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SQUERI SE L’E’ PRESA…

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Cari visitatori,

l’amministratore di questo sito ha ricevuto la comunicazione redatta e inviata nientemeno che dalla Direzione Servizi Legali, Ambiente, Sicurezza e Politiche Energetiche della Confcommercio di Milano, su sollecitazione del Presidente provinciale pro-tempore della Figisc di Milano, della quale, come è consuetudine per questo sito, diamo conto a ciascuno di voi integralmente, senza tagli, manipolazioni e censure.

Milano, 20 aprile 2011

Egregio Signor Massimo D'Amato Responsabile gestoricarburanti.it

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OGGETTO: Dichiarazioni diffamatorie pubblicate nel sito internet www.gestoricarburanti.it - Richiesta di immediata cancellazione.

Il Presidente Luca Squeri, in proprio nonché in qualità di legale rappresentante pro-tempore del Sindacato Provinciale Gestori Impianti Stradali Carburanti, aderente a questa Unione Confcommercio Imprese per l'Italia Milano, Lodi, Monza e Brianza, ha sollecitato l'intervento della scrivente Direzione Legale in ordine a quanto di seguito esposto.

Nel forum dedicato al mondo sindacale all'interno del sito internet gestoricarburanti.it risultano pubblicati, rispettivamente, un articolo e. a seguire del medesimo, dei commenti inviati da alcuni utenti, i cui contenuti integrano gli estremi della diffamazione sia ai danni della persona del Presidente sia della classe dirigente della citata Associazione sindacale.

Nell'articolo, la dirigenza Figisc viene accusata di "essere appiattita su posizioni filoaziendali e filogovernative al solo scopo di mantenere una posizione di vantaggio personale"; non soltanto detta osservazione risulta inveritiera, ma è, altresì, idonea, nella sua falsità e lesività, ad offendere la reputazione dei soggetti cui la medesima è rivolta, e, in particolare, quella del Presidente Squeri.

Considerata, quindi, la gravità delle sopracitate espressioni, affermative, si ribadisce, di fatti infondati, destituiti di ogni plausibile fondamento e palesemente diffamatori, si richiede formalmente, a codesta spettabile gestoricarburanti.it, espletate le necessarie verifiche sull'antigiuridicità del materiale inserito, di procedere alla immediata cancellazione dei relativi contenuti illeciti, lesivi dell'altrui onorabilità.

Richiesta immediata cancellazione

Su quanto abbiamo letto, alcune brevi considerazioni

Premesso che:

  • l’articolo al quale si fa riferimento nella comunicazione inviata, ma che non viene citato -forse per un improvviso rigurgito di pudore- è quello titolato “Anche Luca Squeri alla manifestazione pro Berlusconi”, pubblicato in data 12/4/2011, che prende spunto da un servizio sulla manifestazione dei fedelissimi del Presidente del Consiglio di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano andato in onda sul TG5 di prima serata di qualche giorno fa, nel quale si distingue chiaramente in prima fila, tra i palloncini gli striscioni e  la folla festante e compiaciuta, il Presidente Luca Squeri;
  • riteniamo gratificante, ma purtroppo del tutto immeritata, l’attenzione ed il disturbo preso dall'autorevole Ufficio Legale della Confcommercio di Milano;
  • da buoni Gestori, avendo a che fare ogni giorno con i potenti petrolieri, abbiamo imparato a convivere con gli atteggiamenti minacciosi e le prepotenze e di conseguenza ad attrezzarci  per non farci impressionare e  resistere alle pressioni, quasi come se questo aspetto fosse diventato una “malattia professionale”;
  • per quel che riguarda l’articolo, la frase che nella missiva viene imputata di diffamazione, è in realtà largamente decontestualizzata.  La richiesta avanzata è pertanto del tutto irricevibile poiché quelle che nella comunicazione vengono definite “accuse”, non possono in alcun modo essere ricondotte nel caso specifico al giudizio di chi ha redatto l’articolo, limitandosi invece a considerare che alcuni atteggiamenti del Presidente Squeri hanno rischiato di legittimare quelle stesse “accuse” che sono oggetto del dibattito aperto non solo nella categoria dei Gestori, ma nel settore tutto. Prova ne sia, da ultimo, l’articolo pubblicato dall’autorevole Staffetta Quotidiana, dal titolo “Il pozzo senza fondo delle accise”, nel quale il giornalista Gabriele Masini, parla apertamente e senza tanti giri di parole di “collateralismo”;
  • quelle che vengono definite “accuse” e “diffamazioni”, sulle quali Gestori e settore discutono più o meno apertamente anche nei portali messi a disposizione dalle stesse compagnie petrolifere, non sono altro che giudizi e opinioni, per quanto sgraditi, espressi nei riguardi di un “uomo politico” a tutti gli effetti, che in quanto tale, non facendo nulla -per usare un eufemismo- per sottrarsi al massimo dell’esposizione mediatica di cui riesce a disporre, non può che considerare del tutto fisiologica anche l’invettiva polemica;
  • d’altra parte, il Presidente Squeri, proprio in virtù della sua esposizione mediatica, sulla quale sembra considerare utile fondare molte delle sue fortune politiche presenti e future, è il maggiore beneficiario -in termini di minutaggio dei suoi interventi direttamente in audio e in video- della “politica” del sito che fa’ da megafono, senza tagli, manipolazioni e censure, a tutte le voci che sono espressione della categoria, in particolare, e del settore più in generale;
  • di certo, però, nessuno può chiederci e tantomeno intimarci, di rinunciare ad esprimere opinioni, giudizi e critiche. Meno che mai, di impedire ai nostri visitatori di farlo attraverso il forum o i commenti agli articoli pubblicati. Il sito nasce principalmente col fine di consentire ai Gestori, in primo luogo, di poter esprimere liberamente le proprie opinioni. La garanzia dell’anonimato, per chi crede usarla, è proprio lo strumento necessario a permettere quella libertà di espressione -sempre nell’ambito di una correttezza di fondo- difendendola dallo strapotere contrattuale e psicologico che le compagnie petrolifere esercitano su di loro da sempre. Non a caso, nelle volte in cui siamo stati citati da alcuni organi di stampa, questi ci hanno etichettato come ” il portale che fa da megafono alla voce dei Gestori”. Mai ci saremmo immaginati che questo strumento ( la nostra voce), un giorno, avrebbe dovuto essere utilizzato per difendere i Gestori non già dagli zelanti e vendicativi funzionari aziendali -che ad onor del vero, in nessuna occasione si sono lontanamente azzardati ad intervenire sul sito, malgrado gli attacchi a volte anche virulenti che hanno ripetutamente subito da queste colonne- ma da coloro che avrebbero il compito di rappresentarli e tutelarli. Gli stessi che avrebbero il dovere di dotarsi di quel minimo di professionalità tale da saper fare tesoro anche delle critiche più feroci e semmai rovesciarle (cosi come nella richiesta avanzata a fondo dell'articolo incriminato) con i fatti, più che con il tentativo (inutile) di ridurre al silenzio il dissenso.

Tutto quanto sopra premesso, e ribadito il giudizio di infondatezza e irricevibilità della intimazione ricevuta dall’ufficio legale messo a disposizione del Presidente Squeri dalla Confcommercio, non avendo alcuna intenzione di invocare capisaldi di democrazia  come la libertà di stampa e di espressione garantita (cosi come l’ufficio legale della Confcommercio dovrebbe sapere) dall'art.21 della Costituzione,  per minutaglie del genere e questioni di tale bassezza, oltreché ritenendo, in tutta franchezza, di ben poca rilevanza sia l’articolo redatto che, soprattutto, l’oggetto di cui l’articolo si occupa occasionalmente e considerando che lo stesso ufficio legale sarebbe costretto a sottrarre proprie risorse e di conseguenza risorse a disposizione della stessa categoria dei Gestori,  l’amministratore del sito, consultata questa redazione, decide, nella sua autonomia e con la massima serenità,  di ritirare l’articolo in questione, già d’altra parte abbondantemente visionato e commentato, certo che ciò non possa in alcun modo modificare il giudizio che ognuno si sarà autonomamente fatto della vicenda.

Da parte nostra, vi assicuriamo che continueremo a mettere a disposizione e difendere la possibilità per ciascuno di voi e per quanti di voi lo vorranno (compreso il Presidente Squeri), prima ancora che per noi stessi, di esprimere liberamente ogni tipo di opinione, senza che ciò possa esporvi ad alcuna ritorsione. Con l’unico scopo, cosi come è sempre stato, di dare voce e porre sempre al centro del dibattito la categoria  dei Gestori.

Fraternamente

Massimo D’Adamo

Di seguito ripubblichiamo il video che ha mandato su tutte le furie il Presidente Luca Squeri


Commenti (57)
  • az  - Caro Massimo,

    esprimo a te e a quanti collaborano con te alla realizzazione del sito il massimo della mia vicinanza e della mia solidarietà.
    Considera, però, che a te è andata di lusso.
    Non ti hanno potuto telefonare in diretta...

  • Danilo  - a Massimo e a tutta la Redazione

    Caro Massimo, poche semplici parole per confermarti con nome e cognome la mia totale solidarietà in seguito a questo atto intimidatorio al quale non oso dare un appellativo perchè dovrei lasciarmi andare in scurrilità.

    Ma non mi soffermo alla solidarietà, è mia volontà esprimere a te e a tutti i visitatori del sito la mia incondizionata condivisione del tuo operato .

    Non contento di tutto questo sarà mia premura ogni qualvolta verrà pubblicata una notizia o peggio ancora critica a “”colui che se l’è presa......”” chissà dove chissà come.... di fare un intervento con questa polemica dicitura :


    "Nel forum dedicato al mondo sindacale all'interno del sito internet gestoricarburanti.it risultano pubblicati, rispettivamente, un articolo e. a seguire del medesimo, dei commenti inviati da alcuni utenti, considerata, quindi, la gravità delle sopracitate espressioni, affermative,si richiede formalmente, a codesta spettabile gestoricarburanti.it, di procedere alla immediata cancellazione dei relativi contenuti illeciti."

    IL bavaglio all’informazione e la censura, gli atti intimidatori sono atteggiamenti consoni ad un regime

    Come ho avuto modo di affermare diverse volte : dissentire è democrazia , e solo con il dissenso si ha la possibilità di crescere e migliorare.

    Con rinnovata stima e fraterna amicizia
    Danilo Cane

  • gino

    La mia più sentita vicinanza a quanti si trovano giornalmente a combattere questa grande battaglia cosi come fa Massimo e la redazione di Gestoricarburanti.
    La libertà è una conquista che va difesa con forza giornalmente da tutti.
    Per questo il mio appoggio è assolutamente incondizionato alla vostra causa.

  • Flavio

    Complimenti, risposta esemplare. Quando ci si inalbera è perchè si tocca la verità.....

    Grazie GC.....

  • benzinaio siciliano  - Come si combatte il fango

    di ROBERTO SAVIANO

    Che cos'è la macchina del fango? È delegittimazione, attacco personale, screditamento attraverso il gossip, gogna pubblica di fatti privati come un calzino color turchese o una vecchia foto di vacanze su una spiaggia nudista. È un sistema semplice e antico che funziona talmente bene da diventare regola: chi si pone contro il governo o certi poteri, finirà infangato.

    Critichi? Ti opponi? Sarai delegittimato. Si attiva una macchina fatta di dossier, di giornalisti conniventi, di politici faccendieri che cercano attraverso media e ricatti di delegittimare gli avversari. Spesso si giustificano con la scusa dell'inchiesta. Ma esiste una differenza fondamentale tra diffamazione e inchiesta. L'inchiesta raccoglie una molteplicità di elementi per mostrarli al lettore. La diffamazione prende un singolo elemento privato e lo rende pubblico. Non perché si tratti di un reato e nemmeno di qualcosa che tiene al ruolo pubblico della persona nel mirino. Ma la mette in difficoltà, la espone, la costringe a difendersi. Così il fango intimidisce, ostacola la partecipazione, invita a evitare di rovinarsi l'esistenza. Utilizza ogni cosa e non solo qualcosa di privato che attiene alla tua sfera intima ma un tuo connotato che faccia ombra: un talento, un coraggio, un'ambizione, un'aspirazione alla bellezza. Qualunque cosa attenti alla selezione alla rovescia che è prevalsa nella vita pubblica, e che deve garantire la durata dei peggiori. I peggiori sono i peggiori, o, peggio, i migliori che hanno tradito e si sono traditi e

    non se la sentono più di cambiare, di risalire, e mirano a tirare giù gli altri. Il gossip, paroletta che vuole rendere leggera la brutalità della maldicenza e rendere carina la liquidazione della discrezione, è oggi uno strumento estorsivo sulla vita personale, un racket sulla privacy. Perché il fango mira alla tua sfera più intima. Ti costringe a difenderti da ciò che non è né colpa né crimine, ma solo la tua vita privata. È sacra la privacy su chi incontri, su chi frequenti, sul fatto che nessuno, tranne la persona amata, deve ascoltare una tua dichiarazione d'amore.

    Ma se candidi le tue amiche e puoi finire vittima di ricatti ed estorsioni, questo smette di essere un fatto privato e diventa invece condizionamento della vita pubblica di un intero Paese. La privacy è tutela della vita e della voglia di vivere. L'abuso di potere è un'altra cosa, scontata da altri.

    Lo scopo della macchina del fango è cancellare questa differenza fondamentale. Poter dire e ribadire: siamo tutti uguali, lo fanno tutti. E questo funziona benissimo, perché molti non comprendono la differenza, ma soprattutto perché è comodo pensarci tutti peccatori. Se siamo tutti uguali, nessuno è più costretto a fare uno sforzo per cercare di essere migliore. Questo meccanismo si nutre di una tendenza tipica del nostro Paese: se emergi, sarai stato favorito; se ti esponi, sei un narciso; se hai ambizioni, sei un opportunista. Più un potere è in crisi, più cercherà di portare nel proprio abisso tutto ciò che gli sta attorno. Viene in mente la massima: nessuno è un grand'uomo per il proprio cameriere. Il precetto di oggi che la macchina del fango impone dev'essere: nessun uomo, tutti camerieri. La libertà di stampa in Italia è compromessa dalla certezza che non verrai criticato per quello che dici, ma cercheranno di demolire la tua vita, la tua dignità, anche laddove non c'è ombra di reato. Ma non è un meccanismo che riguarda solo i giornalisti. La stessa cosa successe al presidente della Camera Fini, quando cominciò a dissentire da alcune posizioni a proposito di giustizia e legalità.

    Ma vale la pena ricordare soprattutto il direttore di Avvenire, Boffo, che aveva iniziato a criticare la condotta di Berlusconi. Nel maggio del 2009 aveva scritto: "Continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese". Subito entrò in azione la macchina del fango, riesumando una storia vecchia di anni che riguardava una multa pagata per chiudere una diatriba giudiziaria minima (telefonate a una persona che non voleva essere disturbata). Non solo: vi si aggiungeva un documento di supposta natura giudiziaria che diceva: "Noto omosessuale già attenzionato dalla polizia". La diffamazione si basava dunque su un documento falso, perché in nessun atto giudiziario Boffo risultava né omosessuale né tantomeno "attenzionato" dalla polizia. Ma, a parte questo, quale sarebbe il suo reato: l'omosessualità? Chi crede che l'omosessualità sia "da attenzionare" si comporta da sgherro di regime, regime qualsiasi. Boffo, per questo fango, è costretto prima a difendersi e poi a dimettersi. E il politico pdl Stracquadanio conia un termine sinistro che mostra come la diffamazione stia diventando metodo: il "trattamento Boffo", che richiama il "Trattamento Ludovico" di Arancia Meccanica.

    La macchina del fango è un meccanismo vecchio. Ci avevano provato anche con Giovanni Falcone, criticandolo non per il suo operato, ma per la sua immagine. Anche il fallito attentato all'Addaura dell'estate 1989 diventa pretesto per la diffamazione; nei salotti di Palermo, infatti, si dirà che la bomba l'ha fatta mettere lui stesso, per attirare l'attenzione su di sé a fini di carriera. Falcone conosceva bene l'Italia e il meccanismo secondo cui se la mafia non ti uccide, se l'attentato salta, si rischia di non essere credibili. Solo la morte può legittimarti. Dopo la diffidenza mostrata verso l'autenticità dell'attentato dell'Addaura, diventano pubbliche sei lettere anonime del "Corvo", indirizzate a diverse figure istituzionali. Nelle lettere il magistrato viene accusato di aver fatto rientrare dagli Usa il collaboratore di giustizia Contorno e di averlo usato come killer di Stato per stanare i corleonesi. Solo il 23 maggio 1992, giorno della strage di Capaci, le critiche personali cessano. La morte di Falcone azzera le polemiche, Falcone diventa eroe. Quasi che la morte fosse l'unica prova possibile dell'autenticità della sua lotta alla mafia.

    In Italia, la macchina del fango ha avuto un bersaglio prediletto in Pier Paolo Pasolini. Contro un intellettuale scomodo, indipendente, per giunta apertamente omosessuale, si tirava persino fuori un'accusa di rapina da cui lo scrittore è stato prosciolto con piena formula. Non solo attacchi da giornali di destra, ma anche giudizi sprezzanti di molti uomini della sinistra che trovavano scomoda la figura del Pasolini omosessuale. Lo scrittore subì innumerevoli denunce e 33 processi nel corso di 27 anni; non si sottrasse mai al processo. Lo stesso Pasolini scrisse su Paese Sera l'8 luglio 1974: "Mi hanno arrestato, processato, perseguitato, linciato per quasi due decenni. Questo un giovane non può saperlo... Può darsi che io abbia avuto quel minimo di dignità che mi ha permesso di nascondere l'angoscia di chi per anni e anni si attendeva ogni giorno l'arrivo di una citazione del tribunale e aveva terrore di guardare nelle edicole per non leggere nei giornali atroci notizie scandalose relative alla sua persona...". Pasolini parla di paura, terrore: è questo che produce la macchina del fango e che spesso porta a non agire, a evitare di partecipare, a compiere uno sforzo per migliorare le cose. Una volta Enrico Deaglio nel ricordare Mauro Rostagno usò un detto siciliano: "I vermi non l'hanno a mangiare". I vermi, vale a dire, non avranno alcun potere se vivrà più forte il ricordo di un uomo che si è adoperato per il bene e per il giusto. Oggi vale purtroppo anche per i vivi. Se ti poni contro il potere i vermi della delegittimazione ti vengono gettati addosso.

    Ribadisco, l'unico modo per fermare la macchina del fango è non darle credito. Riconoscerla, dire: è fango, non mi interessa, non mi riguarda. Facendo muro contro la maldicenza, non diventandone un veicolo di diffusione, non riprendendo la notiziola su un compenso o su una relazione. Non è difficile avere la possibilità di impastarsi meno con il veleno. Basta ricordare come ci si sente quando si diventa oggetto di illazioni false, di pettegolezzi maliziosi, di mobbing fondato su presunte inadempienze, qualcosa che è capitato a tutti. La macchina del fango è un meccanismo persecutorio che non mira solo a distruggere un avversario, ma che sta scardinando ogni possibile patto di fiducia all'interno di questo Paese. Fermarla equivale a difendersi da un acido corrosivo. Nel maggio del 1924 Giacomo Matteotti denunciò i fascisti per i brogli elettorali e, terminato il discorso, disse: "Ed ora preparatevi a farmi l'elogio funebre". Sapeva che sarebbe stato ammazzato. Non sembri troppo drammatico il citare Matteotti se oggi la consapevolezza di chiunque si ponga contro il potere del governo sia quella di sentirsi "pronto alla più feroce delle campagne di delegittimazione e fango". Per ogni denuncia, per ogni critica, per ogni gesto di coraggio, per ogni resistenza, sai già cosa ti capiterà per cui senza paura dinanzi al "tutti facciamo schifo" risponderei come risposero i ragazzi di Locri alla bestialità ndranghetista: e ora infangateci tutti.

    Caro massimo hai la mia grande solidarietà continua nel tuo prezioso lavoro ciao G.G.

  • ROBERTO  - DIFFAMAZIONE

    INVECE DI MINACCIARE QUERELE CONFCOMMERCIO MILANO DOVREBBE CONVOCARE SUBITO LA GIUNTA NAZIONALE FIGISC E PORTARE IN DISCUSSIONE L"ACCADUTO. RICORDO CONFCOMMERCIO CHE L"ESTRAZIONE POLITICA DEGLI ASSOCIATI E DI DIVERSA NATURA E OBBIETIVAMENTE COME ESPONENTE PROVINCIALE FIGISC PENSO CHE SQUERI AVREBBE DOVUTO RISPARMIARSI QUESTA USCITA DI PIAZZA.PS.PIENA SOLIDARIETA ALLA REDAZIONE DI GESTORI CARBURANTI.

  • Un gestore Agip

    Complimenti per la risposta, speramo che i vertici di confcommercio capiscano come funziona in Figsc e facciano cambaire le cose.

  • GRAZIANO BOSSI  - E no, stavolta proprio non ci sto!


    Egregio sig. direttore, le scrivo queste poche righe per rispondere al suo articolino dal titolo “SQUERI se l’è presa”, partendo da qualche mesetto fa.
    • Mi giunge voce, non ancora smentita, che lei che fa parte da molto molto tempo dell’organismo “fegica” e quindi, come molti lettori avranno capito, ha tutti gli interessi politici sindacali di attaccare il PRESIDENTE DELL’ORGANIZZAZZIONE MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVA SUL TERRITORIO NAZIONALE; vero?
    • Ops! Sento sempre attaccare il PRESIDENTE SQUERI, ma mi stupisco come nessuno su questo sito, abbia mai avuto il coraggio di dire che il buon De Vincenzo “che sicuramente si incazzerà, non tanto per quanto andrò a scrivere, ma perché scritto da un ragazzotto del nord che ha nel cuore la bandiera leghista”, dopo essersi dimesso da Segretario Generale della “fegica” per candidarsi nelle liste dell’idv, purtroppo per lui non ha nemmeno raggiunto i voti necessari per rimanere all’interno del partito. Quindi trovo molto buffo, che tutti su questo sito siano capaci di attaccare il PRESIDENTE SQUERI, e non si siano accorti che la “fegica”, abbia modificato lo statuto e si sia ripresa il Segretario, inventandosi il ruolo del presidente (….)
    • Riuscirebbe a spiegarmi come mai, la “fegica” in casa Eni, prima ha firmato con riversa l’accordo, facendo il diavolo a quattro accusando FIGISC e faib di aver venduto i GESTORI e poi quatta quatta ha sottoscritto anche lei l’accordo dimenticandosi di utilizzare la stessa cassa di risonanza?
    • Mi piacerebbe capire come mai il Presidente FAIB Martino, possa essersi lasciato coinvolgere anche nella fantapolitica del libera la benzina, dando cosi la possibilità a chi sedi per l’Italia non ha, di sfruttare le sue strutture.
    Arrivando alla fine di queste mia breve ma dirompente lettera, mi auguro che dopo questo, imbarazzante episodio, senza doverne citare altri, si possa continuare a fare il bene della categoria, evitando di attaccare nuovamente la FEDERAZIONE MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVA.

  • Anonimo

    Caro Bossi, tutta verità però dimentichi la cosa principale..........:
    Queste persone strà crepano d'invidia e si nascondono dietro l'anonimato e alla diffamazione.

  • Anonimo

    Dimenticavo sono Pietro

  • nicola

    ma va a cagher!!!!!!

  • Giank

    Un anonimo che attacca gli altri perchè si nascondono dietro l'anonimato, dà grande prova della sua intelligenza.

  • Anonimo

    giankaccola vedi sotto e se sai leggere quel disegnino si legge pietro

  • Anonimo

    Perchè, con Pietro si rende identificabile quello che ha scritto quelle stronzate? Va a cagher assieme a lui!

  • Giancarlo

    Più che dirompente, io trovo la tua lettera ridicola nel suo tentativo di difendere l'indifendibile. Siamo sempre in attesa di proposte della Figisc che, finora è riuscita solo a proporre vuoti bla-bla e nessun tentativo serio di porre sul tavolo quello che è il problema più serio al momento e cioè l'eliminazione o almeno l'attenuazione degli effetti del doppio binario. D'altra parte , leggendo interventi come quello del responsabile vicentino, non mi meraviglia affatto che da parte dei rappresentanti Figisc si odano parole che starebbero meglio in bocca a qualche rappresentante dell'UP.
    "Libera la benzina" è un'utopia? Possibile, ma almeno è un tentativo di reagire ad un lento ed inesorabile declino della categoria che non potrà che concludersi con la sua scomparsa. Se voi siete capaci di elaborare proposte migliori, siamo tutt'orecchie, altrimenti il mio consiglio è quello di chiudervi in un decoroso silenzio, evitando così una sequela di brutte figure di cui questa "dirompente" :grin lettera fa sicuramente parte.

  • Luciano S

    Non si capisce dove si vorrebbe far gridare allo scandalo.
    La domanda sarebbe dovuta essere: Avrebbe mai potuto fare tutto questo uno della figisc???
    Nel silenzio di un lavoro svolto esclusivamente per dotare i gestori di una fonte di sapere???
    Avrebbe mai potuto essere frutto delle capacità della federazione che sa solo proclamarsi quella con maggiore rappresentatività??
    E' inutile che vi dia io la risposta quando questa è sotto gli occhi di tutti.

    Un caro saluto a tutti gli amici di GC

  • Gestore Tarantino  - Cara bandiera leghista...

    cos'è la bandiera leghista scusa? l'ultima bandiera nata da cervello di un ex-comunista che critica noi del sud per essere degli scansafatiche mentre lui fa due feste di laurea finte per 2 volte, per 3 anni mente alla moglie che lavora in ospedale quando invece se ne và in giro con gli amici, poi una volta lasciato si sposa con una calabrese che lavora e lo mantene per altri 5 anni finchè non riesce ad entrare in politica, cioè non ha mai lavorato in vita sua?? quello che diceva che la lega non si sarebbe MAI alleata con uno sporco mafioso come SB?? no scusami fammi capire perchè lo stato romano debba indebitarsi, con la garanzia dei risparmi privati della gente del centro-sud (vedi sito delle poste.it) che ammontano all'85% del totale per spenderli con rapporto Nord-sud 27:1? ma chi siete voi leghisti!!! ve lo dico io!! poveri scemi figli di quest'epoca e di quest'italia malata.

  • gianluca

    squeri si dimostra come si dimostra tutta la sua parte politica sopratutto quella milanese dai manifesti agli attacchi altre cariche dello stato che non siano da loro presiedute, Mandateli a casa Milanesi squeri dimettiti

  • gianluca

    e non poteva essere che un leghista portaciondolo il difensore che difende attaccando un'altra parte sindacale o politica fai te
    Prima di parlare fai dimettere lo squeri visto che fa politica attiva se vuoi confrontarlo con di vincenzo
    poi ricordati che proprio te leghista che volete cambiare l'articolo 1 della costituzione per i vostri interessi parli e parla va
    va a ciapè i rat

  • Ac  - Per il nostro comune amico Bossi

    Caro Graziano, come vedi questo vituperato sito ospita senza alcuna censura il tuo commento.
    E il tuo pensiero anche se non condiviso sara' conosciuto dagli altri.
    Quello che LS ha cercato di fare e' di censurare chi non e' d'accordo.
    Come dice giustamente Massimo la Figisc fra le tre associazioni di categoria e' quella che gode del maggiore spazio all'interno delle pagine de sito, proprio perché come dici tu e' quella che maggiormente rappresenta i gestori.
    Ma a maggior ragione i dirigenti Figisc dovrebbero essere i primi ad ascoltare le voci positive e negative dei colleghi gestori.
    E per finire visto che ancora siamo uomini liberi almeno di pensare e di esprimere le nostre idee ti dico che l'unica cosa imbarazzante di tutta questa vicenda sono proprio le tue parole.

  • Giank  - Risposta da applausi.

    Massima solidarietà a tutta la redazione di GC che ha fatto bene a rimarcare, tra l'altro , che nemmeno le compagnie petrolifere erano arrivate a tanto. Continuate così, anche io sono con voi! ;)
    Per il leghista che attacca Di Vincenzo, sarei d'accordo anche io per un faccia a faccia fra i due. Così vedremo chi difende chi. :?

  • LUIGI  - PER L'AMICO GRAZIANO

    CARO GRAZIANO, MA PROVA UN PO' A CHIEDERTI SE QUESTO SITO FOSSE DI PROPRIETA' DI LS.
    POTRESTI ESPRIMERE IL TUO DEMOCRATICO DISSENSO ?
    POTRESTI ESPRIMERE I TUOI DUBBI DI PEONES DELLA DISTRIBUZIONE CARBURANTI, DI FRONTE ALLO STRAPOTERE DELLE COMPAGNIE PETROLIFERE ALLE QUALI VIENE PERMESSO DI FARE I LORO BENEAMATI COMODI SENZA CHE LA PRINCIPALE SIGLA SINDACALE ALZI E DICO ALZI PORCA MISERIACCIA CANE LADRA LA VOCE CONTRO QUESTO STATO DELLE COSE.
    PENSACI GRAZIANO.
    TU ED IL TUO PRESIDENTISSIMO IMPARATE AD ACCETTARE LE CRITICHE.
    VADA VIA AI CIAP TE E AL TO STAF!!!!!
    AN GESTUR CREMASC

  • Jaco  - Potrebbe essere tutto più semplice

    Sarebbe stato così semplice se LS si fosse vergognato di quella sua partecipazione, e se si fosse chiuso in un ottimo e abbondante silenzio. Poi, magari, con calma, avrebbe anche potuto cedere il suo posto a qualcuno con meno interessi verso quel lato, data la enorme figuraccia, ma questa è un'altra storia...
    E invece no, vuole infierire su se stesso, essendo convinto di essere un potente e di essere sempre dalla parte della ragione, qualunque cosa si faccia.
    Sarebbe così semplice se in tanti agissero più per aiutare il cittadino, e in questo caso, il gestore, invece di pensare solo e sempre ai cavoli propri.
    Saluti a tutti...a quasi tutti...

  • mario da parma

    hanno la coda di paglia,spero che i gestori figis comprendano che è ora di fuggire ,specialmente quelli di parma,

  • Gigi

    :? E voi polli pagate anche la tessera?

    ;) Chi ha la coscienza in ordine non si altera mai!

    Grazie di tutto GC

  • gestore pensionato  - ora cè internet

    ora c'è internet, prima non c'era...
    prima c'era un deus ex macchina...
    ... che ora non vuole lasciare spazio ad altri.
    ragazzi, ora non è peggio di prima e prima non era
    peggio di adesso. il mondo è lo stesso.l'altro ha provato
    e gli è andata male, a questo vedremo. nessuno è migliore
    forse il nuovo è meno esperto e quindi forse un po' piu' in buona fede.
    meditiamo.

  • Pino

    scusa, ma io non ho capito niente

  • gestore in pensione  - prima c'era un deus ex machina

    prima non c'era internet e tante cose non si potevano sapere, ma per quanti anni siamo stati all'OSCURO. per quanto tempo siamo stati in balia! forse era un periodo migliore, di vacche grasse; ora non è periodo di vacche grasse, c'è internet e le notizie corrono più veloci, questo non va a vantaggio dei giovani che sono più esposti a critiche ed i vecchi "tiri al piccione", ma prima non sappiamo e mai sapremo quante ne sono state fatte. sono solidale con ls, almeno ci mettela faccia ed è più trasparente di quelli di prima forse meno professionista ma più in buona fede.

  • gestore in pensione  - l'ho inserito due volte

    si, mi sono sbagliato, ho inserito due volte lo stesso messaggio, nel riscrivere mi è venuto diverso ma sono sempre io.
    Mario

  • Anonimo  - Ancora una volta ...

    Mai la politica dovrebbe entrare nel RUOLO del sindacato, e cosi il sindacato non dovrebbe prendere posizioni nella politica.
    Questo è il problema che ci affligge. La difesa della categoria non deve essere etichettata e usata per secondi fini se non per tutelare, proporre e migliorare il nostro lavoro, sfruttare il consenso degli iscritti per mettersi in luce nel panorama politico porta a cercare equilibri precari e spesso contrapposti al ruolo di difensore della categoria.
    Se poi si aggiunge la permalosità di non accettare critiche dalla base, a mio avviso si evidenzia il necessario dibattito interno al sindacato per avvalorare o meno la fiducia acordatagli nel ruolo di rappresentante della categoria.

  • Gestore86  - Sindacati

    Curiosità: ma perchè c'è ancora qualche gestore che crede nei sindacati e gli da fiducia? E di certo queste discussioni non aiutano a darla.

  • max  - delegittimare con un referendum

    raccogliamo qualche milionata di firme
    e delegittimiamo i vertici di chi ci dovrebbe tutelare
    tanto sia confcommercio e confesercenti quando devono dividersi la torta elargita parlano la stessa lingua.................
    ma cosa li teniamo a fare ??????
    ma quanto coca tira questo presidente ????????
    tra compagnie petrolifere governo e sindacati siamo nella m....... + totale

  • max  - diventeremo come la cina

    leggo e rileggo l'articolo
    e mi vien da pensare, se come in cina arriveremo all'oscuramento dei siti fastidiosi..........
    ovviamente pagando .......................

  • Pino  - Un cognome un destino

    Sig. Bossi, malgrado l'omonimia con il più noto ignorantone padano basti già di per sè a suscitare il mio dissenso, (non gliene faccio certo una colpa) tralascio volentieri le tematiche politiche per riservare ogni argomentazione al commento da lei postato: intanto mi chiedo come mai tanta audacia, fierezza e carica motivazionale siano state a lungo una privazione per questo sito, che si alimenta proprio delle opinioni dei gestori, di qualunque bandiera e religione essi siano.
    Mi permetta però di biasimare la sua difesa verso l'indifendibile presidente Squeri seppur legittima nell'intento, in quanto, basta il suo operato da solo a definire l'inadeguatezza insostenible che rappresenta. E poi, in tutta onestà, una difesa che perde bava come un cane san bernardo, ma si sa, la storia è piena di personaggi di scarso valore morale che hanno bisogno di aggrapparsi sempre al "potente" per ingraziarsi qualche favore o effimero vantaggio personale.
    Avendo premesso da subito di tralasciare la politica "che conta", non posso però evitare di aggiungere che in quanto a conflittualità d'interessi il Presidente Squeri segue la linea delle gesta incommensurabili dell'esponenziale rappresentante del suo partito, ma si sa anche qui chelui è lui "e noi non siamo un cazzo.."
    Signor Bossi, quando scrive che l'interesse dell'amministratore è attaccare il PRESIDENTE DELL’ORGANIZZAZZIONE MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVA SUL TERRITORIO NAZIONALE in quanto, udite udite, lo stesso sarebbe parte della temibile loggia fegica2, oltre ad un goffo tentativo di scoop gossipparo alla Alfonso Signorini, lei scrive un'autentica distorsione. Chi scrive su questo sito è un Gestore, che pensa come tale e agisce nell'unico interesse della categoria della quale fa parte. Questa è l'aria che si respira in questo sito, e se il suo naso non fosse già otturato dal fetore nauseabondo di cui è intrisa la sua smania di rivendicare il nulla, potrebbe goderne pure lei.
    Vede sig. Bossi, da tempo stanno cercando (riuscendoci alla grande) di risucchiarci in quella logica tutta berlusconiana, ancorchè fascista del "o sei con me o sei contro di me". Va da sè che se uno parla male di Squeri è solo e unicamente perchè sta con Di Vincenzo. Sorpresa, io parlo male di Squeri ma non sto con Di Vincenzo, nè con Landi. Penso con la mia testa.
    Nessuna aspirazione politico-sindacale quindi, guardi meno il tg4 se può aiutarla, che non è tutta colpa dei giudici, lo sa?
    Sempre nell'affanno e nella foga, ahimè lei mi inciampa su un'altra affermazione non veritiera: la notizia che lo statuto della Fegica è stato modificato per consentire il rientro in carica di DI Vincenzo è stata pubblicata su questo sito, deve essersela persa http://www.gestoricarburanti.it/redazione/mondo- sindacale/iniziative/2964-di-vincenzo-presidente- della-fegica. Lo legga, può ancora esprimere un commento.
    Poi, prima di porsi la domanda sul perchèla Fegica abbia firmato dopo l'accordo eni (che poi non è esattamente così ma non ho voglia di spiegarglielo, si faccia lei delle ricerche se vuole), dovrebbe secondo me chiedersi perchè la figisc l'abbia firmato per prima.
    Per concludere la mia risposta al suo inconsistente, più che dirompente commento, mi sento di invitarla a rassegnarsi al fatto che l'unica strada perseguibile per il bene della categoria sono le dimissioni del presidente Squeri. O fa il politico o fa il sindacalista.
    L'articolino, come lei lo definisce (già da questo diminutivo si evince una chiara sindrome di invidia del pene) ha già all'attivo due risultati, e lei non se n'è nemmeno accorto: uno è quello di aver dato modo di conoscere a tutti le suscettibili modalità cone le quali una federazione maggiormente rappresentativa è in grado di misurarsi con delle critiche mosse sull'unica base dell'evidenza; secondo merito è quello di aver stanato i topi di fogna che per la maggior parte del tempo stanno ben bene nascosti, ma al momento più OPPORTUNO sanno anche uscire allo scoperto. Vero Sig. Bossi?

  • fabio contini  - solidarietà a massimo d'adamo

    è giunta l'ora di pensare di piu' a tutti che a pochi ( e per i loro esclusivi benefici) e basta con le stupidaggini che non fanno altro che danno alla categoria in un momento precario che anche un cieco vede. Le poltrone lasciamole per il salotto buono di casa. Piena solidarietà al direttore D'adamo. Fabio

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