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Accise sulla benzina per ricostruire l'Aquila

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L'AQUILA. Una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede «5 centesimi di accisa per ogni litro di benzina verde o diesel per ricostruire L'Aquila».L' azione, secondo una prima stima, potrebbe portare ad un flusso costante annuo di un miliardo 250 milioni. Il testo è stato presentato in una conferenza stampa dal capogruppo del Pdl in Regione, Gianfranco Giuliante, per il quale questa iniziativa potrebbe dare una spinta determinate alla ricostruzione dell'Aquila e dei territori terremotati. «Non è una tassa di scopo - ha sottolinea Giuliante -. La proposta è stata studiata in modo da non incidere sul costo finale del carburante e quindi sulle tasche degli italiani».

La proposta, che si compone di 4 articoli, è già pronto e sarà presentato alle osservazioni di istituzioni, partiti, forze sociali, ma anche all'assemblea cittadina, ha proposto un'azione simile, per essere emendato. «Il testo finale dovrà essere condiviso e votato da tutti», ha spiegato ancora Giuliante. La raccolta di firme sarà lanciata a settembre e sarà coordinata dal consigliere del Pdl Riccardo Chiavaroli, presente all'incontro. L'obiettivo é di arrivare a 50 mila, soglia necessaria per la presentazione in Parlamento, ben prima del tempo massimo di sei mesi dall'inizio della raccolta.

Come ha sottolineato Giuliante, la proposta ha già raccolto il gradimento del sindaco dell'Aquila e vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, e del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, presente alla conferenza stampa, il quale ha auspicato che, dopo la raccolta firme, «la proposta di legge possa diventare d'iniziativa parlamentare ed essere magari inserita nella Finanziaria 2011, così da risolvere una volta per tutte i problemi di cassa».Giuliante ha sottolineato che «ci sono due vie per reperire dal prezzo della benzina i 5 centesimi al litro che potrebbero essere usati per la ricostruzione dell'Aquila, senza far salire il prezzo, per questo, la proposta di legge d'iniziativa popolare tecnicamente non istituisce una tassa di scopo».

Giuliante ricorda che sui carburanti gravano ancora accise, ossia imposte aggiuntive, per compensare le spese per la guerra in Abissinia del 1935, la crisi di Suez del 1956 o il disastro del Vajont del 1963, oltre ai terremoti nel Friuli e in Irpinia, alluvioni e missioni all'estero. «Sembra - continua - che dal 2007 queste accise siano state trasformate in entrate ordinarie dello Stato. Se così fosse, non si dovrebbe pagare più l'Iva al 20 per cento su di esse, e una frazione di Iva di 5 centesimi potrebbe essere stornata per la ricostruzione». Il capogruppo del Pdl in consiglio regionale chiarisce che il prezzo finale della benzina non cambierà. Per Chiavaroli, «il presupposto per far arrivare la legge in parlamento è che la proposta venga firmata da 50 mila cittadini, potrebbero non bastare, insomma, neanche le firme di tutti gli aquilani, e superare la soglia sarà un modo anche per riaffermare che il problema della ricostruzione è di tutto l'Abruzzo.

Non solo, a scopo simbolico organizzeremo anche campagne di raccolta a Roma». Varando la raccolta a settembre, ci sarà tempo fino all'inizio della primavera 2011 per superare la soglia. «Ma speriamo di arrivarci per prima, per poi far iscrivere la proposta di legge all'ordine del giorno», ha concluso Chiavaroli.

fonte: PrimadaNoi.it - il quotidiano online per l'Abruzzo

p>L'AQUILA. Una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede «5 centesimi di accisa per ogni litro di benzina verde o diesel per ricostruire L'Aquila».L' azione, secondo una prima stima, potrebbe portare ad un flusso costante annuo di un miliardo 250 milioni. Il testo è stato presentato in una conferenza stampa dal capogruppo del Pdl in Regione, Gianfranco Giuliante, per il quale questa iniziativa potrebbe dare una spinta determinate alla ricostruzione dell'Aquila e dei territori terremotati.
«Non è una tassa di scopo - ha sottolinea Giuliante -. La proposta è stata studiata in modo da non incidere sul costo finale del carburante e quindi sulle tasche degli italiani».

 

La proposta, che si compone di 4 articoli, è già pronto e sarà presentato alle osservazioni di istituzioni, partiti, forze sociali, ma anche all'assemblea cittadina, ha proposto un'azione simile, per essere emendato. «Il testo finale dovrà essere condiviso e votato da tutti», ha spiegato ancora Giuliante. La raccolta di firme sarà lanciata a settembre e sarà coordinata dal consigliere del Pdl Riccardo Chiavaroli, presente all'incontro. L'obiettivo é di arrivare a 50 mila, soglia necessaria per la presentazione in Parlamento, ben prima del tempo massimo di sei mesi dall'inizio della raccolta.

Come ha sottolineato Giuliante, la proposta ha già raccolto il gradimento del sindaco dell'Aquila e vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, e del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, presente alla conferenza stampa, il quale ha auspicato che, dopo la raccolta firme, «la proposta di legge possa diventare d'iniziativa parlamentare ed essere magari inserita nella Finanziaria 2011, così da risolvere una volta per tutte i problemi di cassa».Giuliante ha sottolineato che «ci sono due vie per reperire dal prezzo della benzina i 5 centesimi al litro che potrebbero essere usati per la ricostruzione dell'Aquila, senza far salire il prezzo, per questo, la proposta di legge d'iniziativa popolare tecnicamente non istituisce una tassa di scopo».

Giuliante ricorda che sui carburanti gravano ancora accise, ossia imposte aggiuntive, per compensare le spese per la guerra in Abissinia del 1935, la crisi di Suez del 1956 o il disastro del Vajont del 1963, oltre ai terremoti nel Friuli e in Irpinia, alluvioni e missioni all'estero. «Sembra - continua - che dal 2007 queste accise siano state trasformate in entrate ordinarie dello Stato. Se così fosse, non si dovrebbe pagare più l'Iva al 20 per cento su di esse, e una frazione di Iva di 5 centesimi potrebbe essere stornata per la ricostruzione». Il capogruppo del Pdl in consiglio regionale chiarisce che il prezzo finale della benzina non cambierà. Per Chiavaroli, «il presupposto per far arrivare la legge in parlamento è che la proposta venga firmata da 50 mila cittadini, potrebbero non bastare, insomma, neanche le firme di tutti gli aquilani, e superare la soglia sarà un modo anche per riaffermare che il problema della ricostruzione è di tutto l'Abruzzo.

Non solo, a scopo simbolico organizzeremo anche campagne di raccolta a Roma». Varando la raccolta a settembre, ci sarà tempo fino all'inizio della primavera 2011 per superare la soglia. «Ma speriamo di arrivarci per prima, per poi far iscrivere la proposta di legge all'ordine del giorno», ha concluso Chiavaroli.

fonte: PrimadaNoi.it - il quotidiano online per l'Abruzzo

Commenti (6)
  • Alberto Stevanin  - arriecco i ladroni...

    Il terremoto de L'Aquila è un disastro !
    Tenuto conto di quante accise si è
    pagate in Italia per ogni evento cui sono state "dedicate, riscosse, e mai
    viste sul luogo di necessità perchè comunque "si mangia",
    questa
    ennesima proposta di aumentare le accise come dalle tette delle mucche, spiace
    dirlo, ma puzza.
    L'Italia può provvedere attingendo alla leva fiscale, ma
    sopratutto le Regioni potrebbero iniziare il federalismo vero utilizzando la
    sussidiarietà: sponsorizzare una costruzione, e come si dice in Veneto,
    "tendendo coi oci se qualcuno roba".
    Se lasci fare tutto allo Stato,
    allora qualcuno comincia a "pensarci sù per come fare a rubare"...

  • Bianca  - Le accise non sono comuniste

    Ricorrere all'aumento delle accise sul carburante, che come ben si sa, è
    l'unico introito fiscale sicuro sul quale lo Stato può contare, è come ammettere che per la
    ricostruzione di l'Aquila non ci sono soldi.
    Finiti i tempi della
    propaganda delle casette ikea e dei filmati di bruno vespa, funzionali
    alla successiva tornata elettorale, la città di l'Aquila e la sua
    ricostruzione non costituisce una priorità per il nostro governo, le
    cui uniche scontate priorità sono solo quelle giudiziali del suo premier.
    In questo caso, la proposta parte da un funzionario del pdl
    della regione Abruzzo. La storia ci insegna che i fondi amministrati
    dalle regioni a seguito di sciagure varie, sono sempre finiti nelle tasche
    di chiunque fuorchè dei bisognosi, e questa non è demagogia ma il
    solito malcostume italiano che non cambierà mai, tantomeno con il
    federalismo. Io sarei ben contenta di pagare un'accisa pro l'Aquila se
    fossi certa di vivere in uno Stato civile, che non usa le tragedie a
    scopo elettorale, stringe mani alle anziane e poi usa i manganelli quando
    qualcuno non ci sta a fare il burattino davanti alla tv..
    Il leghismo,
    il federalismo non cambierà tutto questo. Giusto per sorridere, e più che
    altro per non piangere, vi rimando a questa notizia che si commenta
    da sola.
    http://metilparaben.blogspot.com/2010/07/com unismo-ferroviar
    io.html
    Saluti.

  • Alberto Stevanin  - Federalismo non significa lega per forza

    Mia cara Signora Bianca (il cognome non lo so, ma non tema...) il Federalismo
    non lo ha inventato la Lega, la Lega lo propugna come necessario, visto come ha
    funzionato in Germania con i Land e in Svizzera con I Cantoni. Anzi che io
    ricordi, quando la Saar regione tedesca ricca di metalli aiutò regioni meno
    dotate e quando i metalli non tirarono più il mercato venne essa stessa aiutata
    dalle altre.
    Ovvero sussidiarietà, non assistenzialismo.
    E non sono
    Leghisti.
    Spiace che Ella consideri i Veneti come Leghisti in senso preconcetto
    e spiace l'articolo che Lei ha allegato come "prova".
    Mi dia la Sua
    regione di origine: vedo se la posso ricambiare con qualche eneddoto
    dedicato.
    Vedrà che non esiste una parte pura e casta e una "da
    strada": coesistono come tante cose di questo mondo.
    Senza rancori,
    ovviamente.
    Alberto Stevanin

  • Bianca

    Gentile sig. Alberto, credo che Lei abbia frainteso il senso del mio commento,
    ma converso volentieri. Il fatto che si sia sentito parte in causa e additato di
    preconcettualità in quanto veneto, mi pare sinceramente pretestuoso rispetto ai
    miei argomenti. Ho espresso un punto di vista del tutto personale, contestuale
    all'articolo, sulla situazione politica italiana. Parlo di federalismo e
    leghismo come non soluzioni, ma questo non ha nulla a che fare con i veneti. Non
    ho un'alta opinione dei leghisti, niente di personale, ma non ci posso fare
    nulla e l'articolo allegato sta a inquadrare un pò questa mia opinione. Ciò
    premesso, gli esempi che lei riporta in termini di federalismo (Svizzera,
    Germania) li considero totalmente inapplicabil al nostro paese. Primo, e lo
    chiami pure preconcetto, noi non siamo come i tedeschi e tantomeno come gli
    svizzeri, secondo il problema sta ben radicato nella mentalità italiana, nella
    classe politica TUTTA che aspira ad una carica qualunque solo per trarne
    benefici personali e del bene del paese, ahimè, chissenefrega. Prima cambiamo
    questa mentalità, cambiamo il malcostume che premia i ladri (sia a destra che a
    sinistra, ben inteso) e umilia gli onesti, cambiamo il clientelismo e
    quant'altro ha reso questo paese un posto molto, troppo scomodo per la
    sopravvivenza e il futuro delle persone oneste. Poi ragioniamo pure di
    federalismo, sussidi, ecc.
    p.s. le mie origini sono italiane
    ovviamente, senza
    rancore

  • Alberto Stevanin  - Gentile Signora Bianca

    Gentile Signora Bianca,
    le sue origini hanno importanza relativa a mio parere,
    è più impotante essere buoni cittadini, ma anche bravi e perciò lottare
    legittimamente in cui si crede.
    Ma Lei ci crede o esprime solo acrimonia verso
    questo Paese di cui si dice originaria e quindi in contraddizione ?
    Lo
    scetticismo non porta risultati, con la "lotta" almeno si impegna verso
    i cambiamenti, qualunque, eppoi democraticamente il numero deciderà.
    Le
    consiglierei alcune letture di cui personalmente tengo conto:
    Federalismo e
    Libertà di Silvio Trentin, scritti dal 1935 al 1943;
    Lezioni sull'Italia
    Repubblicana di Bevilacqua ed altri autori;
    Se Cessiamo di Essere Nazione di
    Gian Enrico Rusconi;
    Idee eForme del Federalismo di Daniel Elazar di Università
    di Alabama;
    Padania Fai da Te di Davide Rota.
    Per me, l'obiettivo Federalismo è
    fondamentale per innovare...qualcuno affermò che gli estremismi fanno le
    rivoluzioni, i pragmatici le riforme:
    il Federalismo non è rivoluzione, è
    nientemeno che il compimento dell'attuale Costituzione.
    E se lo dice il mio
    Presidente Napolitano, io ci credo.
    dragonheartveneto@iol.it
    Alberto

  • Anonimo

    tranquilli,i soldi poi gli arrivano.......eccome se gli arrivano...

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