“Il metano è poco inquinante – osserva Calderoli – ed è meno pericoloso e più economico degli altri carburanti. Per contro, l'aspetto che ancora frena una maggiore presenza dei distributori di gas naturale sulle nostre strade è legato agli elevati costi di realizzazione degli impianti”.
La dichiarazione del ministro si rifà a una normativa ancora arretrata: “In linea teorica, la realizzazione di un 'distributorino' domestico è possibile. Ma, finora, i regolamenti nazionali considerano gli impianti di erogazione domestici allo stesso modo di quelli commerciali. Il risultato? La necessità, per chi ne vuole realizzare uno nel proprio garage, di procedere a una serie di lunghe e costose certificazioni”.
E, tenendo fede ai suoi incarichi istituzionali e al suo ministero, Calderoli rilancia sicuro: “Sarebbe una netta semplificazione: con questo sistema si inquina meno, si aumenta la disponibilità di metano per l'uso automobilistico. E dà un mano al mercato, per incentivare la produzione di auto alimentate a gas naturale”.
La proposta dei distributori domestici di metano è avallata e resa plausibile da esempi virtuosi in altri Paesi in cui già è stata messa in pratica, primo fra tutti la Germania. Inoltre, da noi c'è già una normativa “senza vincoli” per il Trentino – Alto Adige. E in Sicilia l'esperimento è in fase di prova.
Tutto bene, quindi? Sicuramente occorre fare alcune distinzioni fra la teoria e la pratica. In prima battuta, bisogna tenere conto degli aspetti legati alla sicurezza che l'operazione “metano auto in casa” comporterebbe, ma anche di fattori come la compressione a 200 atmosfere del gas naturale che arriva nelle case attraverso condutture a più bassa pressione, l'elevato costo dell'apparecchiatura per il riempimento del serbatoio (circa 4 mila euro, che richiede parecchio tempo per ogni operazione di “pieno” - dalle 4 alle 8 ore – e un notevole dispendio di energia elettrica: circa 10 kWh).
Inoltre, molti box e garage sono in affitto. Nel caso di un locale di proprietà, il discorso non si pone. Ma quanti sarebbero i proprietari disposti a concedere al locatario l'installazione di un “distributore” autonomo?
Sono tutte questioni alle quali bisognerà porre attenzione. Che, tuttavia, prescindono dalla bontà dell'idea: poter fare il pieno della propria auto a metano sotto casa incentiverebbe di sicuro l'utilizzo di un carburante molto più pulito del petrolio, vantaggioso anche dal punto di vista economico, quest'ultimo aspetto sempre che dopo una buona diffusione di questo prodotto lo stato non voglia farla da padrone imponendo la leva delle imposte che gravano già abbondanti per il resto dei prodotti petroliferi.
Commenti (9)
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2010-05-11 12:49:59 | Antonio - Ci impiega dieci ore
L'attuale teconologia consente il pieno da casa in 10 ore.
Non è conveniente e nemmeno rapido.
Come al solito in questo settore regna la più completa ignoranza (nel senso che ignorano).
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2010-05-11 13:08:02 | Anonimo
che bella demagogia:
1 quanto costa di Enel
2 la sicurezza?
3 il kit quanto costa?
e poi perchè per me esistono vincoli di distanze ecc e il privato può fare quel che vuole?
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2010-05-11 13:45:57 | Giank - Manca una domanda.
4- Come sostituirebbe lo Stato le mancate entrate dalle accise dei carburanti???
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2010-05-11 13:44:41 | MP - .......
SI.... COSI POI FACCIAMO BOOOOOOOM!!!!
MA VA..........................
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