Non tutti sono a conoscenza del fatto che la più grande federazione che rappresenta la Grande Distribuzione Organizzata, sia stata in questi anni associata a Confcommercio, l'associazione Italiana del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e delle PMI di cui fanno parte anche le associazioni dei Gestori FIgisc per la rete stradale ed Anisa per quella autostradale. Un legame, quello con l'associazione della GDO, che ha spesso creato polemiche tra gli associati a Confcommercio per la naturale conflittualità esistente tra le singole imprese commerciali e le grandi catene di ipermercati.
Dal 22 dicembre questo legame non ci sarà più, infatti, con un comunicato di recesso della confederazione, Federdistribuzione ha deciso di operare in forma autonoma rispetto a Confcommercio-Imprese per l'Italia . "Federdistribuzione e Confcommercio-Imprese per l'Italia - si legge in una nota della federazione - hanno avuto per tanti anni una proficua collaborazione, condividendo attivita' e percorsi (primo tra tutti il rinnovo dell'attuale CCNL);restano obiettivi comuni che potranno portare anche in futuro a verificare forme di collaborazione, nell'interesse di entrambe le organizzazioni e dei settori rappresentati, sia a livello centrale che locale". "Federdistribuzione rappresenta aziende alimentari e non alimentari della distribuzione moderna nei cui punti vendita si rivolgono decine di milioni di consumatori ogni settimana e dove vengono acquistati il 40% di tutti i prodotti venduti in Italia. Una realta' coesa intorno a valori forti - prosegue la nota - con una visione di un commercio votato al servizio del consumatore e al continuo miglioramento di se stesso, alla ricerca di sempre maggiore efficienza al proprio interno e in tutta la filiera, alla sostenibilita' economica, sociale e ambientale del Paese e dei suoi territori". "Questa cultura e questi valori - conclude la nota, meritano di essere meglio conosciuti e diffusi. Federdistribuzione intende portarli direttamente all'attenzione di istituzioni, media e clienti e cosi' contribuire al dibattito che ci deve portare a una Italia piu' forte, per il futuro di tutti".
Dal canto suo Confcommercio - si legge in una nota - si dichiara dispiaciuta per la decisione assunta; "Federdistribuzione ha scelto di interrompere il proprio rapporto associativo con Confcommercio-Imprese per l'Italia. Dispiace, perchè, in questi anni, la Confederazione ha lavorato per fare valere le ragioni del modello italiano di pluralismo distributivo, in cui una vitale compresenza di piccole, medie e grandi superfici di vendita agisce come fattore di rafforzamento della concorrenza e della qualità del servizio reso ai consumatori".
"Confcommercio continuerà a lavorare per la maggiore produttività di tutto il commercio italiano, nel convincimento che da questa maggiore produttività può venire un contributo importante alla crescita ed all'occupazione del Paese. E su questo terreno, le occasioni di confronto e di collaborazione non mancheranno: con la stessa Federdistribuzione, oltre che con le tante aziende commerciali medie e grandi, che certamente continueranno a far parte delle Associazioni territoriali della Confederazione e a cui Confcommercio assicurerà, comunque, rappresentanza e servizi dedicati".
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Una realta' coesa intorno a valori forti - prosegue la nota - con una visione di un commercio votato al servizio del consumatore e al continuo miglioramento di se stesso, alla ricerca di sempre maggiore efficienza al proprio interno e in tutta la filiera, alla sostenibilita' economica, sociale e ambientale del Paese e dei suoi territori".
Mi sono quasi commosso.
Nella sostenibilità sociale e ambientale sono compresi anche i centri storici distrutti e le periferie abbandonate dai piccoli commercianti e dalle stazioni di servizio che rappresentavano, loro sì, un punto di aggregazione e riferimento per gli abitanti, oltre che di servizio?