Mercoledì 22 Luglio 2009 08:17
amministratore
Repubblica — 21 luglio 2009  pagina 5  sezione: FIRENZE
UNO pensa: ottenere in gestione una pompa di benzina è come vincere un terno al lotto. Entrate sicure, reddito garantito. E se per avviare l' attività si va in banca a chiedere qualche spicciolo, per giunta garantito, non ci dovrebbero essere problemi. E invece... Alberto Ciampa, fiorentino trapiantato a Torrita di Siena, non perde l' ironia nonostante la disavventura e ha lo spirito di definire «cosa carina» la disavventura che gli è capitato di vivere con una banca della zona. «Mio figlio e' rimasto disoccupato, come tantissimi altri» è la premessa. «Ho avuto però la fortuna di poter avere la gestione di una stazione di servizio.
E così sono andato in banca e ho chiesto uno scoperto di conto per poter acquistare la prima «dose» di benzina per circa 20.000 euro. Io e mia moglie abbiamo offerto in garanzia del prestito alcune case di nostra proprietà per un valore di circa 500.000 euro. L' impiegato si è messo a ridere vedendo tanta abbondanza in confronto alla richiesta». Certo che l' operazione si sarebbe potuta fare, tutto è stato rinviato di pochi giorni, a lunedì scorso, quando la direttrice della banca sarebbe rientrata dalle ferie. Sicuramente avrebbe firmato l' autorizzazione al finanziamento, solo una formalità , neppure l' impiegato aveva dubbi. E invece quando la direttrice è rientrata, è successo l' incredibile. «Ebbene - denuncia Ciampa - a questa signora non sono sembrate sufficienti le garanzie in quanto il reddito derivante dall' attività dell' area di servizio non era molto alto, secondo lei, e nonostante che la banca si sarebbe potuta rivalere sulle proprietà offerte in garanzia. Adesso io mi domando: ma a chi danno i soldi le banche se non li concedono in una circostanza come questa? E' ovviamente una domanda retorica. Ma quando, quasi tutte le sere, sento Tremonti che invita le banche ad aiutare le piccole imprese... Sono indignato. Perché magari qualcuno ci crede alle parole. Cose come questa vanno denunciate: io risolverò il problema prelevando un po' di soldi dal mio conto, ma al posto mio altri avrebbero dovuto probabilmente rivolgersi ad un usuraio». - MICHELE BOCCI