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Milleproroghe, Napolitano scrive al governo: dubbi di costituzionalità

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Ricordiamo che nel decreto Milleproroghe è contenuto il comma per la deduzione forfettaria del reddito d'impresa per i Gestori ( bonus fiscale)

Il capo dello Stato ha inviato oggi una lettera ai presidenti delle Camere ed al capo del governo rilevando "ampiezza ed eterogeneità" delle modifiche introdotte nel Milleproroghe con rilievi di incostituzionalità.

Lo dice una nota del Quirinale che conferma quanto anticipato a Reuters da una fonte. Nel comunicato si rileva inoltre che Napolitano ha "ripetutamente" dall'inizio del suo mandato rilevato questa "prassi irrituale", "eludendo il vaglio preventivo spettante al capo dello Stato".

Il comunicato aggiunge che "il capo dello Stato, nel ricordare i rilievi ripetutamente espressi fin dall'inizio del settennato, ha messo in evidenza che la prassi irrituale con cui si introducono nei decreti-legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto si pone in contrasto con puntuali norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti parlamentari, eludendo il vaglio preventivo spettante al capo dello Stato in sede di emanazione dei decreti-legge".

C'è da dire che nel provvedimento ci sono le cose più disparate: agevolazioni fiscali per le banche, condono per i manifesti elettorali, ripristino della social card, introduzione del foglio rosa per motorini e minicar, misure antitrust per tv e giornali, obbligo per i centri di procreazione assistita di fornire al ministero della Salute i dati in loro possesso. Le proroghe sul pagamento delle multe delle quote latte, sul blocco degli sfratti per le categorie disagiate, e infine sull'obbligo di emersione per le cosiddette case fantasma.

Dopo la lettura da parte del presidente della camera, Gianfranco Fini, della lettera del capo dello stato la seduta è stata sospesa e riprenderà , l'aula della Camera ha votato in favore dell'interruzione della discussione generale sul decreto. I sì alla proposta del Pdl sono stati 290, 261 i no. L'obbiettivo è mettere argine all'ostruzionismo delle opposizioni all'iter di conversione del decreto, che scade domenica e su cui il governo dovrebbe annunciare la fiducia. Centrosinistra e terzo polo però sono intenzionate comunque a sfruttare tutto il tempo che i regolamenti parlamentari consentono e, secondo fonti del Pd, il voto finale del provvedimento potrebbe arrivare venerdì o addirittura sabato. Intanto, l'esame del dl alla Camera è rinviato a mercoledì 23 febbraio.

In caso di mancata approvazione, il decreto è destinato a decadere il 27 febbraio


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