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II petrolio supera i 100 dollari e l'inflazione sale al 3,4%

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II prezzo del petrolio è tornato sopra quota 100 dollari. Il light crude Wti di New York ha toccato ieri un massimo di seduta a 100,30 dollari al barile, un livello che non veniva toccato dallo scorso luglio. Intanto in Italia accelerano i prezzi dei beni energetici, con l'inflazione sulla benzina che aumenta a ottobre dello 0,8%, mentre il relativo tasso di crescita su base annua sale al 17,8% (dal 16,3% di settembre).

L'aumento dell'Iva e il caro energia mettono il turbo all'inflazione. A ottobre l'Istat conferma che i prezzi al consumo hanno registrato un balzo dello 0,6% su settembre e del 3,4% rispetto a un anno fa. La più elevata dal 2008. Nell'eurozona invece la corsa dei prezzi si è fermata al 3 per cento. "L'aumento dell'inflazione che si concentra sui consumi obbligati - osserva Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione - indebolisce il potere d'acquisto delle famiglie penalizzando le spese, ma incide anche sui costi delle imprese, diminuendo la loro capacità di fare investimenti finalizzati allo sviluppo". Ma è tutta la filiera della distribuzione a soffrire per il caro benzina. Per il 2011 "stimiamo ad esempio un aumento dei costi di trasporto - aggiunge Cobolli Gigli - del 6-8% determinato dall'incremento dei carburanti, e una crescita dell'8-10% dei costi dell'energia a causa di un aumento delle tasse che ha ormai raggiunto il 37 per cento. Auspichiamo che il governo Monti possa finalmente mettere in atto quelle misure in materia di maggiore concorrenza e libertà d'impresa richieste dalla UE e in grado di arginare l'aumento dei prezzi e contribuire al rilancio dell'economia".

Per l'associazione dei consumatori Codacons il recente aumento dell'Iva è stato un boomerang che ha prodotto effetti recessivi anche sui consumi, componente fondamentale della domanda e del Pil. E "il Natale, senza interventi governativi, sarà il più magro degli ultimi dieci anni". Coldirettì lamenta che "in un anno l'aumento del prezzo del gasolio destinato all'attività agricola è costato circa 250 milioni nelle campagne italiane, con un incremento del 46% del costo al litro".

Tutto da interpretare invece il trend dell'inflazione nel 2012, anche se gli analisti di Unicredit prevedono un anno di calma, addirittura con un calo dei prezzi sotto il 2% già dal prossimo aprile.

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