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Nuove direttive GDF Cali carburanti, Parin, utilizzare risorse per combattere evasione iva e traffico illecito

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parin moreno ipLa notizia riportata da Staffetta sulle nuove direttive operative, diramate dal Comando Generale della Guardia di Finanza, relativamente alle operazioni di verifica presso i distributori di carburanti e depositi commerciali, con particolare riferimento alle eccedenze e deficienze dei prodotti petroliferi, non ha ovviamente mancato di destare la mia attenzione, con ciò nell'attivarmi prima per reperire la circolare citata e poi spendere alcune righe a commento della notizia.

Preliminarmente quando si deve parlare di cali e eccedenze dei prodotti petroliferi vi è l’obbligo, per chi scrive ma, ancor più per chi leggere, di non dimenticarsi mai dell’aleatorietà della certezza della misura in volume degli stessi quando non si misurino alla temperatura dei 15 gradi centigradi, e già questa dimenticanza è insita nella circolare del Comando Generale, piuttosto chiaro che questo è un problema enorme.

La prima cosa che ho notato, già nell'articolo della Staffetta è quello che spero vivamente sia un errore del Comando della GdF: “deficienze, al superamento della soglia è dovuta l’accisa (e l’IVA) sul quantitativo eccedente il calo legale e si applicano le sanzioni di cui agli articoli…”, mi sembra il solito becco e bastonato dalla burocrazia folle, cavolo! Mi manca del prodotto sul quale ho già pagato l’accisa e da devo ripagare? Speriamo sia un errore.

Altra notazione è che, almeno a mio modesto parere, si continua a confondere la regolare tenuta della contabilità, leggi registro di carico e scarico, con i cali e eccedenze ammessi, viene ripetutamente citato l’art. 50 comma 2 del D.lgs. 504/1995, il cui titolo è: “Inosservanza di prescrizioni e regolamenti” quindi l’articolo citato non determina il calo consentito ma le sanzioni per l’irregolare tenuta dei registri in fase di verifica dell’autorità competente, ovvero è considerata irregolare la tenuta del registro quando la differenza tra giacenze reali e contabili superi un dodicesimo del calo annuo consentito, quindi il richiamo all'art. 50 per la determinazione del calo annuo consentito è errata, più o meno volutamente errata, di comodo?

Certo che nel il D.lgs. 504/1995 c’è un articolo dove vengono individuati i cali consentiti, infatti si tratta dell’art. 4 “Abbuoni per perdite, distruzione e cali”, che però non individua un numero ma rimanda a un decreto ministeriale a cura del Ministero dell’economia e delle finanze, il DM 55/2000 del 13 gennaio 2000, per l’individuazione dei cali consentiti il DM rimanda alle tabelle A e B allegate al decreto, non la si vuole farla troppo lunga ma deve essere ben evidenziato che nelle citate tabelle il calo per i carburanti è previsto in X% in volume a 15° C. (in peso per il GPL), ma ci sarebbe pure il calo tecnico considerato dal DM, e pure questo espresso in X% in volume a 15° C..

Tanto per cambiare lo stato si dimentica che i carburanti si gonfiano e sgonfiano con le temperature e bellamente stila verbali con presunzioni di vendita, poi che il benzinaio di turno si arrangi, ma a dire il vero la circolare della GdF, e solo nella circolare ma non negli allegati operativi, prevede anche la possibilità per la gestione di giustificare i cali eccedenti quelli ammessi (quali e quanti?), il che non è male come possibilità, ma non avendo specificato alcunché saranno i verbalizzanti di turno a decidere per il portafoglio del gestore.

E se la giustificazione non garba ecco il verbale e relative sanzioni, poi il malcapitato potrà sempre ricorrere in Commissione Tributaria, a proprie spese non rimborsate in caso gli sia data ragione, e vedersi riconosciute le proprie giustificazioni.

Magari la Commissione dirà che le rilevazioni delle quantità non sono state rapportate alla temperatura di 15 gradi centigradi Celsius, come prescritto dalle tabelle di cui al D.M. 55/2000, continuare affermando che è fraintesa l'interpretazione dell'art. 50, comma 2, del D.lgs. n. 504/95 essendo stati calcolati dai verificatori i cali in misura certamente inferiore a quella indicata dalla norme in vigore, proseguire affermando che i volumi non sono stati rilevati a 15 gradi, come si ricava dalla lettura del verbale, aggiungendoci che non sono stati calcolati i cali tecnici, vedi tolleranze di erogatori e conta litri delle autobotti, e per finire che potevano anche verificare la temperatura di carico dai DAS, per concludere come sia inattendibile la ricostruzione operata dai verificatori.

Mettiamoci anche che il gestore ricorrente abbia la buona idea di allegare al ricorso anche la Sentenza della Corte di Cassazione del 17 febbraio 2017, dove è ben chiaro il concetto dell’importanza delle temperature dei carburanti e il loro effetto sui quantitativi oggetto delle verifiche.

Tempo e soldi gettati al vento per contestare un verbale sanzionatorio su volumi mancanti per oggettiva responsabilità dei fornitori che consegnano carburanti con temperature medie ben al di sopra dei 15 gradi centigradi, ma magari, e senza il magari, la sanzione è di poche centinaia di Euro e allora il ricorso non vale la spesa, costa meno la sanzione e l’ufficio verificatore guadagna punti per ogni verifica dall'esito positivo. Ma è mai possibile che non si possa darne fuori a questo andazzo? Ma perché piuttosto che perdere tempo per sanzionare gestori onesti, che già hanno subito perdite di volumi, non lo si perde inseguendo le autobotti che trasportano prodotti in nero, o quei fornitori che non versano l’IVA?

Moreno Parin presidente Gisc_Tv

Commenti (10)
  • pippo

    Pensate cosa si potrebbe ottenere ,o cosa non avremmo perso se avessimo come sindacalisti un paio di Moreno Parin

  • Moreno Parin  - avessimo...

    A suo tempo, quando ancora c'era speranza, più di qualcuno era come e anche meglio di me, molto meglio, solo che non ci hanno voluto per le nostre idee, in molti non ci hanno creduto, Gestori compresi. E adesso? adesso la voglia di lottare contro i mulini a vento è passata, rimane l'interesse e la passione per un settore che mi ha dato soddisfazioni, economiche e personali, ma di mettermi a fare da traino non ne ho proprio voglia, se veramente i colleghi vogliono cambiare è bene che si auto organizzino.

  • Kazunori

    Mi ricordo anni fa un certo Bertini...persona veramente in gamba

  • bianco  - ipocrisia

    Ipocrisia pura da parte di chi le cose non vuole davvero cambiarle ma solo raggirarle, per quieto vivere, o per interessi comuni.Comprono in kg e vendono in litri.Caricano a 35 gradi e scaricano a 15 di gradi.Fatevi 2 conti e poi capirete il motivo del non muovere mai nulla....

  • pippo

    Ipocrisia pura da parte di chi le cose non vuole davvero cambiarle
    Certo ,in primis i Gestori che continuano a dare il consenso attraverso le tessere a delle persone incompetenti ,è come andare da un medico ,pagarlo , non capisce nulla del tuo male e continuare a pagarlo ,finche muori per ciolpa sua Dobbiamo dare fiducia a medici come Parin basta con la solita tiritera .Diciamolo a gran voce POLITICA E SINDACATI CI AVETE ROTTO I COXXXXNI !!!!! possibile che dobbiamo accettare tutto ,dai pos ai contyrolli farlocchi senza che nessuno reagisca vergogna !!!

  • Anonimo

    Scusate ma basterebbe che una qualsiasi sigla sindacale compresa la sigla faccia una denuncia alla procura della repubblica per manifesta e chiara legge incongrua e inapplicabile per vedere finire la legge sotto la lente della corte costituzionale . rat

  • Gigi x Parin

    8)

    Parin sprechi fiato.

    Cosa importa dei cali e dell'illegalità?

    I Gestori:

    - falliranno
    - chiuderanno
    - verranno trasformati in presidianti

    allora??

    Illegale è il contratto di presidiante (appaltatore chiamalo come vuoi).

    Ma scusa: se fosse così per tutti te lo immagini?

    Te lo immagini i metalmeccanici obbligati dalle industrie a prendere ognuno di loro una partita iva per poi ritornare in fabbrica a presidiare i macchinari automatizzati (sono tutti automatizzati)?

    Allora? Come te lo spieghi?

    Basterebbe una denuncia collettiva a tutti gli ispettorati del lavoro.

    Scoppierebbe una vera bomba e le Compagnie salterebbero per aria.

    Ti saluto

  • Anonimo

    Parin sprechi fiato.,i Gestori falliranno ,chiuderanno

    Basterebbe una denuncia collettiva a tutti gli ispettorati del lavoro..E chi dovrebbe farla ?Parin ' Quando la finiremo di parlare sempre del passato e non facciamo proposte serie e fattibili ritrovando unita e orgoglio Cominciamo a disdire le tessere sindacali e magari iscriverci al GISC diamo il mandato a rappresentarci a persone come MORENO PARIN
    Facciamo i fatti e basta rivangare il passato
    I primi a cambiare dobbiamo essere noi se vogliamo che le cose cambino e sperare che qualcuno ci aiuti restiamo fritti
    Sarei molto qurioso di sapere il parere di qualche sindacalsta o forse nessuno legge Gestori carburanti ?

  • Franco

    Possibile che nessuna Gestore inizi a fare sciopero del prezzo (che solo il Gestore può determinare),poi facciamo scopre del servito , facciamo lavorare solo il Self, vedrete le compagnie come si italiano. Però facciamo qualcosa così non si può. Le associazioni dovrebbero organizzare , se hanno le adesioni forse c'è la facciamo. L'accordo è scaduto da un anno......

  • roberto

    Io sono sposo in pieno l'autore dell'articolo, non è possibile andare avanti cosi pagare accisa e iva su prodotto acquistato e perso per strada.
    Poi magari c'è gente che vende prodotti a nero e non gli fanno niente.
    Cari Gestori lo sapete che penso dopo 24 anni che lo faccio secondo me non si può più fare questo lavoro dove devi lavorare 15 ore al giorno per non guadagnare nemmeno la giornata senza pensare al freddo che prendi che poi sconti quando sei vecchio.
    Finchè siamo in tempo troviamo un alternativa.

    LASCIAMO PERDE STO LAVORO è FINITO!!!!!!!

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