Per mezzo di adeguati e costosi spot pubblicitari, radiofonici e televisivi, opportunamente inseriti nei palinsesti pre serali come a dire - guarda mio caro cliente, tra pochi minuti i distributori chiudono e "aprono" i self-service - le sorelle maggiori eni ed Esso comunicano l'imperdibile occasione della possibilità del rifornimento scontato.
Incentivare l'ignaro consumatore al rifornimento SENZA IL GESTORE, è quindi la strada intrapresa anche da Esso, già abbondantemente spianata dalla principale petrolifera italiana. Ma è davvero la strada giusta? Ovviamente, la nostra risposta è NO e anche se ai consumatori può non importare del futuro della nostra categoria, in nome della logica del proprio portafoglio, dovrebbe invece cominciare proprio da quello e chiedersi se il risparmio effettivamente esiste e su che base.
Tanto per non fare quelli che "la colpa è sempre di qualcun altro" la nostra categoria deve esprimere il proprio j'accuse di fronte al proliferare di questa iniziativa, mirata all'eliminazione della figura del Gestore attraverso l'educazione ad un processo di automatizzazione che non vedrà più il bisogno della sua esistenza, inteso come mestiere. Una prospettiva realissima ed, ironia della sorte, "voluta" ed avallata anche dallo stesso Gestore che accetta di partecipare a queste iniziative. La nostra categoria sta aiutando se stessa ad...eliminarsi?
Gli ultimi avvenimenti in casa eni, parliamo delle richieste e delle relative pressioni per un contributo di partecipazione allo sconto da parte del Gestore, confermano questa visione del futuro. Ma anche il comportamento di alcuni colleghi, vogliosi di avviare la vendita "agratis" (per loro) di molti litri, ci da la misura dell'irrimediabile bolla di immaterialità.
Ma torniamo al nostro consumatore e al suo portafoglio, partendo dai fatti per arrivare a delle considerazioni oggettive perchè molto spesso per troppa fiducia nella buona propaganda e nello storico brand, si finisce col prendere buono tutto, onorando così lo scopo del venditore.
Ci sono dei risvolti propriamente tecnici nella determinazione del prezzo finale del carburante, volutamente complicati così da far desistere il consumatore dalla malsana voglia, qualora gli venisse, di CAPIRE come funziona il meccanismo. E' sicuramente più comoda, gratuita e di gran voga la denominazione finale di "benzinaio ladro", debitamente sponsorizzata dalle associazioni dei consumatori.
Tuttavia, in questa sede, ci soffermiamo sulla fattispecie sconto iperself rispetto al prezzo del servito depositato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, così come lo pubblicizzano le aziende petrolifere
Nel caso di Esso, l'azienda avverte che tale sconto è riferito al prezzo provinciale consigliato al gestore per il “segmento servito”. Un prezzo diviso per provincie quindi che, a quanto comunica l'azienda, può essere verificato dal consumatore, valutando così l'entità reale dello sconto e l'effettivo risparmio.
Nel caso eni, l'azienda Italiana dal primo giugno, ha cambiato la tipologia di determinazione del listino dei prezzi al pubblico ed ha personalizzato il prezzo di vendita per ogni impianto. Con questa nuova tipologia di prezzi ogni impianto appartiene ad un gruppo di impianti che la stessa azienda ha definito cluster. Al contrario di quanto succedeva in precedenza, gli impianti che partecipano all'iniziativa di sconto avranno prezzi diversi anche nello stesso bacino d'utenza perchè il loro prezzo è diventato personalizzato. Ma l'eni continua ad indicare anche nella cartellonistica nuova che : "-6 centesimi al litro rispetto al prezzo del servito depositato presso il Ministero Sviluppo Economico".
Mettiamoci nei panni del consumatore che oggi, a differenza di quanto accadeva prima, vedrà un prezzo in iperself diverso tra impianti dello stesso bacino di utenza, perchè appartenenti a diversi Cluster. Egli penserà di essere vittima della furberia del Gestore, non potendo immaginare che il prezzo specifico di quell'impianto, numero xyz, avrà un suo prezzo servito con cui fare lo sconto di 6 centesimi.
In tempi non sospetti, quando non esistevano tutte queste associazioni consumeristiche, questo comportamento se non era sanzionato, almeno prefigurava pubblicità ingannevole. Oggi, nel tempo dello sconto sulla fiducia, tutto è permesso. Complici anche noi Gestori capaci di tutto ma soprattutto di perdere la nostra credibilità.
Redazione GC, M.D. e A.V.
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2010-07-16 23:10:14 | io
pubblicità ingannevole c'è un altro pezzo di pubblicità ingannevole, ma se aspettiamo che le associazioni consumatori le facciano notare stiamo freschi... oltre al discorso dei prezzi cluster, per cui il -6 è uno sconto aleatorio perchè la pubblicità dice:
Sconto di 6 centesimi il sabato e la domenica e tutti i giorni durante
l'orario di chiusuraqui da me l'agip al sabato durante l'orario servito fa, giustamente, il prezzo senza sconto.
lo spot invece rimane sul vago includendo sabato e domenica, e aggiungendo "e tutti i giorni durante l'orario di chiusura"... ma non sarebbe bastato dire ques'tultima frase per essere veritiero (sempre tenendo presente della fregatura prezzi cluster)?a me
sembra una pubblicità due volte ingannevole, ma tanto poi se l'antitrust si
sveglia tra qualche mese e multa eni, quest'ultima si rifà subito su
consumatori e gestori onestigrazie antitrust, grazie associazioni
consumatori
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sindrome di cassandra
""si attribuisce l'appellativo di "Cassandra" alle persone che
pur annunciando eventi sfavorevoli giustamente previsti, non vengono
credute.""
Guardate l'analogia tra voi redattori e la sindrome: tanti
hanno firmato il -10 self eni nonostante i vostri appelli e poco potete fare perchè non vi credono. A questo punto tanto vale che facciate i Caronte vale a dire traghettate negli inferi i defunti gestori- firmatori ,tanto prima o poi schiattano....
Rimane sempre la possibilità di dire loro prtima dell'ultimo
respiro finanziario : te lo avevamo detto.
CRUDELE IL MIO INTERVENTO MA FONDATO
p.s. complimenti cmq per lo sforzo he questo sito sta facendo , però
se accettate una critica con questo intervento avete messo troppa carne al fuoco. La sintetizzazione del mio intervento appellandomi alla mitologia è
dovuta