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La crisi falcidia gli utili delle Compagnie petrolifere

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C’era un tempo in cui il petrolio viaggiava oltre i 100 dollari al barile e le compagnie petrolifere facevano soldi a palate. Poi e’ arrivata la recessione economica e la domanda di greggio ha subito un ridimensionamento, portando il prezzo del petrolio verso i 40 dollari al barile, quasi un quarto del massimo storico di 147 dollari al barile.
Il brusco calo della domanda seguito dal calo del prezzo del petrolio sono all’origine delle deludenti trimestrali dei colossi delle oil company. Eni nel terzo trimestre dell’anno vede ridurre del 57% gli utili aziendali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, arrivando a un risultato di 1,24 miliardi di euro. Anche se Banca Akros individua in
18 euro il valore corretto ad azione e consiglia ai suoi clienti di mantenere il titolo in portafoglio.
Ancora peggiori di Eni sono i conti di Royal Dutch Shell che chiude il terzo trimestre con un utile in flessione del 62%, pari a 3,25 miliardi di dollari, contro gli 8,45 dello stesso periodo del 2008. Eppure se si escludono le voci straordinarie di entrate e le modifiche al valore delle riserve, l'utile, sarebbe di 2,62 miliardi, oltre le attese degli analisti, di 2,5 miliardi.
I conti peggiori pero’ gli presenta il colosso americano e mondiale Exxon Mobile che ha visto l’utile netto scendere a 4,37 miliardi di dollari, segnando una flessione del 68% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, deludendo le aspettative del mercato. Scende anche il fatturato da 137,74 a 82,26 miliardi di dollari, malgrado nel terzo trimestre la produzione del gruppo sia aumentata del 3%.E in questi dati e' chiaro come la domanda in calo abbia pesanto sul bilancio trimestrale.
Le prospettive per il prossimo trimestre non sembrano tanto migliori anche se il prezzo del greggio da qualche settimana e’ tornato a viaggiare verso gli 80 dollari al barile. Il prezzo dell’oro nero puo' aiutare a ridare smalto ai conti, ma servira’ anche la ripresa della domanda e questa ci sara’ solo con la ripresa dell’economia. Che potrebbe tardare o frenare con un costo del greggio troppo alto. Il famoso cane che si morde la coda.
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