Un Gestore, 'nel mio sentire vedo UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A ROMA'

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Dalle recenti dichiarazioni rese dall’amministratore delegato di ENI, Paolo Scaroni (vedi giornale web “Gestori Carburanti”), deve essere ineluttabilmente chiaro a tutti, anche ai più ottenebrati dalle logiche aziendali, quale è la soluzione finale che sta nella mente dei vertici della compagnia ex di Stato.

Visto che il margine sta diventando una variabile indipendente dal ciclo economico dell’impianto, lo si può tranquillamente – secondo i desideri aziendali - far tendere allo zero; ed è quello che sta succedendo con il sospingimento sempre più evidente, verso l’iperself-10.

D’altro canto aver scientemente creato una condizione di fuori mercato dei prezzi dei carburanti, mette i gestori della compagnia di fronte al lacerante interrogativo: fare i litri senza guadagno oppure morire di inedia sugli impianti senza clienti; ma lì bella e pronta c'è la trappola dell'iperself, nella quale adagiarsi ed andare alla propria eutanasia economica.

Ed a nulla vale domandarsi: visto che il compenso non sta più nel margine, come intende l'azienda provvedere alla remunerazione del gestore anche considerando che le attività collaterali sono presenti in pochi impianti, e quando esistono, in genere sono depauperate dalla crisi economica, e comunque falcidiate dagli affitti? Domanda vana, da tempo senza risposta.

La conclusione per i gestori sarà l'abbandono degli impianti per fallimento, di modo che possa concretizzarsi il progetto di ENI, di automazione totale in iperself, insomma la soluzione finale che si evince dalle parole di Scaroni.

Fin qua quanto rappresentato sul portale ENI.

Ma veramente vogliamo diventare le vittime sacrificali di un satrapo feroce che si ritiene investito del potere di disporre del futuro di migliaia di gestori e loro collaboratori, che a volte anche per decenni hanno curato impianti non loro con la stessa diligenza come lo fossero stati?

La risposta è scontata, ma per attrezzare una resistenza intelligente e proficua occorre realizzare una forte discontinuità con i comportamenti fin qui dimostrati a partire dalla ricerca di una compattezza anche sindacale, che eviti dietrologismi e contrapposizioni ideologiche all’interno della categoria.

Non dobbiamo dimenticare che la battaglia che si va ad intraprendere con l’ENI, riconosciutamente market leader del settore, avrà un forte potere di trascinamento nelle strategie degli altri marchi petroliferi.

Riguardo alla possibilità che il tavolo negoziale aperto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, possa sortire risultati positivi, nutro seri dubbi, ancor di più dopo le recenti dichiarazioni di Scaroni; i negoziatori inviati da ENI con l’inprinting dello scaroni-pensiero, temo si eserciteranno in tattiche dilatorie senza cedimenti rispetto al pachetto preconfezionato inerente alle nuove tipologie contrattuali; possiamo avere qualche speranza solo nell’arbitrato e onestà intellettuale del sottosegretario Claudio De Vincenti.

Per il resto possiamo contare solo sulla robustezza del nostro carattere e sulla omogeneità del nostro rifiuto all’arbitrio e alla prevaricazione, costi quello che costi, a cominciare dalla dismissione di quei comportamenti di vile sottomissione che spesso ci portano a sottoscrivere e firmare proposte aziendali contrarie ai nostri interessi e quindi assolutamente irricevibili.

A questo dobbiamo aggiungere un impegno costante alla sensibilizzazione dei media e dell’opinione pubblica alla nostra causa.

Per quanto riguarda altre forme di lotta, sarei portato a ritenere, sempre in forza di quel principio di discontinuità col passato, cui ho accennato, che lo sciopero, anche di colore, non sia più efficace, non foss’altro che per la presenza ormai numerosa delle pompe bianche, nonché delle gestioni dirette di marchio o associate in partecipazione, portentose torri di guardia antisindacali e quindi antisciopero.

Nel mio sentire vedo UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A ROMA, con i gestori AGIP/ENI che scendono da tutt’Italia (buona l’idea di Moreno Parin), pretendendo dai signori di Via Laurentina di essere ascoltati sui loro sacrosanti diritti di avere un FUTURO.

Sabatino D’Elia

gestore AGIP


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