù

2006

1,133

1,133

=

2007

1,304

1,303

=

2008

1,112

1,054

giù

 

Nei nove anni considerati, nel periodo natalizio (15 - 31 dicembre) solo nel 2002 si registra un incremento del prez­zo tra il 15 ed il 31 del mese; per quat­tro anni si registrano sostanziali inva­rianze del prezzo (o variazioni non ecce­denti 2 millesimi); per altri quattro an­ni diminuzioni del prezzo.

 

Non c'‚ altro da dire! E' lo stesso argo­mento che viene usato per il mese di agosto. E anche quello stato provato dai dati come fasullo.

Sul secondo argomento, vi da dire che esso suppone un pregiudizio di fondo che ottenebra la valutazione complessiva del fenomeno e la mute­vole casistica del prezzo: le variazioni del mercato internazionale, infatti, non sono solo in aumento (con relativa presunta speculazione sul prezzo fina­le), ma anche in ribasso, ed anche supponendo un tardivo adeguamento dell'industria petrolifera certamente preferibile che questo avvenga, piut­tosto che ci sia una prolungata "cri­stallizzazione" mensile del prezzo (che esso sia stato preso in rialzo od in ribasso che sia).

Come a dire che a forza di presumere la malafede degli altri, si finisce per ledere a se stessi.

Sul terzo argomento, si può notare che, intanto che passa il mese affinché il consumatore "conosca la pompa più conveniente", se il sistema dei prezzi non fosse bloccato, il medesimo con­sumatore avrebbe potuto godere di un prezzo più basso se il mercato inter­nazionale lo avesse consentito, possi­bilit... interdetta da meccanismi di "congelamento" del prezzo. Scherzi del pregiudizio delle cosˆ dette "asim­metrie" o "doppie velocità".

Ci premesso, ma serve davvero la "sterilizzazione" del prezzo per una settimana, quindici giorni od un mese?

In sede di audizione alla Commissione Controllo Prezzi del Senato il 2 dicembre scorso, dicemmo (numeri alla mano) che - sulla base dei numeri veri del 2009 - un blocco settimanale dei prezzi non avrebbe prodotto alcun "risparmio" per l'utente per il gasolio e non più 1,2 MILLESIMI/litro per la ben­zina, mentre un blocco quindicinale a­vrebbe comportato un "risparmio" per l'utente di 1,2 MILLESIMI/litro per il ga­solio e non più di 3,6 MILLESIMI/litro per la benzina, cio nulla (si paga, in­fatti, in centesimi!).

cubofigisc

Per un blocco mensile (sempre su dati 2009) abbiamo provato a simulare gli effetti in sette variabili (fissando il prezzo da bloccare al 1Š, al 5Š, al 10Š, al 15Š, al 20Š, al 25Š ed all'ultimo giorno del mese; per la benzina, si possono realizzare "risparmi" per l'utente da un minimo di 6 ad un massimo di 13 MIL­LESIMI/litro, per il gasolio da un minimo di 1 ad un massimo di 8 MILLESI­MI/litro.

C'‚ qualche numero interessante, cio i valori che si avvicinano all'eurocent/ litro.

Ma, attenzione!, un numero al lotto determinare un punto di partenza fa­vorevole: il prezzo del giorno "X" da cui decorre il mese di blocco sar... un prezzo in rialzo od in ribasso?

 

Nel 2009 le variazioni del prezzo in­ternazionale dei prodotti "finiti" (su cui viene costruito il prezzo alla pompa) sono state, fino al 15 novembre, 222, di cui la benzina ha registrato aumenti in 118 giorni e diminuzioni in 104, e di cui il gasolio rileva aumenti in 108 giorni e diminuzioni in 114 giorni. Come girer... la ruota e che "numero" verrà estratto?

E, quindi, alla fin fine - perduti nella ricerca a tutti i costi del teorema del complotto dei prezzi - di cosa si sta parlando?

 

PROPOSTA ADICONSUM: “STERILIZZARE” I PREZZI PER UN MESE. A CHE SERVE ?

Le rilevazioni del Ministero e della Commissione Europea per i prezzi dei carburanti relative al 7 dicembre evi­denziano che l'Italia - con un prezzo della benzina medio pari a 1,281 eu­ro/litro - si pone al settimo posto per il prezzo della benzina, dopo Olanda, Danimarca, Finlandia, Germania, Por­togallo e Belgio (prezzi compresi tra i 1,397 e 1,289 euro/litro).

La rilevazione del 7 dicembre migliora il posizionamento dei prezzi nazionali rispetto alla media del periodo 5 gen­naio - 7 dicembre 2009, in cui la classifica vede l'Italia (con 1,233 euro/ litro) al sesto posto dopo Olanda, Da­nimarca, Finlandia, Germania e Belgio, ed in parità con il Portogallo.

Il prezzo italiano del 7 dicembre superiore di appena 1,9 eurocent/litro al prezzo francese, dove la distri­buzione dei carburanti detenuta per il 58 % dalla grande distribuzione e la


rete conta poco più di 13.000 impianti (uno ogni 42 kmq, contro uno ogni 13 kmq dell'Italia). Per il periodo 5 gennaio - 7 dicembre, il delta con la Francia pari a 2,5 eurocent/litro.

La Germania ha un prezzo superiore a quello italiano di 3,3 eurocent/litro (nel periodo 5 gennaio - 7 dicembre, la dif­ferenza media di 2,8 eurocent/litro).

 

Media Euro/ 7.12.09 Euro/ 2009 litro litro

Olanda

1,350

Olanda

1,397

Danimarca

1,280

Danimarca

1,342

Finlandia

1,276

Finlandia

1,337

Germania

1,261

Germania

1,314

Belgio

1,238

Portogallo

1,289

Italia

1,233

Belgio

1,286

Portogallo

 

Italia

1,281

Francia

1,208

Francia

1,262

Svezia

1,123

Regno U.

1,200

Malta

1,122

Slovacchia

1,193

Regno U.

1,115

Malta

1,190

Slovacchia

1,104

Irlanda

1,181

Irlanda

1,102

Svezia

1,173

Slovenia

1,045

Slovenia

1,125

Austria

1,043

Austria

1,120

euro

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Dicembre 2009 16:17 )  

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