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CHE FINE HA FATTO IL PUBBLICO SERVIZIO?

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Riflettendo sul concetto di pubblico servizio, mi vorrei soffermare sulle politiche aziendali che potrebbero far venir meno l’erogazione del servizio.

Premesso che l'erogazione del servizio pubblico deve essere ispirata al principio di eguaglianza dei diritti degli utenti, e l'eguaglianza va intesa come divieto di ogni ingiustificata discriminazione e non, invece, quale uniformità delle prestazioni sotto il profilo delle condizioni personali e sociali.

In Sicilia, dove ancora esiste il regime concessorio elemento importante che rafforza il concetto sopra esposto, la Regione nel pieno delle sue potestà deve dettare le linee essenziali dell’attività del concessionario.

La stessa Regione Sicilia attribuisce la facoltà di gestire l’impresa, ed ha la competenza in materia di disciplina del servizio degli orari dei turni e di assicurare la continuità e la regolarità, e che ai sensi dell’art.6 del D.A. n. 597/Gab è legittimata la vendita in forma automatica e che sono escluse dall’osservanza delle turnazioni e dagli orari purchè funzionino senza l’assistenza di personale.

Il contraddittorio, a mio modesto avviso, nasce, nel momento che alcune compagnie petrolifere in Sicilia applicano tale tipologia di vendita all’interno di una stazione di servizio durante l’orario di apertura con personale addetto alla vendita, dedicando una pista a se ( chiamata “iperself”), e facendo leva sul prezzo più conveniente, orientano il cliente a rifornirsi presso l’apparecchiatura self-service.

Siamo proprio convinti che un’apparecchiatura self-service risponda, in prima battuta all’esigenza dell’utente e sia un elemento di erogazione di un servizio pubblico?

Tutti i clienti potranno usufruire di questo servizio?

Il prezzo conveniente in self è uno strumento che può sostituire, il servizio tradizionale, la professionalità e principalmente in termini di sicurezza il presidio sul territorio?

Mi viene in mente, un diversamente abile, mio nonno, o un pazzo che usa l’accendino durante il rifornimento magari per vedere riempire il proprio serbatoio.

Ad aggravare ancora di più le discriminazioni verso l’utenza e non solo, è che la maggior degli impianti non sono strutturalmente adeguati, per mancanza di apparecchiature self, per le superfici, ecc. elementi utili che crea forti disagi e confusioni verso l’utenza.

Non credo che il grande uomo Enrico Mattei, poiché qualcuno ha avuto il coraggio di paragonarsi, nel lontano 1960, immaginava, in un periodo di crisi come quello di oggi, di far scendere dall’auto suo nonno o sua madre per rifornirsi.

Invece credo proprio che il grande Mattei era ossessionato dal servizio eccellente, e dai confort in grado di assicurare quanto serviva ai bisogni delle famiglie e non certo è il self-service.

Smettiamola con queste alchimie, poiché le compagnie petrolifere in questi giorni stanno dimostrando che il prezzo del carburante può scendere, diamo la possibilità a tutti i cittadini di rifornirsi comodamente e valorizzare quel servizio, la professionalità, e principalmente quel presidio del territorio, dove qualcuno ci ha pure perso la vita, che è il lavoro che tutti i gestori e di tutte le bandiere quotidianamente compiono.

Giuseppe Giuliano

Commenti (11)
  • fernando oieni

    Condivido in pieno quello che dice giuseppe le compagnie petrolifere se possono fare sconti di questo tipo perché non li fanno sempre eni meno 20 esso meno 21 q 8 meno 20 ma tutte perdono soldi o li perdono solo i poveri gestori additati da tutti come la causa di tutti i mali il gestore deve morire perché com il può misero 0.0038 appena 75 lire turba tutto se non ci fosse allora altro che sconti il gestore ladro arriva al lavoro alle 6 del mattino va via alle 21 di sera non ha famiglia non ha altri interessi e vive la vita come una macchina propongo un gestore robot così si può ridurre il può misero margine tanto non deve neanche mangiare

  • alfredo  - induzione all'illegalità

    Ha ragione giuseppe, l'Eni con quell'accordo che ha fatto firmare ai gestori su iperself h 24 -20 dove chiede il presidio e/o assistenza, in Sicilia induce il gestore all'illegalità, le autorità di controllo dovrebbero intervenire.
    Non solo tutti quegli impianti dello stesso marchio impossibilitati ad aderire per problemi strutturali come faranno a difendersi, pertanto Eni induce 1000 gestori al fallimento.
    ma stiamo scherzando!!!!!
    Per non parlare tdi tutti gli altri gestori delle altre bandiere.
    AUTORITA' SVEGLIA :zzz

  • Max

    non sta scomparendo solo il concetto di servizio ma anche tutto il resto.
    Quando ho iniziato nel 1992 c'erano delle chiare e severe indicazioni da parte della casa che dovevo scrupolosamente seguire e se non lo facevo il mio responsabile mi riprendeva ricordandomi che io rappresentavo un marchio.
    C'e da dire pero' che quando io avevo delle richieste o proponevo delle idee si muoveva la direzione,veniva sull'impianto e valutava insieme a me il da farsi.
    Non c'erano ancora le campagne punti e neanche gli ordini fatti attraverso un freddo computer ,bensi' si chiamava il deposito e se avevi un 'emergenza si trovava sempre chi ti dava una mano.
    Il marchio che fieramente ho rappresentato e' quello della storica Italiana Petroli.Poi e' purtroppo arrivata l'agip ed e' iniziato il tracollo.
    Il fai da te con tagli di margini,l'assistenza inesistente,i responsabili introvabili,l'impianto che si sgretola e nessuno che fa nulla.
    Vedo sempre piu' impianti cadere a pezzi e gestioni che vanno a rotoli.Ci chiediamo come fa una compagnia del genere a fare sconti cosi' alti?Forse trascurando quelle che sono le sue incombenze,tagliando margini ai gestori,tenendosi in tasca per mesi i soldi dei rimborsi del self?
    Il servizio deve esserci solo se hai un eni caffe'?per forza e' tutto guadagno ma solo per loro ovviamente..con gli affitti spropositati che chiedono sei costretto a lavorare non 24 ma 48 h al giorno.
    Non contiamo piu' nulla,non sei imprenditore ma solo uno schiavo..che al fischio di mamma eni deve stare a disposizione a seconda della promozione che si fa,non per scelta ma per imposizione.
    Bei tempi quando chiamavo in via Pisani a Milano e chiedevo di parlare con il Responsabile di filiale...non ero un numero,ma ero un gestore,un imprenditore...oggi sono solo un povero condannato..condannato a stare sul piazzale perche' di alternative non ne ho..
    Gli sconti lanciati servono solo a rilanciare una compagnia che sta perdendo in immagine e in servizio..io stesso sono piu' incattivito.. una volta mi rendevo disponibile a chi mi chiedeva aiuto al fai da te,a chi aveva bisogno di gonfiare le gomme o di lavare il vetro..oggi non ci penso proprio piu' ..non tanto perche' non abbia voglia ma perche' anche il cliente mi giudica solo in base al prezzo che espongo e non in base a quello che faccio ..quindi che se le gonfi pure le gomme perche' e' quel che si merita, finche' si fara' abbindolare da questo tipo di promozioni.

  • Alex

    eni è passata dal più grande orgoglio degli Italiani, alla più grande vergogna !!!
    Il governo dovrebbe intervenire, perchè è proprietario del 51% ...
    fino al momento che non lo svenderanno hai privati.
    Nel 1990 quando lo stato hà svenduto le quote di alcune industrie a partecipazione statale, queste assunsero lo stesso atteggiamento, in modo da regalare alcuni fiori al occhiello a prezzi stracciati ad amici e parenti.
    Anche il quel occasione i nostri politici di allora non vedevano e non sentivano.
    Il nostro illustrissimo capo conosce bene l'industria del vetro che al epoca dei fatti si chiamata SIV,
    un orgoglio degli italiani, che dava lavoro solo in Abruzzo a 3840 senza considerare l'indotto,
    regalata agli inglesi della pilkington per un pugno di ceci.

  • toni  - magistrtura

    Cari gestori perchè lamentarvi sempre cercate di concentrarvi sulla risoluzione del problema,invece vi concentrate e perdete tempo sul problema che è di difficile soluzione a meno che non tirate fuori le palle ,investite i vostri sindacati e denunciate in massa (azione di classe) le compagnie.Gli strumenti giuridici sono tutti a vostro favore non sarebbe difficile individuare una serie di reati che l'eni sta perpetrando nel cercare di far scomparire la categoria.Inoltre voglio dire ai dirigenti eni che l'italiano non è ne tedesco ne francese e le caratteristiche culturali ne fanno la differenza nel modo di vivere e di pensare.

  • Fabiano Q8

    Richiesta al governo di abbassare di – 10 cent i carburanti per autotrazione.


    Come certamente è ormai noto, i prezzi dei carburanti per autotrazione sono giunti a livelli – anche in ragione dei recenti aumenti delle accise determinati per le necessità di individuare fondi a sostegno delle calamità nazionale - non piu’ sostenibili dalle famiglie, dai lavoratori, dalle piccole imprese, andando cosi’ ad incidere pesantemente nella vita quotidiana e nella serenità di milioni di italiani costretti, fondamentalmente per lavoro, ad utilizzare mezzi propri e quindi a rifornirsi presso gli impianti di distribuzione carburanti. Trattasi, a giudizio dello scrivente di impianti stradali collocati nel territorio nazionale, di un problema serio e profondo che se non affrontato tempestivamente, puo’ divenire causa di proteste ed iniziative incontrollabili da parte di cittadini stanchi di dover pagare prezzi altissimi per un prodotto indispensabile – al pari oserei dire dei beni “primari” – per garantirsi mobilità, opportunità di lavoro e quindi, serenità nelle proprie famiglie.
    I prezzi dei prodotti petroliferi sono indissolubilmente legati a politiche commerciali speculative delle compagnie petrolifere che in maniera concorrenziale immettono quantità significative nel cosiddetto mercato libero (c.d “extra –rete”) a soggetti che, a differenza dei gestori degli impianti di distribuzione colorati con i Marchi noti, possono cosi’ praticare sconti che arrivano a circa 10/15 centesimi al litro, mantenendo ovviamente una loro redditività : gli stessi prodotti, con le medesime caratteristiche, dalle stesse raffinerie o dai depositi delle stesse compagnie petrolifere, vengono venduti a prezzi maggiorati ai gestori che espongono quindi il Marchio della petrolifera, con l’obbiettivo sufficientemente palese di ottenere la massima profittabilità sul prodotto venduto nella rete dei distributori con proprio Marchio, magari utilizzando strumentalmente il richiamo dello “sconto” o del “meno qualcosa” rispetto ad un prezzo artatamente piu’ alto di quello che oggettivamente le quotazioni internazionali giustificherebbero, quanto innanzi citato viene confermato dalla politica dei prezzi praticati in H24 da Eni con -20 cent nei fine settimana a far data dal 16/06/2012, seguita a ruota dalla Q8 e esso con -21 cent via-via tutte le altre .
    Tutto ciò conferma che, Eni azienda a partecipazione Statale che fissa il prezzo finale di vendita al pubblico dei carburanti in Italia e sulla stessa scia seguita dalle altre compagnie Petrolifere per anni hanno imposto agli Italiani un prezzo non in linea con gli andamenti del mercato internazionale; In riferimento ai scenari che si sono concretizzati nelle ultime ore, le responsabilità maggiori sono da addebitare al Governo che, a fine dicembre 2011 ha aumentato le accise sui carburanti di 10 cent e di altri 2 cent nel 2012 , ha inserito l’imu, ha aumentato la pressione fiscale, ecc,ecc costringendo gli Italiani alla fame se non al suicido di massa ed oggi: Eni (il Governo) tramite H 24 fa un’elemosina a pochi di meno 20cent litro dalle ore 13,00 del sabato fino alla mezza notte della domenica.
    Il risultato finale, è sotto gli occhi di tutti : Prezzi alti sugli impianti – senza alcuna responsabilità dei gestori o dei terzi convenzionati come sopra appena accennato, obbligati ad acquistare rigorosamente tutto il proprio fabbisogno giornaliero ed annuale dalla compagnia petrolifera proprietaria delle stazione di servizio o titolare della fornitura in esclusivo tramite contratti di convenzionamento con soggetti terzi, stipulati in mala fede dalla petrolifera di turno e finalizzati a un controllo totale del prezzo nelle micro aree tramite i prezzi imposti dalla stessa petrolifera – e prezzi bassi sui pochi e sparuti impianti H24 o senza colore (le cosiddette pompe bianche o impianti “no logo “) difficilissimi da individuare da parte del cittadino, lontani dai luoghi di lavoro o dalle abitazioni. In breve, prezzi bassi solo a quei pochi fortunati che vivono o lavorano nei pressi.
    Cio’ che, sulla scorta della breve e succinta analisi sopra accennata, a mio avviso,ritengo ci sono le condizioni per abbassare il prezzo finale di vendita al pubblico di – 10 cent ragione per cui ci sarebbero dei vantaggi per tutti ridando agli italiani condizioni economiche in quel segmento di mercato, senza che cio’ possa determinare la estromissione dei gestori dalla conduzione delle proprie imprese, dando sollievo, serenità e dignità a migliaia di famiglie su cui pesa un prezzo artificiosamente piu’ alto per le ragioni esposte.
    Su tale specifica questione, i cittadini, le associazioni dei consumatori,i gestori con le rappresentanze sindacali, dovrebbero unirsi e chiedere un incontro al governo per eventuali chiarimenti e per consentire nell’ambito delle sue prerogative di individuare la soluzione prospettata.

    Fabiano


  • Max  - re: induzione all'illegalità

    le class action dovrebbero essere fatte anche dai consumatori...se c'e' margine per vendere a meno 20 come mai lo si fa solo nei we?
    e come mai prima si alzano i prezzi di 60 e poi si scontano di 20?
    possibile che tutto questo nessuno lo veda?
    ormai il monitoraggio dei prezzi c'e' ...manca solo qualcuno che prenda seri provvedimenti contro le speculazioni...

    alfredo ha scritto:
    Ha ragione giuseppe, l'Eni con quell'accordo che ha fatto firmare ai gestori su iperself h 24 -20 dove chiede il presidio e/o assistenza, in Sicilia induce il gestore all'illegalità, le autorità di controllo dovrebbero intervenire.
    Non solo tutti quegli impianti dello stesso marchio impossibilitati ad aderire per problemi strutturali come faranno a difendersi, pertanto Eni induce 1000 gestori al fallimento.
    ma stiamo scherzando!!!!!
    Per non parlare tdi tutti gli altri gestori delle altre bandiere.
    AUTORITA' SVEGLIA :zzz
    toni ha scritto:
    Cari gestori perchè lamentarvi sempre cercate di concentrarvi sulla risoluzione del problema,invece vi concentrate e perdete tempo sul problema che è di difficile soluzione a meno che non tirate fuori le palle ,investite i vostri sindacati e denunciate in massa (azione di classe) le compagnie.Gli strumenti giuridici sono tutti a vostro favore non sarebbe difficile individuare una serie di reati che l'eni sta perpetrando nel cercare di far scomparire la categoria.Inoltre voglio dire ai dirigenti eni che l'italiano non è ne tedesco ne francese e le caratteristiche culturali ne fanno la differenza nel modo di vivere e di pensare.
  • MARCO

    .. IMMAGINATE VOI SE DIVENTA TUTTO SELF....SU 25.000 IMPIANTI IN ITALIA CON CIRCA 80.000 FAMIGLIE CHE VIVONO IN QUESTO SETTORE...TUTTE IN MEZZO LA STRADA... Xò FARANNO PREZZI COMPETITIVI -20.-30. ECC ECC MA NON CALCOLANO CHE QUESTE 80.000 FAMIGLIE AVRANNO MAGARI 1 AUTO A FAMIGLIA? CIOè VUOL DIRE 80.000 AUTO FERME PERCHè SENZA LAVORO X PRIORITA VIENE IL MANGIARE NO LA BENZINA E L AUTO.....

  • Anonimo

    i cassieri stanno scomparendo tutti,e per loro noi siamo quello.....vedi biglietto autostrade,la cassiera della spesa....il banchiere,sostituito dalla macchina conta soldi....ecc.....e magari un gestore gestira piu impianti,e questo il futuro....pultroppo....

  • Alex

    Si parla di leggi, di infrazione , di abusi ....
    Quei buffoni dello stato dove sono ?
    La legge chi la deve far rispettare ?
    La lagge è uguale per tutti ?
    A difesa di chi è la legge ?
    Esiste la legge in questo schifo di nazione?

  • Anonimo

    SUGGERIMENTO PER I SINDACATI: VI SONO MOLTI GESTORI ALLO STREMO DELLE FORZE ECONOMICHE A CAUSA DELLA DISSENNATA POLITICA DI DISCRIMINAZIONE ED ALTERAZIONE DELLE CONDIZIONI DI MERCATO NEI CONFRONTI DI MOLTI GESTORI.QUESTI SIGNORI DELL'ENI NON HANNO TITOLI PER DECIDERE CHI DEVE VENDERE E CHI NO.DETTO QUESTO SUGGERISCO AI SINDACATI DI COORDINARE UNA AZIONE DI PROTESTA PER TUTTI I GESTORI SOFFERENTI ,CHIUDERE GLI IMPIANTI E DARE LE CHIAVI ALLE COMPAGNIE(simbolicamente)

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