GestoriCarburanti

 
 

Sistri,click day: prova superata o fallimento?

E-mail Stampa

È guerra di cifre fra Ministero dell’Ambiente e organizzazioni di categoria delle imprese sul click day del SISTRI (il Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi).
Come noto, in vista dell'entrata in vigore del SISTRI, prevista per il 1° giugno 2011, Confindustria e Rete Imprese avevano richiesto e promosso un giorno di verifica per testare il reale funzionamento del sistema, specie in virtù dei problemi e ritardi avuti in passato, che hanno comportato il rinvio dell’entrata in vigore del sistema per ben due volte.

Secondo il Ministero, dalla mezzanotte alle 17 dell’11 maggio sono stati effettuati 121.991 accessi da parte di 65.985 da parte di 65.985 utenti con 21.762 operazioni di movimentazioni rifiuti effettuate con il nuovo sistema che diventerà obbligatorio dal 1° giugno prossimo.

Oltre ai 121 mila accessi effettuati sono stati registrati 37 mila accessi non riusciti che hanno riguardato 18 mila imprese.

Esaminando tali dati, il Ministero conclude che, dal punto di vista della funzionalità del sistema, il Sistri ha superato la prova nonostante un picco di oltre 20 mila accessi contemporanei a metà mattinata perché (testuale) i problemi con il Sistri avrebbero riguardato meno del 3% delle imprese partecipanti al test.

Completamente opposto il giudizio delle imprese espresso in un comunicato congiunto: secondo Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative Italiane il test ha avuto un esito totalmente negativo per cui è stata chiesta la sospensione della partenza ufficiale del Sistri prevista per il 1° giugno. 

Di seguito, per meglio comprendere le due posizioni, vi riportiamo due articoli. Il primo apparso su il Sole24Ore di Aldo Fumagalli, presidente della Commissione sviluppo sostenibile di Confindustria. Di seguito  le osservazione del direttore operativo del Progetto Sistri, Stefano Carlini, intervistato da Il Giornale.

Per il sistema Sistri ora è necessario fermare gli orologi

Il Sole24ORE

di Aldo Fumagalli Romario Durante il click day Confindustria ha raccolto circa 13.000 segnala­zioni da parte di imprese che hanno cercato di collegarsi al Sistri. Di esse, l'80% ha co­municato malfunzionamenti vari e solo l'11% ha dichiarato un funzionamento almeno accettabile.

Abbiamo inoltre seleziona­to 300 aziende "campione", riconducibili ai vertici asso­ciativi, anche al fine di garan­tire la massima attendibilità delle informazioni raccolte. Il 49% di queste imprese non è riuscito ad accedere al siste­ma Sistri. Solo il 32% del cam­pione è riuscito a compilare una scheda di movimentazio­ne rifiuti, e solo il 5% è riusci­to a interagire con gli altri soggetti della filiera (traspor­tatori e smaltitori).

A tutte le prove svolte so­no stati presenti funzionari delle nostre associazioni che hanno redatto appositi verba­li. Una valutazione generale comune è che i tempi peri col­legamenti e le operazioni si sono prolungati oltre misura, attestandosi mediamente sui 30-40 minuti e superando in qualche caso le due ore, per operazioni che fino a oggi le imprese effettuano in pochi minuti e che in molti casi ven­gono ripetute anche decine di volte durante la giornata.

C'è da chiedersi, a questo punto, come sia possibile che il ministero dell'Ambien­te dia una lettura dell'anda­mento della giornata diame­tralmente opposto da quello che risulta dall'evidenza dei dati sopra riportati.

Forse può essere d'aiuto la considerazione che il siste­ma Sistri è costituito da due parti: il Centro informatico ministeriale, da un lato, e l'in­sieme delle 360.000 aziende che vi partecipano, dall'al­tro. Il fatto è che se una delle due parti non funziona, o non riesce a dialogare con l'altra, è l'intero sistema Sistri che non può funzionare!

Nella giornata dedicata al click day entrambe le parti so­no state testate.

Il Centro informatico, sotto il controllo del ministero, non è collassato di fronte alle deci­ne di migliaia di tentativi di col­legamento, ina è rimasto irraggiungibile nelle ore cruciali della giornata. Secondo i dati ministeriali 66.000 utenti so­no riusciti a collegarsi, e han­no effettuato 120.000 accessi; di questi solo il 17% (22.000) ha potuto concludersi con un'operazione di movimenta­zione dei rifiuti. Quindi I'83°/o, di fatto, ha avuto dei malfun­zionamenti.

I dati raccolti dalle organiz­zazioni imprenditoriali pres­so le aziende non sono poi così diversi: dall'analisi delle se­gnalazioni pervenute dalle aziende risulta che solo l'ii% dei tentativi di collegamento ha avuto successo (da confron­tare con il 17% dato dal ministe­ro), mentre l'8o% ha registra­to malfunzionamenti.

Se i risultati sostanzialmen­te coincidono, ci si può doman­dare perché hanno dato luogo a delle letture così diverse: «prova superata» per il mini­stero, «fallimento» perle orga­nizzazioni imprenditoriali.

Forse il successo declamato dal ministero è riferito al solo Centro informatico, semplice­mente perché non è collassa­to, mentre le organizzazioni d'impresa hanno descritto la sostanziale inadeguatezza del dialogo delle imprese con il Centro informatico stesso.

Ma la valutazione sul Sistri deve essere data a tutte le sue componenti. Se il dialogo tra centro e imprese è stato disa­stroso, come in effetti è stato, vuol dire che il sistema Sistri, nel suo complesso, non dà pro­va di poter funzionare, per lo meno nella sua conformazione attuale. Occorre allora porvi ri­medio, con una saggia e doverosa pausa di riflessione e un ri­pensamento del sistema. Non farlo significherebbe gettare nel caos migliaia di aziende.


L'INTERVI STA A STEFANO CARLINI

IL Giornale

«Il Sistri funziona, basta accuse»

Laura Verlicchi

Sistri promosso o bocciato? Dopo il «click day» di mercoledì scorso, in cui il Sistema di tracciabilità del ciclo dei rifiuti speciali, obbligatorio dal prossimo giugno, èstatopreso d'assal­to dalle aziende, in una sorta di prova generale organizzata da Confindustria e da altre associazioni d'impresa, la domanda è d'obbligo: e la rivolgia­mo al direttore operativo del Progetto Sistri, Stefano Carlini. Il ministero dell'Ambiente è soddi­sfatto, ma le imprese lamentano difficoltà. Chi ha ragione? «Il click day è stato un assalto alla dili­genza, altro che una verifica come so­steneva Confìndustria, che però non ha minimamente preparato questo evento, tanto meno con noi. Così si è verificato un numero di accessi esage­rato, tanto per partecipare, che avreb­be potuto far saltare tutto. Cosa che for­tunatamente non è avvenuta: il siste­ma ha retto, e questo è certamente un risultato positivo. Ma le associazioni delle imprese hanno perso un'occasione per fare gli interessi degli iscritti». Quindi in condizioni normali il si­stema non ha criticità?

«Se lei prova una Ferrari su una stra­da di campagna, si aspetta che corra come in pista? No di sicuro. E lo stesso valeper il Sistri. Normalmente, produt­tori, trasportatori e gestori di rifiuti la­vorano con tempi diversi e non si colle­gano certo tutti insieme». Allora le aziende hanno sbagliato? «Molte di quelle che hanno tentato l'accesso durante il click day non si era­no mai connesse al Sistri: da qui i ritar­di, che purtroppo hanno penalizzato anche chi utilizza da tempo il sistema per movimentare i rifiuti e conosce le applicazioni. Comunque i problemi veri alla fine hanno riguardato meno del 3% degli utenti». Il ministero non intende concede­re la terza proroga dell'entrata in vigore, ma numerose imprese la chiedono...

«Io sono un tecnico, e le rispondo con i numeri: il giorno del click day, 11 maggio, ci sono stati 137.342 accessi e 28.341 registrazioni. Ma il giorno dopo con 40.873 accessi le registrazioni so­no state 21.177, e venerdì sono state 17.341 per 30.403 accessi: quindi le proporzioni sono ben diverse». Alla fine quale sarà il vantaggio del Sistri, rispetto al vecchio sistema di controllo del ciclo dei rifiuti? «Ilsistema telematico raccogliele in­formazioni in tempo reale, quindi con la possibiltà di avere in ogni momento statistiche aggiornate sui rifiuti specia­li, e di quelli urbani della Regione Cam­pania, anch'essi monitorati. Prima si trattava di stampare dei fogli di carta: ma le informazioni restavano alle aziende. Questo significa che il mini­stero dell'Ambiente aveva un'informa­zione parziale e tardiva, che rendeva difficile qualunque pianificazione: e lo stesso valeva per i controlli da parte dei Carabinieri, che invece ora avran­no uno strumento veramente efficace nella lotta alle ecomafie».

 

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.
Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.
Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti: