GestoriCarburanti

 

Venturi, Confesercenti: in 5 anni chiusi oltre 100.000 negozi

E-mail Stampa
(AGI) - Roma, 6 lug. - Negli ultimi 5 anni hanno chiuso oltre 100mila negozi e sono andati in fumo almeno 250mila posti di lavoro. A dirlo e' il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, nella sua relazione all'Assemblea annuale dell'associazione. Per questo deve essere semplificata la vita alle piccolissime imprese, quelle che chiudono direttamente senza fallire. "Semplificazione e forfetizzazione potrebbero favorire chi produce lavoro e ricchezza per il nostro Paese, - ha spiegato Venturi - a partire da quel regime dei minimi che dovrebbe essere portato dai 30.000 euro attuali a 50.000, per semplificare la vita ad oltre un milione di micro imprese, quelle che rischiano di chiudere senza fallire, che scompaiono e nessuno se ne accorge. Con esse spariscono servizio di vicinato e lavoro. Se chiude una fabbrica con 200 dipendenti si accendono giustamente riflettori e telecamere, se, come e' successo negli ultimi 5 anni, scompaiono 106.000 negozi, bruciando 250.000 posti di lavoro, questo non fa notizia e non merita attenzione". Per questo secondo Confesercenti, "e' urgente un intervento per frenare questa tendenza, sostenendo chi resiste e chi si insedia in zone urbane svantaggiate, con provvedimenti fiscali mirati e favorevoli. Lo chiedo a gran voce - ha proseguito Venturi - perche' questi dati confermano quella denuncia del pericolo di desertificazione dei centri urbani da noi lanciata gia' in occasione del referendum sulla liberalizzazione delle autorizzazioni commerciali, del 1995.
  Liberalizzazione per far aprire nuove attivita' e per assicurare un servizio migliore, ci si continua a dire, ed invece, proiettando gli attuali ritmi di apertura di grandi strutture commerciali, nel giro di cinque anni ci troveremo con 5.000 comuni e tantissimi quartieri delle citta' senza negozi.
  Per questo, pur comprendendo le motivazioni che stanno alla base della spinta all'apertura di nuove imprese, ritengo che l'attenzione istituzionale deve essere orientata soprattutto verso chi gia' c'e', verso quelle Pmi che resistono per non ritrovarci citta' e quartieri senza servizi, senza vita sociale e senz'anima". Questa tendenza deve essere invertita, ha specificato Venturi con tre azioni: "Abbattere i tributi locali e le tariffe, che sono cresciuti consistentemente negli ultimi anni e che penalizzano pesantemente le Pmi; esentare da ogni obbligo formale quelle imprese che operano nei piccoli comuni dove assicurano servizi indispensabili e che rischiano di scomparire; incentivare e favorire la messa in rete delle attivita' commerciali, sia attraverso specifiche scelte societarie, sia tramite la costituzione di centri commerciali naturali. E' questa la via per raggiungere risultati importanti e rapidi, intervenire sui punti di forza del nostro Paese, tra cui risaltano il turismo ed i centri urbani. Si tratta - ha concluso - di due importanti leve per creare occupazione e sviluppo, ma che vanno maneggiati con cura, frenando su eventuali scorciatoie ed in particolare sulle ipotesi di superamento dell'articolo 41 della Costituzione, con l'intento di liberalizzare l'apertura di nuove imprese" .
Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.

Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.

Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli più recenti:
Articoli meno recenti: