GestoriCarburanti

 

Un collega non c'è più

E-mail Stampa

Un collega, un gestore, un uomo, ieri sera non è tornato a casa. La sua famiglia lo ha aspettato invano inconsapevole del tragico destino che, per mano di un delinquente, lo avrebbe strappato per sempre alla sua vita e ai suoi affetti. Non si può morire così, per difendere i pochi frutti del proprio lavoro. Dopo una notizia come questa ti senti montare dentro un senso di frustrazione e di rabbia e il pensiero corre inevitabile ai tuoi cari che come ogni sera sono lì ad aspettare che tu arrivi stanco e infreddolito.

Ti sorgono mille dubbi. Vale la pena continuare un lavoro così pericoloso e così poco valorizzato? Vale la pena restare a far da custode di somme ingenti di cui solo un minima parte è veramente tua?

Le risposte sono scontate, ma poi pensi che è il tuo lavoro, è la tua vita e che, nel bene e nel male, fino ad ora ti ha sempre permesso una vita dignitosa per te e i tuoi cari e allora vai avanti cercando di non pensare che un giorno potrebbe succedere anche a te.

E' ora che i gestori protestino sul serio indirizzando le loro attenzioni verso chi, in nome di dividendi e stock options, non investe nella sicurezza dei propri impianti e del proprio capitale umano.

Benvenuta la legge regionale lombarda che obbliga i proprietari di impianti a dotarli almeno delle telecamere che, seppur non risolutive, possono comunque rappresentare un deterrente verso i tanti balordi che vedono i distributori di carburante come tanti bancomat sempre a disposizione.

L'auspicio è che venga presto recepita da tutte le regioni corredata da relative sanzioni per quanti penseranno di far finta di nulla.

C'è un altro punto su cui sarebbe opportuno riflettere. Il gestore assassinato era solo sull'impianto, solo come tanti di noi che, strozzati da margini anacronistici e vendite evaporate a causa di una concorrenza non sostenibile, sono costretti a gestire l'impianto in solitario o al massimo con la collaborazione di qualche familiare che, come nel caso di ieri sera, non può essere, giocoforza, sempre presente.

E' indubbio che, specialmente nel periodo invernale, un gestore solitario, nelle luci del suo chiosco, rappresenti, nelle lunghe serate, una facile preda di quanti sono in cerca di facili guadagni.

Lo Stato non ci difende e non ci tutela, con le sue leggi garantiste verso i delinquenti e punitive verso chi cerca di difendersi da solo. Il bonus fiscale rappresenta ben poco in rapporto alle conseguenze di accadimenti gravi come quello di Vicenza. Chi provvederà alla famiglia, chi garantirà un futuro ai due bambini rimasti orfani in così tenera età?

E' ora di chiedere, per chi resta, tutele economiche che vadano oltre le poche migliaia di euro del bonus o i pochi millesimi dei rinnovi contrattuali e una forma potrebbe essere quella di una assicurazione legata al Cipreg che , ripartendo i costi su tutti gli aderenti, potrebbe, ad un costo minimo, dare grande sollievo, almeno economico ai familiari.

Forse è il caso che ci riflettiamo su tutti insieme.

Giank, Gestore .

L'Ascom di Thiene promuove una raccolta fondi per aiutare la famiglia del collega in questo momento di grave difficoltà. E' sufficiente disporre una libera offerta con bonifico sul conto corrente dell’Associazione Commercianti del Mandamento di Thiene attivato presso la Banca Popolare di Vicenza all’IBAN IT96 E057 2860 7900 2657 0001 045 specificando la causale "pro famiglia di Franco"   

Commenti (5)
  • antonino

    TROPPE VOLTE HO LETTO QUESTE NOTIZIE,TROPPE VOLTE HO SENTITO ORA BASTA!!! BISOGNA FARE QUALCOSA !!!!!
    TROPPE VOLTE..........
    SPERO CHE I FAMILIARI DI QUESTO UOMO TROVINO LA FORZA DI ANDARE AVANTI,MI UNISCO AL DOLORE DELLA FAMIGLIA E DELLA CATEGORIA...............

  • STEFANO  - UN COLLEGA NON C'E' PIU'

    CIAO ATUTTI CONDIVIDO IL MESSAGGIO DI ANTONINO ...NON POSSIAMO STARE INERMI BISOGNA REAGIRE ...IN CHE MODO....TROVIAMO INSIEME IL DA FARE COMPRESE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E TUTTI I GESTORI...... CON LE PALLE......

  • Moreno Parin  - Che fare?

    In questo e altri tragici casi dell'assasinio di un collega si scatena un po di tutto come protesta per la morte di una persona e si incolpano un po' tutti per quello che succede, non sarebbe male soffermarsi a pensare che i delinquenti non ammazzano solo i benzinai ma anche altri operatori e troppe volte anziani indifesi.

    Ricordiamoci che queste azioni sono il risultato di una società che troppo tutela i delinquenti, troppo buonismo, quando uno parte da casa armato deve sapere che se beccato paga un conto salato, e pronta cassa.

    Poi è inutile pretendere le telecamere, c'erano sull'impianto a Thiene, servono solo a capire come sono andata le cose, non come deterrente, il contante non sarà eliminato per la gratuità delle carte di credito, ci sarà sempre qualche centinaio di euro per uno sbandato, le casseforti aiutano con gli sbandati ma ti ritrovi con gente ben più feroce e determinata e un fucile sulla tempia, l'assicurazione, che di per se è una rapina, ti salva il danno economico ma non dalla coltellata, quella sulla vita va bene per la famiglia ma preferisco che il gestore resti con la sua famiglia.

    Sarò sicuramente pessimista ma certi drammi li eviti solamente con la prevenzione attiva e passiva dello stato, attiva con le forze dell'ordine messe in grado di controllare al 100% il territorio, passiva quando una buona legge mette al fresco i delinquenti per tutto il tempo necessario a farli pentire veramente delle loro azioni, e non in alberghi a 5 stelle ma in penitenziari a lavorare per pagare i danni fatti. E fin che sono in gabbia danni non ne fanno, quando escono un bel GPS al collo e sappiamo sempre dove sono, e che non mi si venga a parlare di umanità.

  • Marcello Fornaro  - Giusto..

    Parin hai pienamente ragione, anche se occorre specificare che, non so da voi al nord, ma qui a taranto le galere non sono affatto alberghi a 5 stelle...anzi...noi esercitiamo, oltre ad un'attività privata anche un ruolo per conto dello stato quale cassieri dell'erario, lo stato deve impegnarsi a vigilare constantemente le aree a rischio...

  • Fabio Q8  - organizzare manifestazione

    Ma perchè non organizziamo una manifestazione a roma e non facciamo sentire la nostra voce?

Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.

Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.

Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti: