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Jul 29th
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Ancora una volta...

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Di Martino Landi
Quanto dobbiamo aspettare ancora perché qualcuno s'accorga dell'esistenza silenziosa di una categoria di lavoratori sottoposta quotidianamente alle intemperie e al freddo, ma sopratutto esposta alla violenza di una criminalità sempre più spregiudicata e senza remore?

 

Quanto dobbiamo aspettare per vedere ridurre le alte royalty che le banche chiedono su ogni transazione effettuata con carta di credito o bancomat a fronte di un rifornimento di carburante?

Si rimane sordi di fronte alla necessità di ampliare altre forme di pagamento alternative per non continuare ad essere il bersaglio di balordi senza scrupoli che uccidono per poche migliaia di euro, incentivati dall'assenza della certezza della pena. Il dramma è che la vittima che cade sotto il tiro di una pistola è considerata carta straccia, meno del nulla, e viene immediatamente dimenticata. Un poveraccio, la cui vita e dignità valgono i pochi soldi di un incasso giornaliero.

Basta Morti! E'questo il grido che ancora una volta si leva dalla categoria dei gestori dopo aver ricordato ripetutamente al Governo, al ministro Scajola, gli impegni sottoscritti con il protocollo di intesa siglato il 20 giugno 2008, rimasti solo sulla carta. Si e' ancora in attesa di risposte concrete alle richieste di intervento avanzate dalle organizzazioni dei gestori, tra cui il riconoscimento del lavoro usurante, la conferma strutturale del bonus fiscale (essendo esattori dello stato a costo zero), la riduzione del costo della moneta elettronica, l'ammodernamento e la messa in sicurezza delle aree di servizio con l'obbligo dell'istallazione di sistemi di videosorveglianza. Ma prima ancora, si aspetta il dovuto riconoscimento del ruolo del gestore, il servizio di pubblica utilità che quotidianamente svolge senza alcuna difesa nei confronti della criminalita', organizzata e non, difendendo la propria incolumità ed un incasso che per oltre il 65% va allo Stato e per circa il 32% alle compagnie petrolifere. Ci chiediamo perché queste ultime, pur chiudendo sempre i propri bilanci miliardari, non offrano risorse per il potenziamento dei sistemi di video sorveglianza, si rifiutino di mettere a disposizione risorse, per garantire un servizio prelievi tramite trasporto di denaro scortato verso gli istituti di credito, per riconoscere i costi per accedere a polizze assicurative contro i furti e rapine evitando ai gestori di dover difendere a tutti i costi quell'incasso che per il 97% non gli appartiene, ma che deve garantire per intero in caso di rapina. Come è noto il misero margine di guadagno che le compagnie petrolifere riconoscono ai gestori dalla vendita di carburante non permette a questa categoria di farsi carico di tutti questi costi. Ma c'è di più: sia le compagnie petrolifere, sia lo Stato cercano di scaricare altri costi in modo improprio (vedi verifiche metriche, cali carburanti, sicurezza ambientale, smaltimento rifiuti, tarsu, tasse camerali) sulle gestioni, costringendo i gestori ad essere emarginati e ad operare al limite della soglia della sopravvivenza. La Faib si adopererà perché tutte queste richieste vengono ascoltate e si batterà fino all'ultimo perché vengono realizzati e concretizzati questi obiettivi, per garantire ancora, se possibile, un futuro a questa categoria. Lo spirito con il quale affrontiamo oggi la discussione della riforma del settore, cui siamo chiamati a partecipare insieme a tutti gli attori della filiera petrolifera, va in questa direzione, della salvaguardia e tutela della figura del gestore. I circa 24000 operatori assieme alle loro famiglie ed i loro dipendenti sono stanchi di essere "carne da macello". Vogliamo lavorare dignitosamente, ma soprattutto in sicurezza, parola questa che tutti i giorni si sente nominare ma che mai viene messa in pratica. In sostanza, chiediamo un doveroso impegno da parte di Governo, Banche e Compagnie Petrolifere, la messa in sicurezza dei punti vendita, la certezza della pena, strumenti di pagamento alternativi volti alla modernizzazione della nostra attività.

Ogni giorno andiamo al lavoro con la preoccupazione di non tornare la sera a casa. Ogni giorno gestiamo per conto dello Stato e delle compagnie un giro di denaro che fa gola a tutti coloro che della parola lavoro non conoscono nemmeno il significato.



Tags: Sparatoria  rapina  
Commenti
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Ignazio Piana   |2010-02-23 18:44:18
Condoglianze alla famiglia del caro collega...
Quante parole inutili cari
sindacalisti...intanto noi moriamo!
Quante parole inutili cari
petrolieri...intanto noi moriamo!
Quante parole inutili cari politici...intanto
noi moriamo!
Ignazio, Benzinaio finchè non mi ammazzano, Ospitaletto, Brescia.
Anonimo   |2010-02-23 19:16:56
mio padre dopo quasi 25 anni alle pompe si è ammalato di mieloma multiplo e sta lottando da quasi quattro anni contro il male. Lui soffre a stare
chiuso in casa a subire i vai cicli di chemio. E noi familiari
dobbiamo sobbarcarci tutto. La gestione dell'impianto e
la somministrazione delle cure, il rispetto del protocollo e la rabbia
di chi non è mai andato in ferie, che ha lavorato come un
asino sull'impianto; al caldo torrido, al freddo intenso, sotto la
pioggia, durante le festività, le domeniche di turno senza mai un giorno
di riposo. Il tutto per una pensione di neanche di 800 €/mese.
GRAZIE (?) STATO e governanti avidi, ciechi e legati a doppio filo alle
lobby. A dimenticavo; ovviamente niente tredicesima, tfr, ferie (già
detto), rimborso cali, ecc.......
bitocco  - per due miseri cent/litro   |2010-02-23 19:26:56
ah..dimenticavo; il tutto per due miseri centesimi al litro (netti). Con un
investimento di oltre 1 € al itro!!!!!!! è chiaro cari POLITICANTI...... io
non voterò mai più.......mi fate schifo....
claudio  - lutto   |2010-02-24 09:42:41
condoglianze sentite da un collega
e chiedo a tutti la massima adesione al
lutto della fam. canavesi
in questa guerra dei poveri dove le uniche vittime
sacrificali siamo noi ma quando si arriva alla morte di un collega bisogna
domandarsi se e ora di prendere decisioni serie per quelli che stanno mangiando
con i nostri sacrifici
Gestore shell ! morto che cam   |2010-02-24 12:18:29
Morto che cammina, morto che parla !.........e per ora .......morto pirla
!!!!!!............. questo e' quello che mi sento a fare questo lavoro non
tutelato da NESSUNO.......e dico NESSUNO !!!
POLITICANTI.....VERGOGNA !!!
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 23 Febbraio 2010 17:15 )  

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