Giovedì 16 Aprile 2009 06:12
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Il TESORO PENSA A UN'ADDIZIONALE SPECIALE SUI CARBURANTI FINO A 5 CENTESIMI AL LITRO
La ricostruzione post terremoto potrebbe costare anche 12 mld nei prossimi anni. A giorni anche il decreto per lo scudo fiscale
Certamente non la si può definire una trovata creativa. Ma la situazione è critica e si deve andare poco per il sottile. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, il governo avrebbe deciso di aumentare le tasse sulla benzina, sotto forma di una tantum (che da che mondo è mondo diventa semper), per trovare subito i primi fondi necessari alla ricostruzione in Abruzzo.
I dettagli sono ancora scarni, ma da quello che risulta dai primi incontri tecnici in corso al ministero dell'Economia, lo staff del ministro Giulio Tremonti, avrebbe pronta un'ipotesi di lavoro di aumento dell'accisa sugli olii combustili fino a 5 centesimi al litro. Da questa strizzata alla pompa, che esclude una vera addizionale Irpef, si potrebbero ricavare parte dei primi soldi necessari per fare fronte ai lavori di ricostruzione. Ieri sera il ministro degli Intrerni,Roberto Maroni, ha precisato che la ricostruzione non costerà meno di 12 miliardi di euro, visto che giusto ieri sono state dichiarate agibili solo una casa su due nei comuni più colpiti dal sisma dello scorso 6 aprile. Il premier in persona, Silvio Berlusconi, avrebbe dunque deciso di varare al più presto (se ne parlerà già tra domani e dopo al preConsiglio dei ministri) un Piano Abruzzo, da varare anche con decreto legge, per le prime emergenze. E al Tesoro hanno cominciato a fare la spunta delle ipotesi in campo: oltre ai fondi previsti «rimodulabili», sono stati scartati sia l'utilizzo del 5 per mille della dichiarazione dei redditi, inizialmente proposta da Tremonti l'alzata di scudi di mezzo arco costituzionale, sia l'impiego dell'8 per mille, per la cui riforma serve addirittura una modifica dei Patti Lateranensi. Dunque, si è tornati a bomba sulla benzina, come per il Belice o la missione in Bosnia: la verde oggi costa 1,20-1,22 al litro, meno di un anno fa quando il petrolio era a 100 dollari al barile e un ritocchino potrebbe non far infuriare gli italiani che si sono mostrati molto generosi subito dopo il sisma abruzzese. La sintesi, come al solito, la farà Berlusconi. Così come per la seconda parte del piano d'azione, lo scudo fiscale.
Scudo antisisma. L'idea è di rieditare lo scudo fiscale del 2002. Oltrefrontiera, secondo le stime, ci sarebbero ancora circa 500 miliardi di potenziale imponibile. Se si riuscisse a riportarne a casa anche solo il 20% (100 miliardi), ipotizzando una tassazione al 10%, si recupererebbero i 10 miliardi necessari alla ricostruzione. Il Tesoro, starebbe pensando a tre differenti aliquote: la prima, più elevata, per chi decidesse di far emergere i propri capitali lasciandoli però all'estero; la seconda, più bassa, per chi riporterà alla luce del sole in Italia i soldi occultati nei paradisi e la terza, di favore, per chi volesse invece investire i soldi in titoli di Stato o nelle attività produttive.
di Roberto Sommella
Fonte: Milano e Finanza
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 16 Aprile 2009 10:07 )