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La replica di Bernabei: la missione della Dealer&Partner non è quella di essere un anti-gestore

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In merito all'articolo pubblicato nei giorni scorsi "Esclusivo: come Carrefour gestisce le proprie stazioni di servizio" l'Amministratore Delegato della Dealer&Partner, Mario Bernabei, ha ritenuto opportuno fornire le seguenti precisazioni con una premessa "la missione della Dealer&Partner non è quella di essere un anti-gestore".

"[...] Sulla base della mia esperienza del settore petrolifero,  e sopratutto di una valutazione dello stato economico in cui verte da tempo il paese, mi sono sentito di sostenere che la figura del gestore andasse riconsiderata e inserita in modo diverso nello scenario petrolifero italiano.

La Dealer&Partner nasce proprio, nella scelta della struttura e delle modalità contrattuali delle partnership, dalla mia personale rilettura della figura del gestore tradizionale; e ha trovato modo di crescere e svilupparsi grazie alla volontà del mercato di supportare nuove realtà societarie capaci di sostenere in economia un’intera piccola rete.
Con la nostra forza lavoro affrontiamo ogni giorno la realtà del mercato nazionale, portando a casa ottimi risultati di vendita, grazie, lo ripetiamo, anche alle formule contrattuali che consentono ai nostri partner di applicare un prezzo di vendita che contribuisce a fare la differenza nelle preferenze dei consumatori.

Attualmente impieghiamo circa 95 dipendenti: alcuni sono ex gestori, giovani ma di esperienza, che ricoprono infatti posizioni di responsabili; molti sono ex addetti di piazzale degli impianti tradizionali di distribuzione carburanti. Tutti provengono da realtà già chiuse o in procinto di chiudere. A loro garantiamo ogni giorno la sicurezza di un posto fisso (oltre il 60% di essi è assunto con contratto a tempo indeterminato secondo il CCNL di categoria), il pagamento dello stipendio a fine mese e dei contributi, i giorni di ferie e di malattia, le ore di permesso e soprattutto la salvaguardia dagli oneri e dal rischio di impresa che, attualmente, il singolo non potrebbe ragionevolmente permettersi di sostenere.

Attingiamo, quindi, alla pregressa esperienza di ciascuno, anche alla mia che di seguito avrò modo di illustrarle, ma attingiamo anche alla consapevolezza di tutti che per portare a casa questi risultati è stato necessario cambiare molto rispetto alle idee del passato.
Le porto un esempio per farla entrare meglio nel nostro modo di ragionare: un impianto con un gestore prossimo alla restituzione delle chiavi, in quanto l’erogato annuale non gli consentiva di proseguire l’attività di gestione nel modo tradizionale, è ora un impianto che aiuta tre famiglie a mantenere il loro equilibrio economico, nello stesso tempo rende al proprietario che lo ha locato e alla società che lo ha affidato a noi in associazione in partecipazione, e ovviamente rende a chi scrive e gestisce.
Pertanto ribadiamo che la nostra formula non vuole partecipare al "fallimento" da voi citato, ma si propone invece di rendere vivo un antico mestiere, modificandolo nella sua forma giuridica ma non nella sua sostanza.

Sviluppo ulteriormente questo discorso, asserendo che sarebbe opportuno, al fine di rendere per il gestore meno difficoltosa la conduzione diretta di impianti con basso erogato, ampliare le attività dei punti vendita, sia da un punto di vista della varietà dell’offerta merceologica sia da un punto di vista della flessibilità degli orari di apertura, sfruttando il recente decreto di liberalizzazione. Ciò consentirebbe il recupero della ridotta marginalità dell’oil attraverso la maggiore marginalità del
non oil e un miglioramento del conto economico complessivo dell’impianto.
In merito al proliferare degli impianti della GDO e degli impianti no-logo e alla loro responsabilità nello stesso “fallimento” di cui sopra, le ribadisco il mio punto di vista: il mestiere di gestore può essere ancora conservato modificandone però ruolo e attività nel contesto petrolifero.

Quanto alla mia personale esperienza, descritta in modo improprio nell’articolo in questione, vorrei precisare di non aver fatto parte del progetto "traning van” di Eni, né in fase di ideazione né in fase di esecuzione, dal momento che sono uscito, per mia scelta, dal Gruppo Eni nel 2000.
Sarebbe stato impossibile e decisamente sconsiderato, a fronte di un'esperienza di soli due anni, costituire una società e assumermi in prima persona la responsabilità di gestire oltre 30 impianti di distribuzione carburanti, da Roma ad Aosta, da Torino a Udine, passando per Lombardia, Toscana, Marche, Veneto e Sardegna. Mi sorprendo che qualcuno abbia potuto credere e affermare ciò.

Del citato progetto “training van” si è occupata mia figlia Francesca, che oggi ricopre il ruolo di responsabile della pianificazione e del controllo della Dealer&Partner, al tempo van trainer dell’area di Roma. Sicuramente questo legame familiare è bastato a indurre in errore chi ha effettuato le ricerche a sostegno dell’articolo scritto.

La mia esperienza petrolifera è iniziata nel 1980 in AgipPetroli, nel dipartimento demandato al controllo dell'inquinamento e dell'impatto acustico nei depositi costieri e interni della società. Dopo un periodo nella direzione Relazioni Esterne, sono stato chiamato nella direzione Commerciale Rete: successivamente a un primo periodo formativo presso le aree commerciali di Bologna e Roma e presso la consociata Agip Deutschland di Monaco di Baviera, ho ricoperto il ruolo di responsabile dello sviluppo della rete in Polonia e Romania. Qui ho partecipato al primo esperimento di gestione diretta della rete Agip. Al mio rientro in Italia ho operato come esperto di gestione delle attività non oil, occupandomi dello sviluppo del format "L’angolo del buongustaio" e del settore dei servizi all'auto. Nel 2008 ho creato la Delaer&Partner per le ragioni e in virtù dell’esperienza che credo di averle bene illustrato con la presente."


Commenti (17)
  • Antonio  - il gestore oggi è il metodo meno costoso per gesti

    Caro Sig. Bernabei.
    Mi domando come fa una società come quella che le appartiene ad avere convenienza economica a gestire un impianto con del personale dipendente?
    Riesce a darmi lumi ?
    Senz'altro imparerò qualcosa.
    Anche se ho la sensazione che alle sue associanti convenga avere come associato una società come la sua piuttosto che un piccolo imprenditore e paghi profumatamente questa convenienza.

  • totalerg1

    non capisco: anche nella mia compagnia, preferiscono la gestione diretta dove al "gestore " danno 3,5 cent e si caricano di tutte le spese,mal lo fanno funzionare mettendo prezzi di mercato.Mentre dove hanno il comodato, molto più vantaggioso per loro lo fanno morire. spiegatemi il perchè...

  • Anonimo

    Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i dipendenti che siano ex gestori o ex addetti. Visto che il sig. Bernabei pare viva in un mondo tutto suo.

  • Anonimo

    Bella domanda. Ma è un problema che il Sig. Bernabei non si pone, visto che non intolroquisce mai con i suoi dipendenti e non organizza nemmeno riunioni con Responsabili o Capicassieri per risolvere eventuali problematiche.
    Poi si contorna di gente arrogante e molto inconpetente in materia.

  • gestore esso

    E invece per quanto riguarda le gestione Auchan? a me risultano cose diverse e molto strane....

  • Moreno Parin  - Un miracolo?

    Signor Bernabei a me basterebbe sapere come fa a fare questo che io ritengo un miracolo, del tipo la moltiplicazione dei pani e dei pesci:

    "un impianto con un gestore prossimo alla restituzione delle chiavi, in quanto l’erogato annuale non gli consentiva di proseguire l’attività di gestione nel modo tradizionale, è ora un impianto che aiuta tre famiglie a mantenere il loro equilibrio economico, nello stesso tempo rende al proprietario che lo ha locato e alla società che lo ha affidato a noi in associazione in partecipazione, e ovviamente rende a chi scrive e gestisce."

  • Flavio

    Moreno...... semplice...... prima era tutta colpa del ricco benzinaio precedente che portava a casa ben 4 centesimi lordi con un prezzo obbligato.......
    Adesso hanno in mano tutto loro, decidono il prezzo e danno 4 denari ai poveri dipendenti.....

    Loro sono il futuro........... troveranno sempre dei ragazzi nuovi. Noi per adesso possiamo solo resistere.

  • Moreno Parin  - ooopss...

    Accidenti Flavio, non ci avevo proprio pensato, che dici dovrei mettere in contatto con Bernabei il proprietario del mio ex impianto visto che sono ormai 15 mesi che è ancora chiuso, Bernabei potrebbe anche fare il miracolo....

    Ma perché questo tenta di perdere per i fondelli la gente? ma pensa che i gestori siano tutti tonti? Si faccia pure i propri affari ma almeno se ne stia zitto.

  • Gestore esso

    Scusate, ho una domanda da porvi. Come mai nel distributore auchan vicino a casa mia sono aperti sette giorni su sette? Non ci sono vincoli al numero di ore settimanali? O valgono solo per noi? Grazie a chi sa darmi spiegazioni!

  • ipstation

    A piacenza x legge il massimo orario di apertura è di 60 ore settimanali,da quando ho il gpl hanno rifatto il contratto di affitto con l'obbligo dell'apertura di tutti i festivi al mattino(o cosi o consegna dell'impianto),di fatto sono aperto almeno 75 ore alla settimana,l'ho fatto notare all'ufficio di competenza del comune e hanno finta di niente,evidentemente non vogliono mettersi contro le grandi società :upset

    P.S. sarei curioso di sapere se venisse un controllo e redigessero un verbale x l'orario chi lo pagherebbe,io no di sicuro ,è una imposizione della compagnia non una mia scelta,anzi ,ne farei volentieri a meno di restare aperto 7 giorni su 7 !!!

  • ipstation

    P.S.
    Nel mio caso la compagnia è il retista proprietario.

  • Alex

    Signor bernabei,
    come tutti i dirigenti di una grossa compagnia, dove le mucche grasse esistono solo per alcuni e non per tutti, abbiamo modo di notare che dal suo racconto, potrebbe essere un futuro candidato Papa. La cosa bella che ci fa notare, e che come tutti , anche sua figlia ha ereditato per merito il posto di lavoro nel eni, sa,... quei posti tramandati di generazione in generazione, come nelle poste, in banca, in tutte quelle aziende pubbliche.
    Nel suo meraviglioso racconto da casa nella prateria, ha dimenticato di spiegarci dove sono i guadagni della sua azienda, e visto tutte le sue conoscenze, esperienze e quant' altro, perchè una missione simile non le è venuto in mente di farla a Monaco di Baviera ?
    Mi perdoni per la provocazione, ma noi gestori, non crediamo più alla befana da tanti anni.

  • calabrese

    Sig.Bernabei,se Lei ha ragione,e non c'e' modo di dubitare,allora significa che le compagnie petrolifere a Lei e non a Noi gestori,riconoscono margini superiori ai 8-9 centesimi.Per il resto su questo argomento si sparano palle,ma grosse palle,tanto grosse che scoppieranno tra breve.

  • Anonimo

    questa persona sfrutta i dipendenti fino al midollo li paga tardi e male e in oltre gli toglie anche i soldi dallo stipendio!

  • anonimo

    :grin Bravo, vedo che con calma ci si arriva. Pagare un ragazzo 1000€ al mese per 45 ore settimanali è quasi uno sfruttamento, tenendo conto che poi si vogliono: precisione, disponibilità massima e reperibilità, non pagando un sovrapprezzo e nemmeno eventuali straordinari ; ecco come si arriva ad arricchirsi sulle spalle della povera gente.

  • Bertu75

    Cioè, cosa intendete per "paga tardi e male" ? Normalmente le aziende dovrebbero pagare entro i primi 10 giorni del mese successivo, e la restribuzione è quella sindacale (minima) prevista per il livello e la mansione che ricoprite. Diverso è inquadrare ad un livello (basso) e poi richiedere mansioni e responsabilità di livello superiore. Cioè, se siete cassieri o addetti al piazzale non potete fare i responsabili del punto vendita!

  • Gigi

    8)

    Il 60% è poco, come hanno assunto il restante 40%?

    Sarebbe interessante saperlo............

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