Ciclicamente nel dibattito culturale torna d’attualità il “Discorso sulla schiavitù volontaria”, di Etienne de la Boétie, pubblicato postumo per la prima volta nel 1576 ad opera del grande filosofo e scrittore Michel De Montagne; questo scritto è uno dei più conosciuti manifesti libertari di tutti i tempi, da molti considerato tra i precursori della “Rivoluzione Francese”, avvenuta oltre due secoli dopo.
Io ci sono incespicato sopra recentemente e vi ho percepito una qualche sovrapposizione con la condizione di noi gestori italiani, quelli ENI in particolare, cui appartengo.Le recenti vicende dell’IPERSELF -10, mi fanno per l’appunto pensare ad una categoria asservita “quasi” completamente ad una condizione di “schiavitù volontaria” nei confronti dell’ENI, sia fisica che psicologica; proviamo, per l’incontrario, a pensare quale sarebbe stata la nostra reazione, quando siamo stati messi di fronte alla campagna dell’IPERSELF -10.
Immaginiamo che ciascuno di noi l’avesse valutata autonomamente, liberamente ed in pieno esercizio di intelligenza, proiettandola correttamente nel proprio mercato di riferimento; non avremmo potuto non dedurre che: non è incisiva perché opera nelle ore di chiusura, quindi marginali, non può spostare a nostro vantaggio grandi volumi, perché, nonostante l’extrasconto, impatta con i prezzi di quasi tutti gli altri marchi decisamente più bassi, scalfisce drasticamente il margine del gestore, gia ridotto alla fame.
Ed allora in base a quale meccanismo perverso della mente, la gran parte dei gestori ENI – non tutti per fortuna – l’hanno sottoscritta; difficile spiegarlo a meno di chiamare in causa categorie speciali del comportamento umano quale potrebbe essere quella della “schiavitù volontaria”, testé enunciata; schiavitù, perché questa, nonostante tutti gli infingimenti e le ipocrisie è la condizione che le compagnie petrolifere (vedi anche il caso SHELL) bramerebbero applicarci; volontaria, perché, in fondo dovremmo ritenere di stare in uno stato democratico ed essere muniti di tutte le garanzie giuridiche, per liberamente esprimere le nostre scelte, in quanto interlocutori contrattuali di controparti, qualsivoglia esse siano. Così purtroppo non è, allorché le controparti sono le società petrolifere.
La conclusione di questo mio personale ragionamento tende a dimostrare che, se ci riappropriamo, soprattutto a livello individuale della funzione di analisi ed eventuale respingimento di proposte commerciali palesemente per NOI antieconomiche come l’IPERSELF -10, costituire massa critica di resistenza alle scorribande aziendali, che vorrebbero sospingersi verso il baratro economico, diverrebbe un evento spontaneo, che di sicuro scoraggerebbe reiterazioni.
hardstone (che ovviamente non ha firmato l’iperself -10)
| < Prec. | Succ. > |
|---|
- 13/10/2011 15:51 - Inefficienze contabili di TotalErg
- 02/07/2011 09:39 - Sono pieno d'olio!
- 24/06/2011 19:01 - SONO STANCO
- 22/06/2011 18:05 - IL GIRONE "DANNATO" DEGLI IPERSELFISTI
- 15/06/2011 14:00 - Eni: ennesima discriminazione tra Gestori dello stesso marchio
- 21/05/2011 10:59 - Il cliente ha sempre ragione
- 19/05/2011 15:30 - Le perplessità di Parin sulle accuse di Squeri
- 04/05/2011 13:36 - Cosa sta accadendo alla nostra categoria?
- 07/04/2011 17:12 - LO ZELIG DEL PETROLIO
- 20/03/2011 12:32 - Ho paura………… Ma non tutti hanno paura allo stesso modo.




siete dei pagliacci!!!!!!!!!!!
state usando la categoria solo per avere un pò di potere nelle stanze che contano