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Brand e Gdo insieme per le liberalizzazioni

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smk3LA PROPOSTA Centromarca propone a Federdistribuzione e ai consumatori un patto per rilanciare la concorrenza nei settori protetti

I prezzi dei prodotti del largo consumo confezionato negli ultimi anni sono aumentati a un tasso decisamente inferiore rispetto al rincaro di tariffe e servizi obbligati. Il tutto a discapito della spesa delle famiglie per i beni di consumo che in vent'anni è passata dal 40 al 24% del budget totale. Insomma, le aziende del largo consumo hanno cercato di salvaguardare il potere d'acquisto degli italiani con sconti e promozioni, a discapito di-utili e marginalità, ma adesso bisogna andare oltre perché "la missione di queste imprese non è vendere prodotti a prezzi stracciati, ma essere in grado di restare in salute e creare valore".
A parlare è Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, intervenuto alla quarta edizione del Consumer & retail summit organizzato dal Gruppo 24 Ore in collaborazione con Mark Up e Gdo Week. "Negli ultimi sette anni - spiega - a fronte di un incremento dell'inflazione del 12,7%, i prezzi dei prodotti del largo consumo hanno registrato un rincaro del 6,5%, la metà dell'inflazione, mentre assicurazioni, servizi bancari e professionali, trasporti e carburante, i cosiddetti servizi obbligatori, hanno messo a segno rincari medi del 23,50%, il doppio dell'inflazione. Ma la politica di contenimento dei prezzi praticata dall'industria del largo consumo e dai distributori ha rischi sempre più alti: i margini stanno scendendo, non ci sono più risorse da dedicare a innovazione e comunicazione e l'occupazione sta scendendo".
La soluzione per uscire da questo? Liberalizzare i settori dei servizi obbligati "protetti dalla concorrenza" e dare anche alla grande distribuzione la possiblità di offrire ai clienti servizi assicurativi o bancari, per esempio, aggiunge Bordoni che oggi a Milano - durante la presentazione della terza edizione dell'Osservatorio sugli stili e sulle tendenze di consumo degli italiani, a cura di Consumers' Forum - proporrà alle associazioni dei consumatori e a Federdistribuzione un'alleanza per un piano operativo proprio per il rilancio del tema della liberalizzazione "che permetterebbe un risparmio annuo alle famiglie di 3.200 euro".
La crisi economica ha determinato un calo nel rapporto di fiducia fra cliente, marca e insegna e un cambiamento dei comportamenti d'acquisto.
"Il largo consumo - afferma Giuseppe Brambilla di Civesio, presidente di Indicod-Ecr e amministratore delegato del gruppo Carrefour Italia - ha permesso in questi anni al consumatore di spendere meno con prezzi più bassi, ma ora bisogna guardare al futuro puntando su efficienza e, offerta. Lo yo-yo promozionale non è il sistema migliore per recuperare efficienza, per esempio, visto che crea problemi di stoccaggio della merce e di trasporto. Inoltre ci sono prodotti di settori più attrattivi, come tlc, vacanze, cultura, che ci rubano quote di spesa perciò è necessario migliorare l'offerta aumentando valore e servizio". Inclusa l'innovazione dei punti vendita. In primavera aprirà il nuovo format di iper, Carrefour Planet, anche in Italia.
Per recuperare valore ed efficienza Conad si è concentrata su riorganizzazione logistica, presidio dei mercati e marca commerciale, come spiega il suo amministratore delegato Camillo De Berardinis. "Non possiamo continuare a spingere sulle promozioni" che hanno raggiunto una pressione del 27-28% che al sud arriva al 35% - aggiunge - perché così non si porta valore. L'innovazione, sia di prodotto sia di formato, è la parola chiave. Questo non vuol dire rinunciare al prezzo. Significa che serve una strategia più ampia. Il consumatore è molto più selettivo: i prodotti premium e la marca commerciale crescono, mentre i primi prezzi no".
Insomma, per dirla con le parole di Bordoni, "promozione è uguale a distruzione del valore per tutta la filiera". Invece "Il consumatore conferma il desiderio di voler vivere, mentre fa la spesa, un'esperienza di valore: un messaggio chiaro per retailer e aziende del largo consumo" sostiene Angelo D'Imporzano, global managing director products Crm & analytics di Accenture.
"Una volta - commenta Umberto Galassini, aniministratore delegato di Bonduelle - le promozioni servivano per far conoscere un nuovo prodotto, adesso è solo un abbattimento dei prezzi. Chi non fa innovazione perde sul mercato, ma costa molto farla. L'aspetto promozionale è una devastazione". L'innovazione è fondamentale per Star. "Abbiamo un portafoglio prodotti critico -spiega il direttore generale Fabio Cairoli - perché appartiene a mercati tradizionali e maturi. Noi abbiamo scelto di puntare sul servizio con il brodo pronto per esempio. E di sostenere le idee e i talenti".

La dinamica

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Marike Gervasio

Fonte: IL Sole24ore


Commenti (2)
  • mirco

    :grin e' evidente che eni vuole mandare i Gestori vecchi per sostituirli con dei nuovi che non sanno a cosa vanno incontro.Tutto si puo' dire,ma non che questo che stanno combinando corrisponda a logiche economiche,questo e' solo suicidio di massa.arrivera' comunque il momento che eni dovra' risarcire tutti i Gestori d'italia per i danni causati.A norma di contratto non si puo' vincolare un Gestore con prezzo di acuisto e prezzo di vendita facendo si che questo vada in rovina.

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