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Home Economia finanza Borsa e Finanza Ho chiesto 20.000 euro con garanzie per 500.000 'Scoperto' rifiutato

Ho chiesto 20.000 euro con garanzie per 500.000 'Scoperto' rifiutato

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vacciRepubblica — 21 luglio 2009   pagina 5   sezione: FIRENZE
UNO pensa: ottenere in gestione una pompa di benzina è come vincere un terno al lotto. Entrate sicure, reddito garantito. E se per avviare l' attività si va in banca a chiedere qualche spicciolo, per giunta garantito, non ci dovrebbero essere problemi. E invece... Alberto Ciampa, fiorentino trapiantato a Torrita di Siena, non perde l' ironia nonostante la disavventura e ha lo spirito di definire «cosa carina» la disavventura che gli è capitato di vivere con una banca della zona. «Mio figlio e' rimasto disoccupato, come tantissimi altri» è la premessa. «Ho avuto però la fortuna di poter avere la gestione di una stazione di servizio.
E così sono andato in banca e ho chiesto uno scoperto di conto per poter acquistare la prima «dose» di benzina per circa 20.000 euro. Io e mia moglie abbiamo offerto in garanzia del prestito alcune case di nostra proprietà per un valore di circa 500.000 euro. L' impiegato si è messo a ridere vedendo tanta abbondanza in confronto alla richiesta». Certo che l' operazione si sarebbe potuta fare, tutto è stato rinviato di pochi giorni, a lunedì scorso, quando la direttrice della banca sarebbe rientrata dalle ferie. Sicuramente avrebbe firmato l' autorizzazione al finanziamento, solo una formalità, neppure l' impiegato aveva dubbi. E invece quando la direttrice è rientrata, è successo l' incredibile. «Ebbene - denuncia Ciampa - a questa signora non sono sembrate sufficienti le garanzie in quanto il reddito derivante dall' attività dell' area di servizio non era molto alto, secondo lei, e nonostante che la banca si sarebbe potuta rivalere sulle proprietà offerte in garanzia. Adesso io mi domando: ma a chi danno i soldi le banche se non li concedono in una circostanza come questa? E' ovviamente una domanda retorica. Ma quando, quasi tutte le sere, sento Tremonti che invita le banche ad aiutare le piccole imprese... Sono indignato. Perché magari qualcuno ci crede alle parole. Cose come questa vanno denunciate: io risolverò il problema prelevando un po' di soldi dal mio conto, ma al posto mio altri avrebbero dovuto probabilmente rivolgersi ad un usuraio». - MICHELE BOCCI
Commenti
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marco  - meglio cosi'   |2009-07-22 11:05:31
meglio cosi'

ti e' andata bene ringrazia la banca altrimenti ti mangi via anche
quel capitale
Angelo  - l'esperienza della direttrice   |2009-07-22 11:41:33
Deve essere la conoscenza della direttrice verso il nostro settore. Saprà che
è assolutamente falso " Entrate sicure, reddito garantito" e che anzi
molti, magari l'ex gestore dello stesso impianto aveva il conto in quella banca
......
Moreno Parin  - Prestito a un benziaio?   |2009-07-22 12:07:02
Scusate, ma se io direttore di banca so che le stesse società petrolifere non
si fidano dei loro gestori, visto che o pagano la benzina per contanti alla
consegna o vogliono una garanzia bancaria ovvero non gliene frega niente dei
beni del gestore, perchè dovrei rischiare anche soli 20.000 Euro?
mp  - perchè?   |2009-07-22 12:37:31
E se non li rischia una banca, a cui sono state offerte garanzie per 500000,00
euro a fronte dei 20000,00 richiesti, chi allora?
Se una persona mette a monte
le sue proprietà, evidentemente ha anche la volontà di lavorare e guadagnare
qualcosa, ed è lui che RISCHIA!
Le banche che schifo.
Moreno Parin  - e perchè   |2009-07-22 12:56:26
E perchè non possono rischiare le compagnie petrolifere? in fin dei conti noi
stiamo sull'impianto a vendere i loro prodotti, a fargli fare bilanci da sogno,
anticipiamo le accise che verseranno dopo 20 giorni, perchè non possono
rischiare pure loro? perchè alle pompe bianche e grossisti vari vendono il
prodotti senza garanzie? perchè non si fidano solo di noi gestori? Forse
perchè sanno benissimo che ci stanno portando al fallimento?
Massimo  - Pesi e bilance   |2009-07-22 14:29:10
La proporzione nelle forze in campo tra la nostra categoria le compagnie ed
altri soggetti è molto diversa. IL mercato extrarete vive una condizione
favorevole per svariati motivi ed al momento risulta appetibile alle compagnie
per un altra serie di svariati interessi. Il mercato dei gestori ( scusate
l'espressione) è florido perchè esiste ancora nell'immaginario comune la
rappresentazione di un lavoro dove ci sono entrate sicure e reddito garantito.
Anche le compagnie dal canto l'oro quando si rivolgono al "mercato" per
dare in gestione un impianto vendono il loro prodotto promettendo lauti guadagni
e gloriose avventure. Pensate, mi ha raccontato un collega della shell che si è
rifiutato di fare l'associato ritirandosi il contributo della compagnia, come il
capoarea (volpe) ed il territory manager (gatto) nel presentare ai pochi
possibili nuovi avventurieri associati il loro prodotto hanno consigliato il
licenziamento di mogli e figli per fronteggiare al meglio la nuova attività con
i migliori guadagni possibili lasciando magari impieghi sicuri e a tempo
indeterminato.

Sfortunatamente sino a quando si troverano persone disposte a
svalutare completamente la prorpia professione, ed altre a non valorizzarla il
nostro sarà un mestiere sempre più inflazionato.
gc  - Nulla di strano   |2009-07-22 16:20:07
Il direttore della mia banca sono anni che mi dice che a loro degli immobili non
importa nulla e vogliono solo vedere la capacità reddituale di chi chiede il
prestito.
"Le banche sono già piene di immobili invenduti e non vogliono
fare gli agenti immobiliari". Sue testuali parole.
Se gli avesse portato la
firma a garanzia di un dipendente statale avrebbe ottenuto sicuramente il
prestito.
gestore irremovibile   |2009-07-22 16:47:42
ma scusate mi sembra una storia assurda questa qua! il cliente dice di avere
mezzo milione in immobili e non ha 20 mila euro per un carico di benzina?? non
è che è gia tutto ipotecato??
anita  - a ognuno il suo   |2009-07-22 17:00:18
Che le banche siano una lobby intoccabile è arcinoto. Quindi che non assolvano
ai propri doveri, rifiutando "per principio" credito e finanziamenti
alle piccole imprese, è una vergogna tutta italiana. Che questo complichi anche
una supposta "ripresa", mi pare pure evidente. Come lo è che dietro a
tante parole, a cominciare da Draghi, poi non ci sia nessuna volontà di
cambiare.
Per le società petrolifere (e qui il discorso di Parin è davvero
molto interessante e logico), si imporrebbe un cambio di strategia, che forse si
poteva cercare di anticipare in tempi più "normali". Abbiamo
"svincolato" da anni, l'idea che dai carburanti venissero redditi
minimi, come se a fronte di garanzie e investimenti cospicui, la renumerazione
dovesse venire da attività collaterali (che sono in pochi ad avere così
ricche). Ma insomma: metto capitali, impegno, lavoro, salute per stare su un
distributore carburanti per avere 3- 4 cent. lordi?
gigi   |2009-07-22 17:50:18
Tuo figlio è molto fortunato ad avere un padre disposto a scodellare per lui la
"pappa". Comunque e bene che tu sappia che sei stato fortunato, perchè
se tuo figlio intende pagare il primo scarico con il fido di c/c il suo margine,
gia esiguo, si ridurrà a praticamente zero. Inoltre se vuole vendere deve
necessariamente accaparrarsi clienti commerciali (ditte) e proporre pagamenti 30
gg fine mese, quindi:
se tuo figlio è intenzionato a intraprendere questo
mestiere, necessita, se l'impianto eroga un milione di litri almeno 30/40 mila
euro, se l'impianto eroga d+ aumenta in proporzione il badget. Cuncludo
ribadendo che il fido, ci deve essere, ma deve essere utilizzato solo in casi
estremi, altrimenti la banca riscuote e tuo figlio lavora......Ok? Auguri!
gc  - Calcolo errato.     |2009-07-22 19:49:50
Ai tassi attuali, gli interessi che producono 20000 euro sono sostenibili anche
per attività povere come le nostre, a meno che non si abbia un impianto
veramente disastrato. Oltretutto gli interessi si scaricano fiscalmente
recuperandone così una parte.
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