Prelievo di 0,77 euro.per il pieno di benzina e tasso del 12,7% sulle carte revolvingMILANO
Provate voi, con il serbatoio dello scooter in riserva sparata, a fare dieci euro di verde. E pagare con il bancomat o la carta di credito perché avete finito i contanti. Nove volte su dieci il gestore vi dirà : mi dispiace, non accettiamo le carte per piccoli importi, le commissioni sono troppo salate e l'operazione risulterebbe antieconomica. È solo un esempio di quanto l'italica propensione alla spesa sia ancora legata alla contingenza della moneta. Se il bancomat è entrato nell'uso quotidiano - con un transato 2008 di quasi 80 miliardi di euro - le carte di credito in Italia assomigliano più a suppellettili che a veri strumenti di pagamento.
E tutto questo nonostante negli ultimi anni la distanza con gli altri paesi abbia iniziato comunque ad accorciarsi.
Per Bankitalia l'anno scorso sono state emesse 40,7 milioni di carte di credito, ma solo 16 milioni risultano utilizzate: sei su dieci sono quindi inattive.
Per l'Abi nel 2008 le operazioni effettuate con carta di credito sono state pari a 67 milioni per un ammontare di cinque miliardi di euro (contro i quattro del 2007), una cifra sedici volte inferiore rispetto agli 80 miliardi della "plastica" di debito.
Ma quanto costa la carta di credito? Per Cartasi, con una fetta di mercato del 40%, la quota associativa media annua di una carta supera di poco i 23 euro.
E per pagare la benzina? «La commissione di acquisto medio dei carburanti è di 77 centesimi - spiega Francesco Pallavicino, responsabile market planning di Cartasi - mentre per gli esercenti si parla di un fee dell'1,42per cento».
Anche se in realtà con altri circuiti si può superare anche il 2-3 per cento. Le carte revolving, invece, quelle che permettono di pagare a rate, hanno un tasso medio nominale (il Tan) del 12,71% mentre sull'anticipo contante, quando si va a prelevare allo sportello automatico, si deve sborsare un buon quadro per cento. E se si dovesse fare un'operazione in una valuta diversa dall'euro, quindi pagare all'estero, per esempio in dollari? Con Barclaycard, negli ultimi mesi tra gli istituti più "aggressivi" a livello di marketing pubblicitario, la commissione è pari all'1,75% per la carta modello "classic".
La crisi, quindi, in qualchemodo si riflette sulle carte di credito e soprattutto sulla profittabilità delle banche che dal 2005 ad oggi, secondo Gianluigi Rocca di Sia-Ssb, sarebbe diminuita «del 30-35%, anche a fronte di un mercato molto più competitivo». Ecco allora che se nei primi sei mesi dell'anno
le transazioni con i bancomat sono aumentate dell'8%, quelle con le prepagate di un 20%, le carte di credito tradizionali hanno invece avuto una flessione dell'i per cento.
E gli esercenti cosa pensano? «La carta dì credito è comoda anche per noi - sostiene Fabio Fulvio, responsabile marketing di Confcommercio - anche se commissioni del 2%, soprattutto per i piccoli esercizi, iniziano ad essere insostenibili. C 'è da dire che negli anni abbiamo rosicchiato alle banche almeno 1,5 punti di commissioni».
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UN MERCATO DROGATO
L'Italia è maglia nera Uè: solamente quattro carte su dieci emesse ogni anno risultano effettivamente attivate dai consumatori
I numeri
4%
Il balzello per il contante
Se si utilizza una normale carta di credito per un semplice prelievo allo sportello automatico, si deve sborsare il4%di commissione sull'anticipo del contante
12,71%
Il tasso delle revolving card
Le carte revolving, cioè quelle che permettono di pagare a rate, presentano un tasso annuo nominale (Tan) del 12,71 percento
0,77 euro
La commissione al benzinaio
Per chi paga al distributore con la carta di credito la commissione media è di 77 centesimi di euro
1,42%
Il «fee» degli esercenti
La commissione ("fee") enei negozianti sborsano per ogni prodotto pagato dal cliente con Cariasi risulta dell'1,42 percento
Daniele Lepido
IL Sole24ore
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