Sterilizzare la tassazione sui carburanti e impedire possibili, anzi probabili, manovre speculative dei produttori che spesso sono anche i distributori. Due gli interventi immediati che Raffaele Bonanni chiede al governo per fronteggiare il rischio che grava sugli approvvigionamenti, arginare la probabile ripresa dell'inflazione ed evitare rischi alla crescita del Paese. Una manovra che, evidentemente, ruota tutta intorno alla questione fiscale. E per la quale la Cisl è pronta alla mobilitazione. Anzi ci sta già lavorando "insieme ad altri soggetti sindacali e imprenditoriali".
"La situazione italiana - sottolinea il numero uno della confederazione di via Po - è già difficile e credo che da domani aumenteranno le difficoltà per noi di poter vendere all'estero. Voglio solo ricordare che l'Italia è il secondo Paese manifatturiero d'Europa e il quinto a livello mondiale. Se alla attuale situazione oggettivamente delicata si aggiungesse il comportamento speculativo dei produttori di carburante, le prospettive sarebbero ben immaginabili".
Il sindacato per istituzione dovrebbe difendere, tra le altre cose, i redditi dei lavoratori. Questo sindacato, il suo sindacato, come intende muoversi?
"Intanto chiediamo al governo il blocco delle tasse sugli idrocarburi, per uso industriale e per uso civile. Del resto tempo addietro proprio con il governo ci accordammo per una sterilizzazione dei prezzi qualora il costo del petrolio avesse superato i 70 dollari al barile. E qui parlo da lavoratore dipendente: pago le tasse fino all'ultimo centesimo e poi mi ricaricano i costi dei carburanti, be' trovo il tutto francamente inaccettabile".
Magari è la solita denuncia accompagnata dalla solita richiesta di un intervento immediato...
"No, no il governo adesso deve convocare e subito le parti. C'è chi sostiene che la pressione dovrà essere forte, la Cisl è d'accordo. Vogliamo un confronto per evitare ulteriori aggravi sul versante industriale e su quello delle famiglie. E poi lo stesso esecutivo dovrà tenere un comportamento regolatorio sui produttori i quali spesso giocano sui prezzi alla pompa in regime di totale monopolio dei carburanti e della distribuzione. Controllano tutta la filiera e, in pratica, determinano la politica dell'energia. In Italia sui carburanti già abbiamo il più alto carico fiscale europeo, con oltre il 60% di tassazione".
E lo Stato che fa?
"Niente, appunto. Perché gli conviene, tanto ci prende la propria tangente. Tangente in senso di tassa, ovviamente. E' un circolo vizioso che va interrotto senza perdere altro tempo. La vicenda petrolifera poi si inquadra nella più generale questione della riforma fiscale. Sia chiaro che il governo se cadrà, non cadrà su altro che non sia il problema delle tasse".
Ma il suo non è un po' un abbaiare alla luna?
"Intanto l'esecutivo è stato costretto a varare una commissione e se non manterrà gli impegni, scatenerà un putiferio. Una vera e propria ribellione, non portata avanti dall'opposizione politica, ma da quei soggetti che pretendono il rispetto degli impegni".
Cosa intende per soggetti?
"Che chiederò a tutti coloro che hanno interesse a far abbassare le tasse di unirsi a noi nella richiesta di far cambiare atteggiamento al governo. Se non dovesse farlo siamo pronti ad una iniziativa forte".
Fino allo sciopero?
"Lo decideremo insieme".
I tempi però sono stretti.
"Certo, tanto è vero che abbiamo già messo in conto di organizzare una manifestazione a Roma sulla questione fiscale".
di LUCIANO COSTANTINI
Fonte: IL Messaggero
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2011-02-28 13:03:11 | un collega stufo
al costo industriale e alle accise, in pù si aggiunge .'IVA AL 20%
LA TASSA SULLE TASSE !!!
e qualcuno crede che lo Stato abbia interessa ad abbassare i prezzi ?!?
è il primo a guadagnarci !!!
mentre Noi Gestori siamo ancorati al margine fisso lordo prolitro.quindi con tutti questi aumenti dei prezzi, noi continuiamo solo a prenderlo in quel posto!!!
oltre che a prenderci gli insulti dalla gente ....
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parole parole parole....tanto non ne faranno nulla, la benza continuerà ad aumentare di prezzo e finisce li il discorso. senza tante storie, lo stato non rinuncerà mai a capitali e capitali di denaro facile, fatto senza fatica a costo zero. impossibile, anzi già tanto secondo me che non vengano messe ulteriori accise....
credo che la maggioranza di voi colleghi sia in pieno accordo con il mio pensiero.